Formia / Omicidio-suicidio di Piazza Mattej: c’era la premeditazione

Formia / Omicidio-suicidio di Piazza Mattej: c’era la premeditazione

FORMIA – La convinzione è dei Carabinieri alla luce degli accertamenti balistici compiuti nel corso dell’ultimo fine settimana: poteva assumere un bilancio ancor più grave la “mattanza” compiuta dal 64enne Pasquale Forcina all’interno del palazzo ubicato al civico 39 della centralissima piazza Mattej a Formia. Le due pistole, calibro 7,65 e 38, utilizzate dall’ex funzionario di uno studio contabile di via Vitruvio per uccidere la cugina Fausta, di 67 anni, ed il marito della donna, Giuseppe Gionta, di 69, avevano ancora diversi colpi in canna. Forcina ha rischiato di fare ancora più vittime e per una fortunata coincidenza al momento della strage non erano presenti all’interno del palazzo e, dunque, non assistendo neanche casualmente alla sparatoria i tre avvocati dello studio legale Pompei, una cugina della professoressa Fausta (residente a Latina) e un inquilino che abita saltuariamente al terzo piano dello stabile, un ufficiale dell’Aeronautica.

La convinzione dei Carabinieri è chiara: qualora si fossero affacciati per le scale al rumore degli spari, avrebbero potuto aumentare il già triste bilancio delle vittime della carneficina. Le due pistole utilizzate da Forcina avevano altri colpi in canna nel momento in cui, scattato l’allarme da parte di una componente dello studio Pompei, sono state sequestrate dai militari del tenente Massimo Milano. Un fatto è certo. Intorno alle 13.45 circa di giovedì sono stati vissuti momenti di autentica follia quelli che hanno armato la mano (e la mente) di Pasquale Forcina.

Pasquale Forcina

Il 64enne aveva pianificato tutto: sapeva di dover colpire per prima la cugina al momento del suo ritorno da scuola, dal vicino istituto comprensivo “Dante Alighieri”, il sicuro testimone oculare, il marito della professoressa di matematica del corso “C”, Giuseppe Gionta e, in ultimo, togliersi la vita con un look ad “hoc”. Forcina è stato trovato cadavere con un colpo sotto il mento che aveva indossato non il solito impermeabile beige – grazie al quale era noto da anni a Formia, a prescindere poi dai periodi dell’anno – ma un cappotto blu. Della sua premeditazione ne ha fatto subito le spese la cugina Fausta per la quale ogni piccolo movimento, anche quelli più disperati di girarsi e scappare dall’ingresso principale, sono stati puniti con l’intero caricatore della prima pistola impugnata dal cugino ormai in preda ad un raptus che chissà da quando covava dentro.

Giuseppe Gionta e Fausta Forcina

Intanto, archiviata la parentesi riservata alle lunghe autopsie effettuate nell’intera giornata di sabato dal medico legale Daniela Lucidi su incarico del sostituto procuratore Emanuele De Franco, fervono i preparativi per lo svolgimento dei funerali degli stimati docenti di matematica: si svolgeranno martedì, alle ore 15, nella chiesa della Madonna del Carmine che – per un beffardo scherzo del destino – confina con il palazzo di piazza Mattej. Il rito funebre sarà anticipato, alle 10, da un veglia funebre in programma nella stessa chiesa di via Rubino. Ancora da definire, invece, data e luogo delle esequie di Pasquale Forcina, che ha un unico fratello, Erasmo, che vive a Roma. E’ stato messo in allarme il comune qualora la famiglia del 64 enne decidesse di non sovraintendere alla loro organizzazione ed il sindaco Paola Villa ha fatto sapere di non aver ricevuto, a tal riguardo, alcuna indicazione.
Saverio Forte

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