Gaeta in lutto: è morto il fotografo sportivo Leonardo D’Angelo

Gaeta in lutto: è morto il fotografo sportivo Leonardo D’Angelo

GAETA – La Gaeta sportiva, la Gaeta ed il Golfo che hanno deciso, nonostante tutto, di restare ancorate alla bellezza, a quella con la cosiddetta “B” maiuscola, piangono in queste ore uno degli migliori fotografi che il territorio che abbia conosciuto e avuto a disposizione da sempre, Leonardo D’Angelo. La sua mitica “Nikon” ha chiuso definitivamente lo zoom nella mattinata di martedì presso l’ospedale “Dono Svizzero”. Vi era stato trasferito la sera precedente quando in un ristorante di Gaeta aveva accusato un malore. Sembrava un malanno passeggero e invece l’imprevisto. Leonardo non aveva neppure 53 anni e ci ha lasciati tutti un po’ più poveri e disorientati a causa di un blocco cardio-circolatorio.

D’Angelo nella sua quasi quarantennale attività ha contribuito ad elevare, a qualificare grazie al suo innato talento e maturata professionalità, questo mondo e, per molto, questo affascinante mestiere. Lo sport – dal calcio alla scherma, dalla vela al suo inseparabile rally e mondo dei motori – era il suo pane companatico. La sua bravura è stata apprezzata anche fuori dai confini del territorio per la capacità, davvero unica, di bloccare e immortalare un’immagine, soprattutto quelle in movimento. “Utilizzo la macchina fotografica come un block notes, immagini come appunti per fissare attimi ed emozioni che la memoria col tempo perderebbe” ripeteva spesso Leonardo D’Angelo che ha ammesso sul suo sito web come la passione per la fotografia si è trasformata nella sua professione all’età di 16 anni, nel 1982, quando “con una vecchia Kodak ho fatto le mie prime foto”. Poi l’amore con un’altra “signorina”, la Canon, di cui conosceva i segreti più reconditi per coltivare la sua principale passione “il mare ed i viaggi” senza tralasciare però tutto il resto, dalla cerimonia all’evento sportivo anche di caratura internazionale.

Gaeta deve ringraziare tanto Leonardo D’Angelo, i suoi “cannoni” , per esempio, hanno permesso alla Polisportiva calcistica del presidentissimo Damiano Magliozzi di acciuffare quasi il professionismo in pochi anni – dieci anni fa – dalla festa promozione con il Priverno. Se Gaeta era diventata una consolidata realtà calcistica e sportiva in ogni angolo d’Italia il merito è stato anche del quadrangolo D’Angelo. Analogo discorso per la città che il compianto Leonardo ha contribuito a sdoganare con le sue immagini, che appartenessero alle Luminarie Natalizie o all’evento di richiamo nazionale. E poi il fotografo che ha applicato alla lettera il messaggio caro a Dante Alighieri, “Voi non foste come bruti per seguire virtude e conoscenza”. Leonardo, a differenza di tanti altri, era protagonista sempre di un continuo aggiornamento professionale.

E’ stato tra i primi a realizzare sul territorio del Golfo servizi digitali, con contatto diretto con i mezzi d’informazione e le agenzie di stampa, in tempo reale. E che suoi scatti venissero pubblicati su quotidiani e periodici anche internazionali, è stata una “cosa buona e giusta”. Ciao Leonardo, sei stato davvero un esempio da imitare (alla famiglia, alla moglie Danila, ai figli Niccolò e Lucrezia, lei aspirante fotografa nonostante i 18 anni ancora da compiere, giungano in questo momento di profondo dolore le condoglianze dell’intera redazione di temporeale.info).
Saverio Forte

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