Gaeta / Allarme polveri sottili, la denuncia degli ambientalisti

Gaeta / Allarme polveri sottili, la denuncia degli ambientalisti

GAETA – C’è un allarme polveri sottili anche a Gaeta e, soprattutto, nel quartiere de La Pjaia dove insiste uno dei porti commerciali italiani più importanti. Lo lancia l’associazione ambientalista “La Barba di Giove” che, a fronte di quanto prevede la normativa nazionale per le Pm10, ha offerto due dati – che secondo Beniamino Gallinaro ed Ersilia Vitiello – richiedono l’immediato ed inderogabile urgente dell’amministrazione comunale di Gaeta.

Le condizioni meteo di alta pressione, almeno negli ultimi venti giorni, hanno favorito il ristagno in atmosfera di inquinanti tra i quali le famigerate Pm10, è il termine che identifica le particelle aerodisperse di diametro inferiore o uguale ai 10 milligrammi caratterizzate da lunghi tempi di permanenza in atmosfera e in grado di penetrare nell’albero respiratorio umano e quindi avere effetti negativi sulla salute. Tra le sorgenti antropiche delle Pm 10 un ruolo fondamentale è rappresentato dal traffico veicolare.

Nella stazione di rilevamento del porto commerciale “Salvo D’Acquisto” la media dei primi 9 giorni di gennaio è stata di 40 microgrammi per metri cubi che in tre giorni hanno superato i limiti di legge (50microgrammi per metro cubo). Un altro indicatore di legge, il biossido di azoto, ha avuto una concentrazione media di 55 microgrammi per metro cubo quando il valore limite annuale è di 40 microgrammi per metro cubo. Per la più importante associazione ambientalista italiana si tratta di tratta di “dati che dicono che dovremmo porre attenzione alla qualità dell’aria e predisporre politiche che ne migliorino la qualità e proteggano la salute dei cittadini. Naturalmente di tutto questo l’amministrazione comunale di Gaeta non ne parla, si pavoneggia su monopattini elettrici ma di politiche di riduzione del traffico veicolare niente”.

L’Associazione “La Barba di Giove” accusa la Giunta Mitrano, pertanto, di proporre “iniziative di facciata” come “Gaeta Plastic”, che economicamente sostiene peraltro la Regione, ma “si guarda bene dall’affrontare i nodi strutturali del traffico a Gaeta che non sono solo il numero di parcheggi.” Nel mirino, infine, degli ambientalisti ci sono le Luminarie, “ci aspettavamo che fossero state a carbonio zero” – dicono Gallinaro e Vitiello – ma “si sa il cambiamento climatico è buono per i dibattiti – conclude la nota – ma non come guida per le politiche e le iniziative da mettere in atto. Sicuramente saremo visti come i soliti rompiscatole che creano inutili allarmismi anche se poi tra qualche tempo, come già è successo, scoprire – concludono Beniamino Gallinaro ed Ersilia Vitiello – che eravamo stati preveggenti”.
Saverio Forte

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