Formia / Licenziamento del dirigente Ottaviani, il Comune ricorre in appello contro il reintegro

Formia / Licenziamento del dirigente Ottaviani, il Comune ricorre in appello contro il reintegro

FORMIA – L’aveva promesso subito dopo la sentenza favorevole del suo reintegro emessa il 16 dicembre scorso dal giudice del lavoro del Tribunale di Cassino Raffaele Iannucci. Il tempo di contabilizzare con i suoi commercialisti e consulenti del lavoro gli stipendi che avrebbe dovuto percepire dal 30 giugno 2018 in poi sino a poco meno di un mese fa che l’ex responsabile del settore servizi sociali e cultura del comune di Formia e dello stesso distretto socio sanitario del sud pontino, Maurizio Loreto Ottaviani, ha chiesto il conto al suo ex datore di lavoro: poco meno di 80mila euro.

Il dirigente di Fontana Liri ha avviato le procedure per ottenere, in via bonaria, un primo risarcimento danni che, se non dovesse conoscere un esito positivo, potrebbe trasformarsi subito in un vero e proprio pignoramento e, dunque, rivelarsi per l’ente un debito fuori bilancio. Il Tribunale di Cassino aveva accolto integralmente il ricorso dell’ex dirigente ciociaro contro uno dei primi decreti firmati il 28 giugno 2018 dal neo sindaco di Formia Paola Villa che ne decretava – secondo alcuni in maniera frettolosa tant’è che i distinguo non tardarono ad affiorare nella nuova maggioranza consiliare – il suo licenziamento. Ottaviani era stato nominato a tempo determinato il 30 dicembre 2017 dall’allora primo cittadino Sandro Bartolomeo secondo quanto prevede l’articolo 110 del decreto legislativo 267/2000. La difesa di Ottaviani ha chiesto ed ottenuto l’applicazione del contenuto di nuove sentenze della Corte di Cassazione che, interpretando al meglio l’articolato degli incarichi fiduciari negli enti locali, hanno dimostrato come gli stessi non cessino alla scadenza del mandato del sindaco ma devono avere una durata minimo di tre anni e non superiore ai cinque.

Maurizio Loreto Ottaviani

Ottaviani sta contabilizzando ora anche le indennità di funzioni non percepite in 18 mesi e ha preannunciato che chiederà la quantificazione del danno biologico nel frattempo subito. Insomma il comune di Formia sbagliò clamorosamente a mandare via il bravo ed apprezzato funzionario ciociaro. Lo aveva messo per iscritto anche il giudice Iannucci secondo il quale il rapporto di lavoro di Ottaviani con il comune di Formia sarebbero dovuto scadere il 31 dicembre 2019 e non il 30 giugno 2018, 18 mesi fa. Il giudice Iannucci con la sua sentenza 599/2019 ha anche censurato l’operato formale dell’avvocatura del comune di Formia. Ha dichiarato inammissibile il ricorso in quanto l’eccezione sollevata “è da considerarsi domanda riconvenzionale che andava formulata nel rispetto di cui alle forme stabilite dall’articolo 418 del codice di procedura civile” (verbale di udienza in atti). Il rilievo di parte ricorrente non coglie nel segno, poiché non considera che parte resistente non ha chiesto l’accertamento in via principale della nullità del contratto, con conseguente ampliamento dell’oggetto del processo, bensì un accertamento incidenter tantum della predetta nullità, finalizzato alla mera reiezione dell’avversa domanda”. Ha quindi formulato non una domanda riconvenzionale, che avrebbe richiesto l’osservanza, a pena di decadenza, delle forme di cui all’articolo 418 codice di procedura civile ma una mera eccezione riconvenzionale, che dall’osservanza di tali forme è svincolata”. Chi lo scrive? Niente meno che la Corte di Cassazione.

La vicenda è diventata, intanto, politica e non poteva essere diversamente. La Giunta municipale di Formia cerca di difendersi e, nonostante abbia in organico due legali in servizio, il dirigente dell’avvocatura Domenico Di Russo e la dottoressa Sabrina Agresti, è stata costretta a nominare una terza persona per produrre un ricorso davanti la Corte d’Appello di Roma contro una sentenza di primo grado ritenuta “iniqua”. L’esecutivo ha assunto la decisione di rafforzare il proprio collegio attraverso la nomina del professor universitario Raffaele De Luca Tamajo attraverso la delibera numero 17 del 20 gennaio. La proposta è arrivata dal dirigente avvocatura interna che ha chiesto un sostegno “extra” grazie ad un “esperto della materia giuslavoristica e con un curriculum di livello universitario. E per quale motivo? La controversia giuridico legale sollevata da Ottaviani è per certi versi inedita. La questione a livello nazionale è stata caratterizzata da un’unica pronuncia della Corte di Cassazione.

E la nomina diretta del professor De Luca De Luca Tamajo? La delibera numero 17 è esplicativa: ” A causa delle recenti festività Natalizie non abbiamo potuto espletare una procedura comparativa (un bando per la scelta del legale), i termini per produrre appello sono stretti e, dunque, abbiamo fretta…”. Non hanno avuto fretta i due assessori “Costiani” della Giunta del sindaco Paola Villa, Alessandra Lardo e Pasqualino Costa. Sono stati gli unici a non partecipare all’approvazione della delibera numero 17 perchè ora, come allora, non hanno condiviso la scelta di allontanare e, ora, di accanirsi contro il dottor Ottaviani. La politica resta una scelta. Per fortuna.

Saverio Forte

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