Gaeta / Il Partito Comunista contro il precariato dei lavoratori stagionali

Gaeta / Il Partito Comunista contro il precariato dei lavoratori stagionali

GAETA  ̶  Il Partito Comunista di Gaeta sezione “Mariano Mandolesi” torna sulla questione del presunto sfruttamento stagionale nei settori della balneazione, della ristorazione, del commercio, dell’alberghiero-ricettivo, dell’intrattenimento, dell’agricoltura e della pubblicità. Anche quest’anno, come l’anno scorso, alla luce di un’inchiesta sulle condizioni dei lavoratori stagionali, gli esponenti del Partito hanno lanciato un appello affinché gli interessati si rivolgano a loro per denunciare eventuali situazioni di precariato e sfruttamento.

Dall’inchiesta effettuata dal Partito Comunista, tramite la compilazione di un questionario, emerge che: il 55% del campione possiede un’età uguale o inferiore ai 25 anni, il 42% non ha avuto precedenti rapporti di lavoro con lo stesso datore. Il 40% degli intervistati ha dichiarato di lavorare in nero, il 73% dalle 9 alle 13 ore giornaliere, il 31% con paga oraria inferiore ai 3 euro, il 63% con paghe inferiori ai 4 euro, il 58% senza giorno libero, il 31% senza diritto a una sola pausa, il 60% non ha maturato alcuna indennità di disoccupazione, il 36% ha subito trattamenti offensivi ed umilianti. Il Partito si scaglia contro gli operatori del settore turistico, e non solo, denunciando una condizione «allarmante», come si legge nel comunicato diffuso. «La maggior parte dei lavoratori in questione subisce queste condizioni in aziende che ricavano da tempo profitti alti, spesso da capogiro. I settori indagati potrebbero nel complesso generare quantomeno il doppio degli occupati in più a salari maggiori, orari di impiego inferiori e condizioni più dignitose, se i “datori di lavoro” si attenessero anche solo al semplice rispetto delle norme in materia. Va detto però che l’evoluzione delle leggi nazionali sul lavoro e le forme contrattuali concesse stanno comunque permettendo di trasformare tutti i lavoratori in dei precari sempre più assoggettati, sul genere proprio degli stagionali».

Secondo gli esponenti del Partito, le cause comprimarie che porterebbero alla situazione di sfruttamento e precariato sono «amministrazioni comunali che tutelano interessi ristretti e non contrastano le più bieche forme di sfruttamento, laddove avvengono su beni demaniali in concessione o nelle attività in appalto; ci sono gli enti preposti al controllo sulle condizioni del lavoro, non a caso depotenziati e colpevolmente distratti, silenti anche a seguito della pubblicazione della nostra indagine; c’è infine l’inadeguatezza delle diverse organizzazioni sindacali che contro la piaga dello sfruttamento stagionale non si sono qui mai spesi. I lavoratori non possono quindi aspettarsi che la loro difesa arrivi dalle istituzioni esistenti che, delle ingiuste relazioni fra le classi sociali, sono un riflesso». Alla luce di questa condizione, il Partito Comunista chiede ai dipendenti delle strutture in questione, che sentono di vivere delle situazioni analoghe a quelle descritte nel comunicato, di rivolgersi all’indirizzo mail comunistigaeta@gmail.com, aggiungendo all’oggetto la dicitura “lavoro stagionale”.

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