Gaeta / Mercato del pesce, il Tar accoglie ricorso d’urgenza dei pescatori per il periodo natalizio

Gaeta / Mercato del pesce, il Tar accoglie ricorso d’urgenza dei pescatori per il periodo natalizio

GAETA – Nel periodo natalizio una città di mare come Gaeta non può fare a meno del mercato ittico. Anche se il dipartimento Igiene e Alimenti dell’Asl di Latina il 20 novembre e il Comune nove giorni più tardi hanno consigliato prima e disposto poi l’interruzione dell’attività di vendita del sito mancando gli oggettivi presupposti per la sua prosecuzione. Lo ha deciso il 5 dicembre il Tar del Lazio-sezione di Latina (presidente Antonio Vinciguerra) che, di fatto, ha congelato l’efficacia l’ordinanza numero 496 del 29 novembre scorso con cui il vice-sindaco di Gaeta Angelo Magliozzi, raccogliendo le severissime censure dell’Asl, disponeva la sospensione dell’attività di vendita presso il caratteristico mercato del pesce in località Peschiera e, in caso contrario, la rimozione d’ufficio degli stalli i cui oneri saranno caduto sui sette esercenti.

E invece il Tar, raccogliendo una specifica moratoria formalizzata dagli operatori attraverso un ricorso d’urgenza degli avvocati Angela Viola, Ester Tallini e Sara Bergamini, ha disposto che il mercato ittico può rimanere aperto. Almeno sino alla discussione del ricorso in programma il prossimo 15 gennaio cioè quando le festività Natalizie, la cui tradizione gastronomica è molto legata al consumo del pesce, saranno archiviate. L’ordinanza del primo grado della magistratura è stata emessa nello stesso giorno in cui il commissariato di Polizia di Gaeta aveva avviato le procedure, di concerto con la Polizia locale del comune, per la possibile rimozione del mercato del pesce di Gaeta. Il decreto di sospensione numero 330 del presidente Vinciguerra, di fatto, ha creato un piccolo conflitto istituzionale con il competente dipartimento dell’Asl che aveva in occasione di un altro sopralluogo riscontrato una serie di presunte anomalie igienico-sanitarie e strutturali del mercato di via Lungomare Caboto.

I sette operatori destinatari dell’ordinanza del vice-sindaco Magliozzi si dichiarano vittime di un atteggiamento persecutorio da parte del comune di Gaeta. Lo si evince da una dura presa di posizione degli avvocati Viola, Tallini e Bergamini. Sostengono innanzittutto di aver dovuto contrastare l’efficacia della seconda ordinanza emessa dal Comune di Gaeta: “Visto il periodo in cui cade sembra un inaspettato regalo di Natale, s’inquadra invece in una serie di reiterati atti e provvedimenti amministrativi emanati dal comune al limite della vessazione. E’ il terzo dal giugno 2019: il primo ancora pendente con la discussione nel merito prevista il 29 gennaio 2019, il secondo definito nei giorni scorsi (il Tar aveva definito inammissibile il ricorso degli stessi operatori contro il bando dell’ex Autorità portuale del Lazio per l’assegnazione dei 14 stalli ricavati all’interno del nuovo mercato ittico realizzato in località ex Canaga) e l’ultimo con discussione del ricorso cautelare al 15 gennaio prossimo.

Si tratta di procedimenti tutti connessi al principale che è quello del giugno 2019 in cui, già allora, il presidente del Tar Latina con decreto numero 369/19 aveva concesso la sospensione degli effetti della ordinanza di sgombero allora impugnata, in quanto lesiva degli interessi dei ricorrenti”. Soprattutto l’avvocato Viola è un fiume in pieno contro il Comune di Gaeta che – va precisato – ha dovuto soltanto recepire le gravi inadempienze messe per iscritto dall’Asl di Latina: “Non si riesce a comprendere la necessità di questa nuova ordinanza essendo ancora pendente un procedimento connesso riguardante la sospensione dell’ordinanza di sgombero del medesimo mercato ittico, né quali sono le ragioni e le motivazioni recondite sottese a questa volontà che appare quasi persecutoria nei confronti di una categoria di lavoratori che esercita sul luogo pubblico, (che si ricorda è di gestione e competenza del Comune di Gaeta) da oltre 50 anni l’attività ittica in un mercato che è anche un valore aggiunto al territorio cittadino.

Allo stesso tempo – ha aggiunto l’avvocato Viola – non si capiscono le motivazioni per cui non si vuole attendere l’esito del giudizio principale ormai in discussione al merito alla fine di gennaio 2020, qualunque sarà la definizione senza evidenziare ad oggi vinti o vincitori. Ancor di più sarebbe stato doveroso attendere l’esito giuridico, se non altro, per una correttezza di un iter giurisdizionale ancora sub iudice, e quindi sottoposto alla decisione del Tar. Ma ancor di più non si comprende il motivo per cui si continua a vessare gli esercenti l’attività del mercato ittico di Gaeta, togliendo agli stessi la serenità di poter lavorare in un momento particolare in cui cade questa ulteriore notifica dell’ordinanza impugnata, periodo appunto natalizio che può essere redditizio per gli stessi come una boccata di ossigeno, in considerazione dell’ormai conclamata crisi congiunturale del mercato economico generale. Invece gli stessi sono stati costretti ad impugnare l’ennesima ordinanza che avrebbe vietato loro di proseguire la propria attività lavorativa, unica fonte di reddito per ognuno degli esercenti ittici”.

Al momento quindi e fino alla discussione del ricorso fissato il prossimo 15 gennaio il mercato ittico di Gaeta “potrà continuare ad esercitare serenamente la propria attività. Questa è una grande vittoria – tiene a precisare l’avvocato Viola – la terza per gli esercenti la vendita di prodotti ittici che da più di un anno hanno cercato con i propri legali una trattativa comune per tutelare e contemperare gli opposti interessi in gioco”. Gli avvocati Viola, Tallini e Bergamini del Foro di Cassino, in conclusione, hanno dichiarato di avere in mano un ramoscello d’ulivo, nonostante tutto: “ Confermiamo il nostro spirito di collaborazione istituzionale con l’Amministrazione comunale di Gaeta e la filiale cittadina dell’Autorità Portuale di sistema. Anche successivamente all’ultima udienza di discussione al Tar tenutasi il 7 novembre 2019 ma l’esito è stato quello di vedere recapitato ai propri assistiti una ulteriore ed inutile ordinanza di interruzione della propria attività”.

Saverio Forte

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