Acqua torbida: l’Asl chiede chiarimenti ad Acqualatina

Acqua torbida: l’Asl chiede chiarimenti ad Acqualatina

SUD PONTINO – Continua, senza sosta, il grave rimpallo di responsabilità tra Acqualatina ed il dipartimento di prevenzione, igiene, alimenti e nutrizione su chi deve certificare lo stato di torbidità che negli ultimi due mesi, interessando i comuni del sud-pontino, sta rappresentando “una grossa problematica”. Il dirigente del Sian dell’Asl, Patrizia Lucantonio, ha preso carta e penna e ha scritto all’amministratore delegato di Acqualatina e, per conoscenza, ai sindaci dei comuni del Golfo, per sollecitare, in qualità di ente gestore e quindi responsabile in auto controllo dei controlli interni e della gestione in toto della qualità dell’acqua, di “relazionare e far conoscere le reali cause che hanno provocato una torbidità così prolungata nel tempo e quali misure sono state adottate e previste per far fronte ad una tale emergenza”.

Insomma l’Asl prende le distanze da Acqualatina su una situazione igienico sanitaria non più tollerabile nel “cuore” delle festività Natalizie e la richiesta di “valutare l’adozione di misure più incisive per contrastare il fenomeno della torbidità” è un’iniziativa definitiva molto emblematica al punto che la Confconsumatori provinciale accusa l’Asl di Latina, dopo “un sonno durato decenni, di aver partorito un topolino!”. Il presidente dell’importante associazione di categoria, l’avvocato Franco Conte, ricorre alla retorica e al sarcasmo per immaginare il tipo di risposta di Acqualatina. “Già la vediamo la solerte missiva: “in merito al fenomeno di torbidità dell’acqua, che ha interessato i Comuni del Sud Pontino in particolari situazioni di piogge intense, siamo spiacenti di informarLa (signora ASL ndr) che esso non è riconducibile a diretta responsabilità del gestore, bensì ad eventi di forza maggiore determinanti l’ormai noto fenomeno naturale che interessa le centrali di Capodacqua e Mazzoccolo e per il quale il Gestore è comunque attivo nella ricerca di una soluzione permanente (filtri ad osmosi ecc.). – Se non se ne fosse accorta signora ASL siamo attivi dal lontano 2010 ed abbiamo già la soluzione in tasca ma poiché non vogliamo privare il sud pontino del dorato liquido stiamo ancora attendendo a metterla in atto con l’assenso dei loro sindaci – ndr.” Signora Asl sempre durante il meritato periodo vacanziero/natalizio si ricordi che è proprio lei che ha il compito di effettuare le analisi dell’acqua e che il 21 di dicembre ha ricevuto un ordine da parte del Sindaco di Spigno Saturnia dove nell’ordinanza n. 73 si legge testualmente: “VISTA l’inadempienza della ASL LT, l’autorità sanitaria locale ha potuto accertare solo visivamente con indagini a campione presso le utenze del territorio comunale, che effettivamente l’acqua erogata dal Gestore Idrico presenza un colore marrone intenso e una consistenza fangosa, con ogni probabilità attribuibile alla presenza di “argilla, sedimento, particelle colloidali, e microorganismi” (da i parametri torbidità indicati dal Ministero della Salute), tale da vietarne l’utilizzo sia per scopi igienici che per scopi alimentari;”
Ed in forza di questa ordinanza si ordina “All’Asl di Latina di eseguire immediatamente le necessarie analisi chimiche necessarie a riscontrare i valori di torbidità dell’acqua e a comunicarle tempestivamente all’autorità sanitaria locale”.

Intanto c’è stata la presa di posizione ufficiale dell’Ad di Acqualatina, Marco Lombardi, con cui – secondo il punto di vista della Confconsumatori provinciale – ha “confermato di non essere in grado di risolvere il problema della torbidità. E i Sindaci cosa dicono? Hanno svolto i controlli sull’operato del gestore in tutti questi anni o si sono limitati a votare gli aumenti tariffari? La risposta di Acqualatina alla domanda “retorica” dell’Asl – aggiunge l’avvocato Conte non si è fatta attendere ed oggi come già avevamo anticipato giorni fa la soluzione di Acqualatina non è risolvere la torbidità (eppure tanti studi e tanti soldi il gestore ha speso in tal senso) ma è un’altra: 1) I pozzi dell’Acerbara (peccato che trattasi di acqua salmastra); 2) Forma Del Duca (peccato che trattasi di acqua con arsenico); 3) La condotta da Cellole (peccato che sia acqua che la regione Lazio fornisce gratuitamente alla Campania e poi il gestore idrico di quest’ultima ci fa affari rivendendocela – come dire principe Totó ti hanno copiato l’idea!) In sintesi la soluzione alla torbidità è – conclude un ironico avvocato Conte – la chiusura definitiva di Mazzoccolo e Capodacqua… E poi probabilmente arriveranno loro… i dissalatori”.

Saverio Forte

Segui Temporeale Quotidiano su Facebook, Twitter e Google+ per essere sempre aggiornato
Google+