Ponza / Atto vandalico e sacrilego: decapitata la statua di Padre Pio

Ponza / Atto vandalico e sacrilego: decapitata la statua di Padre Pio

PONZA – I Carabinieri della Stazione di Ponza stanno indagando sulle ultime due incursioni notturne che potrebbero essere state portate a termine, a distanza di 48 ore l’una dall’altra, dai famosi “pariolini”, giovanissimi appartenenti a famiglie bene dell’omonimo quartiere romano che scelgono la principale isola pontina per trascorrere da soli la loro prima vacanza. Ha avuto un carattere sacrilego il raid vandalico che nella notte tra venerdì e sabato è stato portato a termine ai danni di un busto raffigurante Padre Pio, in località “Tre Venti”, non molto lontano dal poliambulatorio dell’isola.

Secondo la ricostruzione dei Carabinieri ignoti, ritornando, probabilmente ubriachi, nei rispettivi alloggi presi in affitto nella frazione de Le Forma, hanno decapitato la statua raffigurante il frate delle stimmate che a Ponza viene da sempre molto venerato al punto che l’ex sindaco di Ponza, Piero Vigorelli, quattro anni fa aveva promosso l’arrivo direttamente da San Giovanni Rotondo di alcune sue reliquie. L’episodio ha creato molto sconcerto e incredulità e ora al vaglio dei Carabinieri che hanno avviato i primi accertamenti per individuare i responsabili ed il movente che, naturalmente non c’è.

Questo raid vandalico segue quello di due notti fa quando una devastazione aveva interessato alcune arredi urbani, soprattutto fioriere, divelti nella zona del piazzetta di Ponza, a ridosso del porto e di Molo Musco. E i primi sospetti erano caduti su di loro, i famigerati “Pariolini”

Duro il commento del sindaco Franco Ferraiuolo sul proprio account Facebook: “Una società che non pratica più la fratellanza i buoni sentimenti, il rispetto dei valori, la coltivazione delle buone pratiche di vita, che non privilegia l’acquisizione culturale di tutto ciò che ci rende sensibili nell’anima e nella coscienza, finisce per generare questi mostri. Questo gesto ignobile ed odioso ha ferito Ponza nella sua più profonda essenza civile e religiosa”.

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