Formia / Fiaccolata per Mario Piccolino: le candele non pagate diventano debito fuori bilancio

Formia / Fiaccolata per Mario Piccolino: le candele non pagate diventano debito fuori bilancio

FORMIA – Lo spettro dell’avvocato Mario Piccolino aleggia ancora sull’attività politico-amministrativa del comune di Formia ad oltre quattro anni – era il 29 maggio 2015 – dalla sua tragica scomparsa. La vicenda appare inverosimile ma, dopo l’ultima seduta della commissione bilancio, è non è così. Il consiglio comunale nella sua prossima seduta (il 10 o il 14 giugno), dovrà approvare un debito fuori bilancio di 420 euro e 90 centesimi per la fornitura di torce, candele e flambeaux che animarono una fiaccolata di commemorazione che l’allora amministrazione del sindaco SandroBartolomeo organizzò in pieno centro urbano a Formia all’indomani dell’omicidio.

Quella fiaccolata fu organizzata dalla Giunta di centrosinistra perché si temeva – secondo una prima ricostruzione investigativa del commissariato di Polizia – che l’avvocato Mario Piccoli-no, all’indomani del suo 71° compleanno, potesse essere stato ucciso dalla camorra per una vendetta legata alla sua attività pubblicistica sul suo blog “freevillage.it”. E, invece, nonostante il clamore, la festività patronale di S.Erasmo frettolosamente an-nullata e la fiaccolata organizzata nella centralissima via Vitruvio, le indagini stabilirono che ad uccidere Piccolino nel suo studio legale di via della Conca fu un ex simpatizzante di destra Michele Rossi con un colpo di pistola calibro 22 illegalmente detenuta. Il movente? L’avvocato Piccolino aveva avuto il torto di assistere legalmente la controparte di Rossi, poi reo confesso, nel corso di un procedimento giudiziario pro-mosso davanti l’ex Tribunale di Gaeta sul’occupazione abusiva di una grotta di tufo a Ventotene. Tutto qui.

A distanza di quattro anni dai fatti quelle torce, candele e flambeaux, utilizzate per quella che doveva essere una fiaccolata anticamorra furono acquistate dal comune presso un negozi di articoli religiosi nel rione di Mola – e la noti-zia è emersa soltanto in commissione bilancio – senza alcuna copertura finanziaria. La titolare dell’attività, che poi ha cambiato gestione, avrebbe ricevuto questo tipo di risposta: “Non ti preoccupare. Faremo una determina e riceverai i soldi sul conto”. Si tratta di una promessa mai più mantenuta anche perché il caso mediatico legato alla scomparsa dell’avvocato Piccolino si sgonfiò con l’individuazione del killer originario di Santi Cosma e Damiano e la definizione del movente dell’agguato… tutto privato.

Se è vero che i nodi arrivano sempre al pettine, ora quel debito di 420 euro e 90 centesimi dovrà essere approvato e ratificato dal consiglio comunale di Formia e finire, insieme ad altre incombenze debitorie che sfiorano i 200mila euro, in un dossier destinato alla Procura regionale della Corte dei Conti. Si tratta per lo più di sentenze passate in giudicato del Tar, del giudice di pace di Gaeta e della Corte d’appello ma anche di atti di pignoramento o di incarichi professionali mai liquidati e finanche di servizi fotografici e campagna pubblicitarie radiofoniche assunti senza alcun impegno di spesa. La commissione bilancio ha preso atto di questi nuovi debiti bilancio e ha dato mandato alla ripartizione finanziaria di approntare le rispettive delibere di Giunta per il riconoscimento del debito.

La loro ratifica dovrà avvenire in consiglio comunale dove la coperta si preannuncia più corta del previsto: il capitolo del bilancio di previsione 2019 non potrà garantire il soddisfacimento di tutti i debiti sinora emersi dai vari settori del comune e la maggioranza Villa sarà costretta ad approntare una maxi variazione di bilancio quando qualcuno dell’opposizione – il gruppo consiliare della Lega – aveva invitato in sede di approvazione della manovra contabile 2019 di rende-re più congruo quel capitolo di spesa. E la futura capacità finanziaria del comune – come anticipato dal dimissionario assessore al bilancio Fulvio Spertini – sarà la principale e pericolosa incognita della gestione dell’amministrazione del sindaco Paola Villa.

Saverio Forte

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