Politica

Gaeta / Vendita del piazzale dell’ex stazione, monta la polemica

GAETA – Avrebbe dovuto avere un altro andamento l’altra mattina il consiglio comunale di Gaeta che, dopo una lunga attesa, avrebbe dovuto affrontare un tema tanto caro a due consiglieri d’opposizione, Emiliano Scinicariello e Franco De Angelis: la discussione della mozione di sfiducia sulla opportunità della cessione, effettuata nel gennaio 2020 dal Consorzio Industriale Sud Pontino ad una società immobiliare di Gaeta, di un’area di circa tremila metri quadrati dell’ex stazione ferroviaria di Gaeta ad insaputa dello stesso comune. Per anestetizzare il delicato argomento, invece, è giunto nell’aula consiliare del comune di Gaeta il presidente del Consorzio industriale del sud pontino Salvatore Forte che, accompagnato da un gruppo di tecnici, ha presentato al consiglio il progetto per la riqualificazione del piazzale dell’ex stagione ferroviaria, un’area che – ironia della sorte – è confinante e attigua a quella veduta poco più di un anno fa dallo stesso Cosind ad una società appena costituita, la “Cavour Immobiliare”, per un importo davvero irrisorio, poco più di 400mila euro, in pieno centro cittadino e a poche centinaia di metri dalla spiaggia di Serapo.

Soprattutto i consiglieri Scinicariello e De Angelis non hanno voluto credere a questo “cambio di programma” perché la presentazione del progetto su un’area di proprietà del consorzio industriale – un tempo delle Ferrovie dello Stato e poi ceduta alla società in house “Rete Ferrovia italiana – non era proprio prevista e tantomeno concordata tra le forze politiche in precedenza nella conferenza dei capigruppo. E così nel mirino è finita la presidente del consiglio comunale Pina Rosato che, accusata di “scorrettezza”, era stata lei ad invitare il presidente del consorzio industriale in un consiglio in cui si doveva parlare di altro e, soprattutto, dei presunti rapporti di connivenza istituzionale tra Cosind e Comune di Gaeta sulla vendita (ineccepibile ) di una parte del piazzale dell’ex stazione ferroviaria “a insaputa della Giunta Mitrano”. La versione della presidente Rosato – secondo quanto hanno dichiarato Sciniscariello e De Angelis – sarebbe stata questa: il progetto di riqualificazione urbana del piazzale dell’ex stagione ferroviaria di Gaeta doveva essere presentato nel recente passato ma un improvviso impedimento del consiglio aveva provocato il rinvio dell’iniziativa. Il consiglio comunale dell’altra mattina è stata considerata la migliore occasione per illustrare il progetto del Consorzio Industriale per il nuovo look di un’area al centro di tanti, troppi, appetiti urbanistici e immobiliari.

Ma all’ordine del giorno c’era dell’altro? C’era la mozione di due coraggiosi esponenti delle minoranze per chiedere al comune di riappropriarsi per finalità pubbliche di quell’area? Poco importava anche in rapporto ad un’inchiesta penale, al momento contro ignoti, delegata dalla Procura di Cassino al gruppo di Formia della Guardia di Finanza. A pronunciarsi sull’argomento è ora un insigne penalista di Gaeta che formalizza un’autentica chiamata alle armi contro l’operato dell’amministrazione del sindaco Cosmo Mitrano. L’avvocato Lino Magliuzzi ha deciso di intervenire in un clima “sempre più ammorbato” per conto dell’associazione culturale “Orizzonte”. Lo fa per censurare senza peli sulla lingua l’operato della maggioranza Forza Italia-Pd, accusata di votare contro la mozione dei consiglieri De Angelis e Sciniccariello. “Ha perso una occasione di grande valenza politica per riacquistare fiducia e credibilità, per superare omissioni, silenzi ed incredibili “non sapevo” e, soprattutto, ha perso l’occasione di restituire alla città un bene che le è sempre appartenuto per averne fatto uso pubblico da tempo immemore, per averlo curato, per averlo riqualificato con risorse pubbliche – ha esordito l’avvocato Magliuzzi – Nulla di tutto questo: ha vinto ancora una volta l’arroganza e l’ignoranza, nel senso di chi tra i consiglieri di maggioranza ha ignorato l’importanza e la valenza politica della mozione rispetto alle legittime aspettative dei cittadini”. Le censure che ha avanzato l’avvocato Magliuzzi fotografano un’altra Gaeta, rispetto a quella che emerge dai media: “L’autoreferenzialità, il delirio di onnipotenza, uno strano convincimento di eterna impunità politica e giudiziaria, fa sì che l’amministrazione comunale riesca ogni giorno di più a superare se stessa in arroganza, disprezzo, non curanza delle istanze dei cittadini e di chi li rappresenta in consiglio comunale – ha aggiunto il penalista, anni fa impegnato in politica ricoprendo con stile ed imparzialità il ruolo di presidente del consiglio comunale con il sindaco Antonio Raimondi – In città si respira un’aria pesante, in cui a rimanere schiacciati sono irrimediabilmente i cittadini onesti, silenziosi e delusi. Questi vivono un profondo senso di frustrazione di fronte a comportamenti apparentemente incomprensibili ma che manifestano con chiarezza e spudoratezza l’arroganza del potere di un’amministrazione che continua a gettare fumo negli occhi dei cittadini.”

Anche Magliuzzi censura apertamente l’occasione data ai vertici e ai tecnici del consorzio industriale di intervenire in una seduta consiliare chiamata ad approvare una mozione chiamata a restituire alla collettività la proprietà e l’uso di un parte di piazzale e l’edificio della ex ferrovia-stazione venduti a un privato “non indifferente al sindaco con una manovra sottotraccia”. Parole pesantissime quelle dell’avvocato Magliuzzi che stigmatizza i silenzi di altri rappresentanti delle minoranze a fronte di quella che definisce “l’ennesima carnevalata”. “ Il presidente del Consid in persona, corresponsabile della scandalosa svendita, con sommo gaudio dei consiglieri di maggioranza, ha illustrato il progetto della nuova stazione ferroviaria. Un lavoro che fa sognare anche il consigliere Romanelli, dopo che questi ha disatteso il voto di opposizione di cui lui e Passerino sono stati rappresentanti.”. Questa passerella – a dire di Magliuzzi – è stata “una puerile mossa che, da una parte ha tentato di sminuire l’importanza politica della mozione De Angelis-Scinicariello, dall’altra, anziché far distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica da un tema che sta a cuore alla cittadinanza, ha costituito la prova provata che la mozione ha comunque raggiunto il suo effetto. Mitrano ama farsi inseguire e rincarare la dose. Fa parte dei suoi trucchi da alchimista continuare a gettare fumo negli occhi; in quel fumo, mani invisibili operano a detrimento della nostra città, depauperandola dei suoi beni.” La chiamata alle armi di Magliuzzi – a Gaeta il dopo Mitrano inizierà tra meno di un anno e mezzo – è sintetizzata nella parte conclusiva di un documento che neppure le timidissime minoranze non sono state mai capaci di elaborare in quattro anni di mandato amministrativo. Consapevole che “in passato i cittadini hanno sempre trovato la forza di ribellarsi al sistema di potere al servizio degli affari”, l’avvocato Magliuzzi lancia a quell’opposizione che “sta fuori dal consiglio comunale” di fare quadrato intorno agli unici due consiglieri di opposizione, “senza se e senza ma”. “È giunto il momento che le molteplici realtà ed aggregazioni culturali, politiche, civiche, presenti in città ed i giovani si incontrino, si confrontino e si organizzino in modo da far sentire una voce forte ed unitaria – è la sintesi di questo “manifesto” dell’avvocato Magliuzzi – ribellandosi ad una gestione della cosa pubblica, della nostra città, del nostro territorio, che è opaca per non dire torbida, forte con i deboli e debole con i poteri forti. Si realizzi una vera alternativa. Insieme – e solo insieme! – si potrà abbattere questo sistema”.

A censurare apertamente l’operato della presidente del consiglio comunale Pina Rosato sono ora anche i consiglieri Emiliano Scinicariello e Franco De Angelis. La seduta, in effetti, è degenerata dopo che la sua trasmissione sulla pagina youtube del comune è stata “disturbata e magicamente e in maniera inusuale interrotta”. La seduta consiliare doveva esserlo in precedenza. E invece si è creata “un’ingiustificata tensione”. L’aula consiliare del comune di Gaeta è diventato un saloon di un western di Leoniana memoria quando l’ex sindaco Massimo Magliozzi – considerato da tempo un cavallo di Troia sistemato all’interno del recinto delle minoranze – “ha inveito contro noi firmatari della mozione, alzando i toni e utilizzando termini certamente inappropriati. Ha parlato addirittura di terrorismo psicologico nella formulazione della mozione, e facendo perdere la consueta calma anche al sottoscritto – ricorda il consigliere Scinicariello – che si era assunto l’onere di presentare il documento al Consiglio Comunale”. La sortita dell’ex primo cittadino ha creato un disappunto anche nel sindaco Mitrano che ha fatto fatica a celare la propria irritazione. Ma la frittata era stata (appositamente) completata. Anche i consiglieri Scinicariello e De Angelis chiamano frontalmente in causa la presidente Dem del consiglio comunale Rosato: “La presenza, inattesa quanto gradita, del Presidente del Consind Salvatore Forte, che non era all’Ordine del Giorno, non era stata annunciata dalla Presidente d’aula, la quale evidentemente ha ritenuto superfluo renderne conto ai Consiglieri che rappresenta. L’avvocato Forte è intervenuto parlando di tutt’altro, e non certo dell’oggetto della mozione. L’abbiamo votata solo noi due ed il resto del consiglio no – concludono con un mix di sarcasmo e amarezza i consiglieri Scinicariello e De Angelis – Per noi va bene così”.

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