Gaeta / Il Tar blocca il trasferimento del mercato del pesce

Gaeta / Il Tar blocca il trasferimento del mercato del pesce

GAETA – Il tradizionale mercato del pesce di Gaeta dagli storici banchi in via Lungomare Caboto in località Peschiera non si muove. Almeno per ora. Lo ha deciso il Tar del Lazio che ha accolto una richiesta di blocco della procedura di sgombero avanzata da numerosi operatori che lo scorso 28 maggio si erano recapitare visti recapitare un provvedimento di sfratto dell’ufficio Suap del comune di Gaeta e, contestualmente, di divieto di prosecuzione dell’attività di vendita a decorrere dal 10 giugno per alcune data-te precarie condizioni igienico-sanitarie più volte evidenziate dall’Asl.

Sull’area, secondo l’ordinanza, impugnata in via di urgenza, dal 10 giugno dovevano poi iniziare i lavori di manutenzione stradale e di riqualificazione urbana in esecuzione di un appalto del 2018. Il presidente della sezione di Latina del Tar, Antonio Vinciguerra, ha accolto la domanda di tutela cautelare presentata dagli avvocati Angela Viola, Ester Tallini e Sara Bergamini contro il Comune di Gaeta e la filiale cittadina dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centro settentrionale essenzialmente per due motivi: gli operatori del mercato del pesce stavano partecipando ad alcuni tavoli tecnici e, poi, perché, il comune, perdurante il mancato completamento del nuovo mercato al coperto, non ha saputo indicare soluzioni temporanee per lo svolgimento di un’attività economica che rappresenta un patrimonio storico, culturale e turistico della Città. La camera di consiglio del Tar è prevista per il prossimo 3 luglio ma gli operatori del settore sostengono che la riqualificazione dell’area può avvenire senza stravolgere questo luogo così caratteristico che rimanda direttamente alla tradizione della Repubblica Marinara di Gaeta.

Del mercato del pesce della Peschiera si stanno occupando i Carabinieri dei Nas di Latina ed il persona ispettivo del servizio veterinario dell’Asl che già il 24 marzo 2016 avevano invitato il comune ad “adottare i provvedimenti del caso” a seguito delle “precarie condizioni igienico-sanitarie riscontrate”. Il comune di Gaeta non è stato abbastanza solerte ad intervenire ed il 21 dicembre scorso gli stessi “007” dei Carabinieri dei Nas e del dipartimento prevenzione Igiene ed alimenti dell’Asl avevano evidenzia-to in una lettera al sindaco Cosmo Mitrano che “tutte le carenze igienico-sanitarie riscontrate non erano state risolte. Pertanto l’area adibita alla vendita di prodotti della pesca sui banchi temporanei veniva giudicata non idonea”. Trascorrevano poco più di tre mesi ed il 29 marzo scorso interveniva anche la Capitaneria di Porto di Gaeta- sezione demanio che rappresentava la necessità, “in considerazione del lasso di tempo trascorso”, di dare seguito con la massima urgenza consentita al trasferimento dei punti vendita in una sede più idonea e resa disponibilità dall’Autorità di sistema portuale”.

Si affiancava in questa controversia anche la ditta vincitrice dell’appalto, nel 2018, per i lavori di manutenzione e messa in sicurezza della strada e dei marciapiedi di via Lungomare che il 14 marzo chiedeva la rimozione dei banchi di vendita per aprire il proprio cantiere. E così che il 6 aprile agli operatori del mercato ittico veniva intimato il primo sgombero delle proprie strutture con un termine ultimo e perentorio: il 15 maggio. Sei giorni più tardi gli agenti della Polizia Locale effettuavano un sopralluogo e constatavano ancora “la presenza dei banchi di vendita e, pertanto, la non ot-temperanza dell’invito” notificato 40 giorni prima. Da qui l’ordinanza del dirigente del-lo sportello unico attività produttive del comune di Gaeta Pasquale Fusco e della fun-zionaria responsabile Giuseppina Sciarra di lasciare l’area entro e non oltre il 10 giu-gno, lunedì scorso con un monito agli operatori: se non doveste rispettare l’ordinanza di sgombero rischiate la revoca dell’autorizzazione alla vendita e gli oneri dello sgombero, in programma il 14 giugno, saranno a vostro carico. E invece gli operatori del mercato del pesce, che si battono da anni per svolgere il loro importante e rinomato lavoro in condizioni più consone al consentito, hanno giocato questa volta d’anticipo: hanno impugnato al Tar l’ordinanza 232 del 28 maggio e i giudici amministrativi gli hanno dato, almeno per ora – ragione: non possono essere trasferiti perché il mercato del pesce al coperto non è agibile benché sia stato ultimato quasi completamente.

Il Tar è stato categorico: il mercato del pesce non si può de localizzare se non avrà un’alternativa. Gli avvocati Angela Viola, Ester Tallini e Sara Bergamini, in vista dell’udienza del 3 luglio, auspicano ora la ricerca di una soluzione condivisa e “tenga conto di tutto ciò che è alla base dell’interesse pubblico correttamente inteso. L’azione cautelare è stata necessaria perché le trattative per una soluzione condivisa con l’Amminstrazione sono ‘naufragate’ in un mare di promesse, e l’azione legale è risultata indispensabile in quanto l’ordinanza non opposta avrebbe determinato la chiusura del mercato ittico con perdita definitiva di ogni tipo di prospettiva per gli operatori ittici. Invece il mercato deve vivere, perché è lì da oltre cinquanta anni e tiene viva la storia e l’economia locale”.

Saverio Forte

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