Formia / Flashmob contro l’omofobia, intervista a Pasquale e Michele [VIDEO]

Formia / Flashmob contro l’omofobia, intervista a Pasquale e Michele [VIDEO]

FORMIA – L’affluenza non era quella tipica dei festeggiamenti patronali di giugno o della sagra della “mortadella e del provolone affumicato” ma Pasquale e Michele l’avevano messo in conto: meglio ‘pochi ma buoni’ per lanciare nel terreno un seme che, si spera, possa quanto prima germogliare con l’intento di migliorare e far affermare la cultura contro l’omofobia ed una diversa sensibilizzazione contro ogni forma di discriminazione sessuale. Con questi risultati si è svolto domenica sera nel piazzale antistante la chiesa parrocchiale del buon Pastore di Penitro a Formia un flask mob che, organizzato da un gruppo spontaneo di associazioni locali, ha mostrato con musiche e la lettura di poesie la sua vicinanza a Pasquale Galliano, di 48 anni, e a Michele Castelli, di 47 anni.

I due operai sono vittime da tempo di un continuo accanimento omofobo che, attraverso intimidazioni, minacce, danneggiamenti e le solite e becere frasi sessiste, ha aveva trovato terreno fertile nella silenziosa realtà sociale di Penitro. E invece Michele e Pasquale hanno trovato il coraggio, anche grazie al tam tam dei social media, di affrontare i loro denigratori e hanno chiesto all’intervenuto sindaco di Formia Paola Villa, salito sul palco, allestito anche grazie alla disponibilità del nuovo parroco indiano di Penitro, di moltiplicare gli sforzi perché l’omofobia di combatta a scuola e i ragazzi siano un ideale argine sociale. Domenica sono stati in piazza i rappresentanti delle associazioni Amigay, Amnesty Formia, sezione Anpi di Formia, la comunità del Lazio Meridionale e Isole Pontine, “L’Asino d’Oro”, “Casa Giusta”, il circolo “Arci Mediterranea”, “Futura”, “Leggendarie”, “Non Una Di Meno”, il collettivo teatrale “ Bertolt Brecht” e “Tilt”: hanno deciso, almeno per un giorno, di mettersi in rete per mostrare la loro vicinanza a Pasquale e Michele e a chi come loro è vittima di bulli omofobi.

Il loro flashmob è stato promosso per dire “no alla violenza omofoba”, la recita di alcune poesie Lgbt e l’interpretazioni di brani musicali a tema hanno contribuito a trascorrere “un pomeriggio in un clima all’insegna, non solo del gayfriendly ma di convivenza e rispetto civile!” La manifestazione ha avanzato anche una serie di richieste al comune di Formia: l’adesione rete “Ready”contro l’Omofobia e la Misoginia attraverso la rete online: www.portalenazionalelgbt.it, al Lazio Pride attraverso il modulo di richiesta online (CLICCA QUI) e di organizzare corsi di formazione con le istituzioni territoriali (Asl, forze di polizia e scuole sui Diritti Civili, Sanitari, Sociali delle persone Lgbt. Se la delegazione del comune è stata massiccia e qualificata (il sindaco ero accompagnata dalla “vice” Carmina Trillino e dall’assessore all’urbanistica Paolo Mazza), hanno partecipato, seppur a titolo individuale, esponenti del Pd (l’ex delegata alle pari opportunità del comune Patrizia Menanno e Francesco Carta), di Leu (l’ex assessore alla cultura Maria Rita Manzo), di Rifondazione Comunista (Gennaro Varriale) e dell’associazionismo ambientale come l’ex assessore al comune e consigliere provinciale dei Verdi Beniamino Gallinaro.

In piazza, per la cronaca, c’erano anche alcuni carabinieri in borghese della compagnia di Formia, gli stessi che stanno indagando sull’ultimo e grave gesto subito da Michele e Pasquale venerdì pomeriggio. E’ stato definito “una provocazione” alla vigilia della manifestazione, di solidarietà, la prima in assoluta, organizzata domenica sul loro caso. Pasquale, designer presso un mobilificio di Cassino, e Michele, operaio presso uno stabilimento di Spigno Saturnia, da oltre 18 anni vivono insieme, sono una coppia omosessuale come tante e venerdì aveva trovato la loro cassetta della posta divelta rinvenendo all’interno un foglio su cui era stata scritta l’ennesima, ignobile e becera frase “Froci di merda”. Che la decisione dei due operai di vivere i loro sentimenti non sia cosa gradita a qualche vicino di casa è risaputo. Pasquale e Michele, dopo la rivelazione e la denuncia partita da nostro portale, non sono più soli: vittime di un accanimento omofobo di cui stanno occupando la Procura della Repubblica di Cassino e i Carabinieri della Compagnia di Formia dopo la presentazione dell’ennesimo esposto contro ignoti, i due uomini hanno deciso, attraverso face book, di sfidare apertamente chi cerca di contrastare i loro sentimenti. Hanno scritto, rivolgendosi ai loro “contestatori” di essere “vigliacchi e merde umane…a noi non ci frega un c….o. Leggere bene, non ci frega un c…o delle continue vigliaccate e non ci avete fatto niente. Stiamo dove stiamo e non ce ne andreno…Vergognatevi!!!!”.

Pasquale e Michele nell’intervista allegata sono arrivati ad invitare gli autori di questo incivile attacco omofobo a partecipare alla manifestazione di solidarietà poi svolta nel piazzale antistante la chiesa parrocchiale del Buon Pastore di Penitro. Naturalmente l’invito non è stato accolto. “A noi farebbe tanto piacere abbracciarvi fisicamente anche un minuto – hanno scritto i due omosessuali – Venir vuol dire tanto per noi e per tante persone che si trovano nella nostra situazione. Esserci – hanno concluso i due operai – fa bene al cuore e ai buoni sentimenti, oltre che alla società civile di Formia e non solo”. Pasquale e Michele stanno insieme da 18 anni, dicono di metterci da sempre la faccia e l’hanno dimostrato. Si dichiarano persone normalissime che si alzano la mattina presto per andare a lavorare e rientrare la sera stanchi. Agli insulti e alle intimidazioni verbali iniziali è seguito presto ben altro: danneggiamenti notturne alle loro auto e scooter, al sistema di video sorveglianza, al contatore dell’acqua sino al lancio di pietre, all’abbandono, davanti l’ingresso di casa, di uova marce, di escrementi e finanche olio gettato sulle mura esterne. La coppia omosessuale di Formia nei giorni scorsi ha inviato un messaggio alla Senatrice Monica Cirinnà, la “madre” della legge sulle coppie di fatto. Hanno raccontato come la realtà sociale di Penitro sia rimasta spettatrice inerme rispetto a quanto accade a cadenza quotidiana nei loro confronti…in attesa dell’intervento dell’autorità giudiziaria. Insomma la loro situazione l’hanno definita “deplorevole e vergognosa” ma si dichiarano ora pronti a non arretrare di un millimetro:”Abbiamo tante persone che ci vogliono bene e che ci rispettano, nonostante tutto. Sappiamo – hanno concluso i due omosessuali di Formia – che ci contesta rappresentano per fortuna minoranza. Sono loro che si devono vergognare , non noi. Ci fanno solo tanto pena”.

INTERVISTA Michele Castelli e Pasquale Galliano

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La manifestazione di domenica è stata anche al centro di una presa di posizione della lista “Formia con te” che ha voluto contestare la versione di taluni ambienti omofobi secondo i quali “la nostra sia una società decadente per la presenza di un discreto numeri di omosessuali che non si nascondono ma anzi manifestano apertamente le loro scelte, chiedendo anche il riconoscimento di alcuni diritti. Noi stigmatizziamo e condanniamo la violenza che quotidianamente vi colpisce – ha scritto Roberta D’Angelis, responsabile del dipartimento “Scuola” di Formia Con Te rivolgendosi ai due omosessuali di Penitro – Violenza e pregiudizio che scaturiscono dall’ignoranza che, purtroppo, regnano ancora sovrane. C’è la necessità che la scuola in primis e la politica, intesa nel senso nobile del termine, si facciano carico tramite iniziative culturali, incontri, sportelli di ascolto e denuncia e quant’altro, di insegnare e diffondere (nel senso di inculcare) la parola “tolleranza” La capacità e la disposizione a tollerare ci rende tutti più liberi”.
Saverio Forte

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