Petcoke, è polemica sulla sicurezza dopo lo sversamento sulla Flacca

Petcoke, è polemica sulla sicurezza dopo lo sversamento sulla Flacca

SUD PONTINO – Non si sono fatte attendere le immancabili polemiche politiche gli inevitabili disagi alla circolazione veicolare sulla strada regionale Flacca, tra Formia e Gaeta, nel giorno in cui è parzialmente ripresa l’attività lavorativa dopo la pausa estiva. Alle prime luci dell’alba un mezzo pesante, proveniente dal vicino porto commerciale e diretto in un centro di stoccaggio di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta, che trasportava carbon coke, la parte residua del carbone lavorato, ha perso il proprio carico tra “Villa Accetta” e “Villa Irlanda” bloccando parzialmente la circolazione veicolare in entrambi i sensi di matrcia ai confini dei comuni di Formia e Gaeta.

Il Carbon coke al contatto con l’asfalto si è polverizzato e, nonostante l’ora, molti cittadini già svegli ed automobilisti in transito hanno lanciato l’allarme circa la presenza nell’aria di una nube scura. Il fenomeno è stato circoscritto in poche ore grazie all’intervento del Commissariato di Polizia di Gaeta, della Polizia Locale e del personale e dei mezzi di una ditta specializzata che, grazie ad una apposita convenzione con il comune, hanno provveduto a rimuovere e a mettere in sicurezza la zona. Mentre la viabilità è tornata alla normalità in poche ore, le forze dell’ordine hanno avviato mirati accertamenti per individuare le cause di questo sversamento ma ormai è certo che il conducente del tir non si accorto della perdita del proprio carico. A coordinare personalmente le operazioni di bonifica della sede stradale è stato il neo assessore all’ambiente del comune di Gaeta, Felice D’Argenzio che ha anticipato l’avvio della procedura prevista in questi casi per verificare la presenza di eventuali danni arrecati. Ha auspicato un maggiore controllo da parte dell’ex Autorità Portuale che dovrebbe monitorare la movimentazione ed il trasporto delle merci polverose applicando un rigido protocollo a difesa della salute pubblica della collettività e degli addetti ai lavori. “Ci auguriamo – ha aggiunto D’Argenzio – che episodi come quello di lunedì mattina, non si ripetano mai più e pertanto vigileremo in tal senso adottando gli opportuni provvedimenti e riservandoci la possibilità di adire le vie legali”.

Che non bisogna abbassare la guardia lo ribadisce anche il sindaco di Formia, Paola Villa che, sollecitando i dovuti chiarimenti, avanza di nuovo la richiesta che sta perorando da anni prima ancora della sua elezione a primo cittadino: non permettere più il passaggio di camion con sostanze cancerogene e polverose. “Ci si sta provando – ha scritto sul suo profilo facebook – ma la “forza” di chi guida il porto commerciale di Gaeta non ascolta, continua a portare avanti interessi propri senza tener conto della volontà di questi territori. Quei camion vanno fermati. Bisognerebbe fermarsi e fare una obiettiva valutazione su tutto il traffico pesante che proviene da quel porto. Formia non può continuare a pagare una servitù di passaggio, non può continuare ad essere servitù in silenzio”.

L’episodio si è verificato a Gaeta ma esistono degli interrogativi e delle preoccupazioni che riguardano anche i comuni limitrofi come Formia. Lo tiene a rimarcare il capogruppo del Partito Democratico nel consiglio comunale, Claudio Marciano, il quale non parla di carbon coke ma di pet coke “il che lascia pensare che forse altri aspetti della vicenda andrebbero chiariti. “Lo portano (il pet coke) i camion che trasferiscono questo sottoprodotto del petrolio da Gaeta verso i cementifici campani. Questa è la ricchezza che il Porto Commerciale distribuisce nel nostro territorio: veleno, smog, traffico e la manutenzione stradale è pure a nostro carico. Si chiama servitù ambientale ed è speculare a quella degli impianti di itticoltura, i quali non a caso si sono spostati verso Vindicio per fare spazio agli interessi di chi controlla autorità portuale e traffici”. “Non serve a niente lamentarsi o fare consigli comunali straordinari – osserva il capogruppo Dem – Per agire bisogna approvare il Piano generale del traffico e, con i dati forniti dallo studio sul transito merci già presenti nella relazione generale (e che certamente possono essere aggiornati), giustificare un provvedimento interdittivo sul transito merci. Non necessariamente un’ordinanza sindacale, che è sempre contigibile e urgente, ma una delibera di Consiglio Comunale, una decisione a lungo termine.
Poi è chiaro che bisogna essere pronti a difendere il provvedimento anche occupando la strada”. E il piano urbano del traffico di Formia arriverà presto nel consiglio comunale. L’orientamento è stato manifestato dalla conferenza dei capigruppo, la prima dopo la pausa estiva, tornatasi a riunire lunedì mattina sotto la presidenza del presidente d’aula Pasquale Di Gabriele: “Il Pgtu(o Put che dir si voglia) è stato elaborato e adottato dalla precedente amministrazione, per approvarlo manca un passaggio in Consiglio. Mi risulta che vi siano anche altri gruppi consiliari interessati a discuterlo: bene – ha concluso Marciano – facciamolo subito”.

Saverio Forte

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