Formia / Procedono i preparativi per aprire un centro scommesse

Formia / Procedono i preparativi per aprire un centro scommesse

FORMIA – Procedono i preparativi per aprire un centro scommesse nel cuore di Formia. I timori per il proliferare delle sale slot erano stati espressi da Paola Villa e da alcuni cittadini attenti. In un articolo precedente si era scherzosamente paragonato Formia ad una piccola Las Vegas, ripercorrendo la concentrazione di banche presenti in città dagli anni ottanta. Era poi intervenuta la delegata alla legalità Patrizia Menanno a smorzare i toni rassicurando che il regolamento sarebbe stato applicato alla lettera.

Ma l’insegna c’è, con tanto di Roberto Baggio immortalato in epiche gesta sulla vetrofania delle porta d’accesso. “Dentro l’attività è tutto pronto – annuncia senza polemica Paola Villa – computer per scommesse sportive, ed altro. Non ci sono le slot machine, anche se qualcuno dice che arriveranno, ma noi ci atteniamo ai fatti. Ci sono i computer per scommesse sportive e spulciando tra i vari regolamenti in merito si legge ” per aprire un centro di scommesse sportive e non, bisogna prima di tutto procurarsi una concessione dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato ed una licenza di pubblica sicurezza che bisogna richiedere alla Questura della località dove si apre l’attività”.

Di qui l’appello alla delegata alla legalità Patrizia Menanno. “La cittadinanza – le si rivolge Villa – non sta tranquilla, questo percorso è molto simile a quello vissuto l’estate scorsa per l’apertura del famoso bar in piazza santa Teresa con slot machine, ma allora mancavano le delibere del Consiglio Comunale dello scorso ottobre, lì la nostra voce rimase inascoltata. Basta riempire questa città con scommesse, compro oro, sportelli bancari, negozi ambigui che aprono e chiudono nel giro di una stagione. Se Formia non deve più essere questo lo devono dire tutti i cittadini uniti e chi amministra la città si adoperi proprio per ottenere ciò, questo è il senso di responsabilità, questo è fare il proprio dovere”.

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