Santi Cosma e Damiano / Debito fuori bilancio per un incendio: da 3.500 euro a 18mila

Santi Cosma e Damiano / Debito fuori bilancio per un incendio: da 3.500 euro a 18mila

SANTI COSMA E DAMIANO – Il comune non provvede, nonostante tante richieste a farlo, alla pulizia e alla manutenzione di una propria strada, da qui si propagano due incendi a distanza di 24 ore gli uni dagli altri ed il privato cittadino chiede ed ottiene un danno che dai 3.585,28 euro iniziali arrivano a 18.607,09 euro attraverso la certificazione di un debito fuori bilancio che il consiglio comunale di Santi Cosma e Damiano sarà chiamato ad approvare nella seduta in programma sabato 27 luglio alle 9 del mattino. E’ una vicenda paradossale e kafkiana che dà merito alla caparbietà d in cittadino, Glauco Saltarelli, la cui crociata ha avuto iniziale 19 anni fa, il 16 ed il 17 agosto 2000 quando due incendi distrussero un proprio podere, coltivato ad ulivi, nelle località “Menarda e Campetiello”, nel territorio a metà strada tra la frazione collinare di Ventosa e Cerri Aprano.

Il signor Saltarelli, attraverso il proprio legale di fiducia l’avvocato Ferrucci Rizzi, fu chiaro: quell’incendio si poteva evitare o, meglio, le conseguenze sarebbero state minori se il comune di Santi Cosma e Damiano avesse effettuato, come richiesto, gli interventi di diserbo e di manutenzione della strada comunale confinante con l’attività agricola di Saltarelli. Il Giudice civile del Tribunale di Gaeta con la sentenza numero 86 del 12 marzo 2013, tredici anni dopo il rogo che interessò la Valle Menarda e Campetiello, dichiarò la responsabilità del comune aurunco e lo condannò al pagamento dei danni di 3.585,28 euro con la rivalutazione monetaria e gli interessi dalla data dell’evento incendiario oltre che le spese di lite liquidate in 2350 euro e per pagare due perizie e l’accertamento tecnico preventivo. Intanto la sentenza del Tribunale di Gaeta venne anche notificata all’avvocato del comune di San Cosma e Damiano l’8 marzo 2013 e, su decisione dell’allora amministrazione guidata dal sindaco Vincenzo Di Siena, si decise di promuovere una transazione, un accordo con il privato. Questi chiese 14.883,56 euro al comune aurunco, troppi per l’allora amministrazione che diede mandato all’avvocato Rossi di proseguire il contenzioso in appello.

La sentenza di secondo grado, la numero 1137, è stata emessa in forma esecutiva il 16 febbraio e notificata al comune di Santi Cosma e Damiano il 4 luglio : ha confermato integralmente il pronunciamento di primo grado e ha condannato la Giunta guidata da Franco Taddeo – era ironia della sorte sindaco nell’agosto 2000 quando scoppiarono i due roghi – alla refusione delle spese di lite per l’appello liquidate in 1.600 euro. Da qui la sentenza della Corte d’Appello è diventata l’argomento di un debito fuori bilancio di cui il responsabile del settore “Servizi al cittadino e sicurezza urbana”, Walter Gagliardi, ha informato il sindaco Taddeo, il presidente del consiglio comunale Ivano Ionta, l’assessore al bilancio Matteo De Cesare, il revisore unico del comune Fausto Gasperini e la segreteria generale Franca Sparagna. Se è vero che i nodi quanto prima arrivano sempre al pettine, il consiglio comunale di San Cosma e Damiano nella seduta di sabato deve riconoscere altri due debiti fuori bilancio, decisamente recenti, a favore di due società impegnate nella gestione del randagismo. Si tratta della cooperativa “La Minosa” (attendeva di essere onorate tre fatture per complessivi 6000 euro del 17 novembre, del 21 e 31 dicembre 2017) e “Galileo Galilei srl” che ha notificato al comune due fatture di 1595 euro del 1 agosto 2018 e di 4184 euro del 30 dicembre scorso. Quella di sabato si preannuncia una seduta consiliarew pirotecnica soprattutto per due argomenti insidiosi per la maggioranza Taddeo.

Dovrà annullare in autotutela la delibera consiliare numero 15 del 30 aprile sulla scorta di una precisa diffida del Ministero dell’Economia: la maggioranza commise un errore grave – lo denunciò politicamente l’ex candidato a sindaco Rolando Bozzella – sul piano amministrativo perché definì il piano tariffario della Tari prima dell’approvazione del bilancio di previsione 2019. I due argomenti, invece, andavano licenziati contemporeamente nella stessa seduta consiliare . Il sindaco Taddeo fece grandi salti di gioia annunciando che la tassa sulla gestione di rifiuti non a sarebbe aumentata. E invece non è così perché il consiglio di sabato dovrà approvare un incremento tariffario – secondo quanto ha anticipato Bozzella – di circa 68mila euro. Sono attese scintille già al primo punto dell’agenda consiliare. La minoranza proporrà , l’istituzione ed il funzionamento della conferenza dei capigruppo, importantissima per un migliore, più coretto e trasparente funzionamento dell’ente –comune. Ma Santi Cosma e Damiano da sempre riesce a fare a meno di tutto… che non esista la conferenza dei capigruppo non si commette nessun reato e nessun peccato.

Saverio Forte

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