Formia / Incendi, raccolta fondi per attrezzature e divise per la Protezione civile

Formia / Incendi, raccolta fondi per attrezzature e divise per la Protezione civile

FORMIA – La spesa prevista è di 2000 euro e al momento ne sono stati raccolti poco meno di 200… La piaga estiva, che sul territorio di Formia e del sud pontino ha registrato un’impennata negli ultimi giorni, sta mettendo in discussione l’operativa della principale associazione di volontariato, quella del “Ver Sud Pontino” di Formia. L’incendio, devastante, di sabato che ha lambito monte Redentore e quello di due giorni prima che ha incenerito ettari di vegetazione lungo la strada di collegamento tra la frazione collinare di Maranola e la località “Valle di Gegno” nel cuore dell’ente parco regionale dei Monti Aurunci hanno provocato danni agli stessi encomiabili volontari. Che questa campagna antincendio sia davvero “molto dura” lo ha evidenziato con un post sul profilo facebook l’attivo coordinatore dell’associazione “Ver Sud pontino” Antonio Tomao che, al di là delle mere e propagandistiche enunciazioni di sostegno e di solidarietà della politica locale ai diversi livelli, ha dovuto avviare, suo malgrado, una raccolta fondi per acquistare “le molte divise e scarponi che si sono logorati per lo spegnimento di due devastanti roghi sul versante formiano del parco regionale dei Monti Aurunci”. Per donare CLICCA QUI.

I danni sono stati ingenti a questo inestimabile patrimonio naturalistico ambientale dei Monti Aurunci ed il gruppo consiliare della Lega al comune di Formia, chiedendo al sindaco di aprire un tavolo di confronto ed “una sana riflessione sul problema”, lancia un pressante allarme. Sollecita ora un urgente monitoraggio del tratto della via Redentore, che collega Maranola con la valle di Gegne , in particolare in località “Giardinello”, dove il carbonizzarsi della superficie ha reso le aree percorse dal fuoco fragili ed instabili sopratutto nelle zone dove i pendii sono più ripidi. Qui la vegetazione aveva realizzato quella rete naturale di contenimento dei massi e delle rocce che ora rappresentano uno stato di pericolosità viaria per la pubblica incolumità. Si teme con le prossime prime piogge, sopratutto se torrenziali, la loro caduta potrebbe invadere così la sede stradale.

“La sicurezza dei cittadini – osservano i consiglieri Nicola Riccardelli e Antonio Di Rocco – vale molto più di tante altre iniziative. Per il carroccio formiano l’amministrazione comunale , il Sindaco Villa e l’intero Consiglio Comunale “devono farsi carico di queste tematiche, nella consapevolezza che i primi custodi che devono preoccuparsi della protezione di questi monumenti ambientali , devono essere le amministrazioni con provvedimenti seri, con impegni di risorse volte a favorire la prevenzione ed interventi di pulizia e presidi di vigilanza che sappiano scongiurare i propositi delittuosi di malintenzionati. Favorendo così nella cittadinanza la crescita rispettosa e civile del bene comune e prezioso delle nostre montagne”. La Lega propone anche un confronto costruttivo anche con gli altri comuni facenti parte de Parco Regionale de Monti Aurunci e non in ultimo la Regione Lazio “che brilla per inadempienza, per condividere scelte di politiche ambientali che rispondano ai territori in maniera reale e concreta. Non possiamo continuare a pensare che la lotta agli incendi boschivi debba passare solo ed esclusivamente , nella predisposizione di disponibilità di mezzi aerei o di terra, solo per spegnere il fuoco.

Perchè a quel punto il danno è ormai avvenuto ed è irreparabile . Dobbiamo creare le condizioni necessarie per intervenire in tempi rapidi”. E in effetti questa polemica politica della Lega era nell’aria dopo i vertici dell’Ente Parco regionale dei Monti Aurunci soltanto all’indomani del vasto incendio lungo le pendici di Monte Redentore aveva chiesto l’intervento della Regione per potenziare i tradizionali mezzi e uomini. Troppo tardi – secondo la Lega che definisce “non più procrastinabile la discussione e l’approvazione del Piano di Assetto del Parco degli Aurunci da parte della Regione Lazio. Sono trascorsi venti lunghi anni dal giorno dell’istituzione questo territorio continua ad essere mortificato, dove l’unica regola e risposta è quella del ‘no'”.

Saverio Forte

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