Gaeta / Mercato del pesce, ordinato lo sgombero ai nove operatori

Gaeta / Mercato del pesce, ordinato lo sgombero ai nove operatori

GAETA – Non sussistono gli oggettivi presupposti per la prosecuzione dell’attività di vendita. Continua il pesante muro contro muro del comune di Gaeta da una parte e i nove operatori dello storico mercato del pesce in località Peschiera dal’altra che, dopo aver impugnato senza esito l’innovativo bando dell’ex Autorità portuale del Lazio per l’affidamento e la gestione quadriennale dei 13 stalli ricavati all’interno del nuovo mercato ittico in località ex Canaga, sono stati ora letteralmente sfrattati. Se non abbonderanno entro i prossimi dieci giorni i banchi vendita occupati praticamente da sempre, subiranno lo sgombero d’ufficio e dovranno anche accollarsi le spese che eventualmente saranno affrontate.

Lo ha disposto il vice sindaco del comune di Gaeta, Angelo Magliozzi, che in un’ordinanza shock approntato dallo sportello unico per le attività produttive ha dovuto prendere atto delle gravissime anomalie evidenziate il 20 novembre scorso da un sopralluogo effettuato dal Dipartimento di Prevenzione igiene ed ambiente dell’Asl e dalla Polizia Locale. Gli operatori sono stati pesantemente accusati di non aver provveduto a rimuovere una serie di garanzie igienico sanitarie evidenziate dai Carabinieri dei Nas il 26 gennaio ed il 4 aprile 2016. Insomma i banchi del mercato del pesce della Peschiera non possono essere considerati più tali per il mancato allaccio ai servizi di scarico delle acque e agli impianti elettrici ed, in generale, e per la mancanza delle più elementari condizioni igienico sanitarie”. Il comune di Gaeta, alla vigilia del periodo Natalizio, ha deciso ora di chiudere un fiore all’occhiello della tradizione marinara della città con un’amara considerazione: se non possono essere più derogate le disposizioni normative , gli operatori del settore hanno disatteso i tentativi di mediazione esperiti dagli enti preposti al controllo della sicurezza alimentare. Insomma gli operatori sono accusati di non “aver ottemperato agli inviti e alle prescrizioni loro rivolte e che il ripristino delle condizioni igienico-sanitarie imposte dalla vigente normativa non consente ulteriori ritardi”.

L’Asl è stata chiara lo scorso 20 novembre quando ha sollecitato l’adozione di un provvedimento amministrativo di divieto di prosecuzione dell’attività di vendita ambulante a posto fisso di prodotti della pesca, presso il mercato di via Lungomare Caboto perché ad imporlo sono ora le stringenti dispositive ministeriali e lo stesso regolamento comunitario del 2004 che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale. Insomma si ripropone un contenzioso che potrebbe creare danni economicamente significativi al settore che, attraverso gli avvocati Angela Viola, Ester Tallini e Sara Bergamini, hanno contestato davanti il Tar la decisione dell’ex Autorità portuale di pubblicare un bando pubblico per l’affidamento e la gestione quadriennale della nuova struttura realizzata, tra non pochi sacrifici, in località ex Canaga. Se l’avvocato Viola ha fatto sapere che l’ordinanza è stata notificata ad otto dei nove destinatari e “stiamo decidendo quale iniziativa assumere”, l’Autorità Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale Porto di Gaeta è pronta ad inaugurare un procedimento amministrativo finalizzato alla pubblicazione di un bando pubblico per l’assegnazione e gestione nel nuovo mercato ittico, la cui redazione era stata accelerata anche dalla sentenza di inizio luglio del Tar del Lazio – sezione di Latina secondo la quale lo storico e tradizionale mercato del pesce di Gaeta non poteva essere trasferito.

Il Tar all’epoca aveva accolto, infatti, un ricorso presentato dallo stesso gruppo di operatori del settore della Peschiera concedendo la sospensione cautelare relativamente all’ordinanza emessa dal Comune di Gaeta in cui era stato disposto, appunto, lo sgombero del mercato ittico di Gaeta per seri problemi igienico-sanitari. La discussione del merito è in programma il prossimo 20 gennaio . Ma il rilievi igienico sanitari contestati fanno anche lega sulle relazioni di tre anni dei Nas dei Carabinieri e del Servizio Veterinario dell’Asl di Latina che, al termine di alcune verifiche ispettive e sopralluoghi conseguenti a esposti di privati cittadini, avevano fatto emergere una situazione di criticità nell’area del mercato ittico in località Peschiera. La ripropone nella sua ordinanza il vice sindaco ed assessore ai Lavori Pubblici del Comune Angelo Magliozzi: “Tutte le attrezzature presenti utilizzate dagli operatori risultavano in parte sprovviste di idonei dispositivi frontali e laterali di protezione dei prodotti esposti; alcune pedane retro banco di cui dispongono tutte le postazioni di vendita risultavano in legno, non lavabili ne’ disinfettabili in parte danneggiate ed in parte con supporti di appoggio alla sede stradale integrati nella pavimentazione al punto da non consentirne una agevole rimozione per le operazioni di pulizia; le tubazioni di raccordo tra i banchi e la condotta fognaria pubblica per il deflusso delle acque derivanti dalla fusione del ghiaccio e dei lavabi presenti in parte risultavano inidonee e non conformi e la cunetta presente nella parte interna del marciapiede realizzata per la raccolta delle acque di lavaggio dell’area dispone di pozzetti inadeguati e, tra l’altro, privati di idonee grigliette sifonate”. Il 21 aprile 2016 si svolse un incontro tra i funzionari dell’Asl di Latina e l’amministrazione Comunale di Gaeta “tendente a ricercare – nelle more della individuazione di altra area per la realizzazione del mercato del pesce (poi effettivamente costruito grazie ad un investimento di 400mila euro) “una soluzione per limitare i disagi della popolazione e assicurare condizioni igieniche soddisfacenti”.

Lo stesso comune un mese più tardi, il 23 maggio, dispose a carico degli operatori “una serie di puntuali e dettagliate indicazioni, inerenti norme igieniche, quali condizioni essenziali per poter consentire in via provvisoria la vendita su aree pubbliche di prodotti della pesca”. Ma il peggior sordo è chi non vuol sentire. Il 21 dicembre 2018 lo stesso dipartimento di Prevenzione igiene Alimenti dell’Asl comunicò l’esito di un sopralluogo effettuato due settimane prima. Cosa emerse? “Perduravano le carenze igienico sanitarie già in precedenza riscontrate ed evidenziate nell’ordinanza sopra richiamata”, e pertanto “l’area adibita alla vendita di prodotti della pesca su banchi temporanei sita in Gaeta, Lungomare Caboto-Loc.Peschiera, per quanto concerneva i requisiti igienico-sanitari, veniva giudicata carente”, con richiesta di emissione di provvedimento di divieto di prosecuzione dell’attività”. Che ora è arrivata…

Saverio Forte

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