Formia / Emergenza freddo per i senzatetto, continua la polemica

Formia / Emergenza freddo per i senzatetto, continua la polemica

FORMIA – I ritardi del comune di Formia per permettere a tanti clochard e senza fissa dimora per fronteggiare le temperature rigide degli ultimi giorni. Li denuncia il capogruppo del Partito Democratico, Claudio Marciano, dopo la decisione della nuova Giunta di non ripetere l’esperienza, varata nell’inverno 2013, di installare un centro di accoglienza, gestito dalla delegazione del sud-pontino della Croce Rossa Italiana, nel piazzale di Molo Vespucci. Il comune aveva annunciato una diversa sistemazione logistica presso il Villaggio Don Bosco in attesa di avere la disponibili-tà dei locali, in fase di ristrutturazione, della Caritas Diocesana nel centro storico di Castellone a Formia. Il sindaco Paola Villa l’aveva considerata una “soluzione duratura”.

Intanto senza fissa dimora cercano da giorni di fronteggiare il rigore del freddo notturno prendendo d’assalto la stazione ferroviaria della città quando, in sede di assestamento di bilancio, l’amministrazione comunale ha eliminato 40mila euro di stanziamenti per il contrasto alla povertà, stornandoli altrove. “Con la metà di quelle risorse – osserva il capogruppo Dem Marciano – avrebbe potuto allestire il servizio di assistenza ai senzatetto anche senza il consenso del Distretto socio sanitario del sud-pontino”. “Il comune spieghi inoltre – osserva Marciano – perché la tensostruttura della Croce Rossa sarebbe stata incompatibile con l’assistenza della Caritas, quando negli anni scorsi i due servizi si sommavano e non comparavano, e comunque ad oggi non nessuno dei due è attivo. Il punto infatti è solo uno: la rete tra le associazioni di cui parla il Comune – che peraltro non è assolutamente una novità – non è incompatibile né alternativa alla tensostruttura, semplicemente è uno sviluppo che richiederà tempo e risorse per dare i suoi frutti. Si tratta quindi di una ri-sposta completamente inadeguata ai bisogni cogenti di questo inverno, che nel futuro si basa quasi esclusivamente sulla disponibilità della Chiesa e del relativo meritevole volontariato, con il Comune che resta a guardare”. Per il capogruppo del Pd Il “pastrocchio” di utilizzare i locali dell’Ex Enaoli come struttura provvisoria è, infine, “la ciliegina sulla torta dell’improvvisazione: si crea promoscuità tra i servizi sociali che non hanno alcuna come quello del centro diurno per disabili e dell’ospitalità dei rifugiati; si chiede alla Croce Rossa un improbabile servizio taxi per i clochard, quando è risaputa l’ostilità di questi ultimi ad essere smistati in luoghi periferici. Tutto questo perchè per il 2019 la tensostruttura non doveva essere installata. A questo punto ci chie-diamo quali siano le reali ragioni di questa pregiudiziale ostilità, di questa voglia spasmodica di distinguersi rispetto al passato, anche quando cose buone sono state fatte e per fare meglio ci vuole tempo e competenza. Ma il tempo, con il freddo che batte da un mese, è decisamente sca-duto. Quanto alla competenza, speriamo di trovarne prima o poi una traccia”.

Il Comune di Formia, replicando, intanto ha annunciato il varo di un tavolo tecnico cui hanno partecipato, tra gli altri, la Caritas, il parroco del Villaggio Don Bosco, don Mariano Salpinone, e la Croce Rossa Italiana. E’ stato condiviso un progetto che ha come obiettivo quello di dare “non una semplice sistemazione ai clochard ma anche poterli accogliere in strutture che gli doni-no un minimo di dignità e servizi”. Le ipotesi sul tappeto sono due: alcuni locali del villaggio don Bosco, per ospitare 15 senza fissa dimora divisi per sesso, ed altri di proprietà del Gus, il Gruppo di umana solidarietà, in località ex Enaoli. Il comune di Formia ha fatto ricorso ad un comunicato stampa per controbattere alle severe censure di Marciano e difende il proprio operato in questi giorni affermando di “aver esplorato le diverse realtà per trovare una possibile soluzione, ma tutti gli atti sono stati demandati al comune capofila che è Gaeta i cui uffici dovranno provvedere agli atti formali.”

A saltare sulla sedia quando ha letto questo passaggio del comunicato è stato anche il sindaco Cosmo Mitrano. Le ragioni sono essenzialmente due. Ha appreso che il comune di Formia, quale ex ente capofila del distretto socio sanitario, ha versato soltanto il 31 dicembre al comune di Gaeta parte delle risorse economiche nella disponibilità del distretto: circa un milione di euro a fronte dei sei censiti da un gruppo di tavolo istituito dalla stessa amministrazione formiana. Il sindaco Mitrano ha preso carta e penna e ha inviato una lettera di chiarimenti alla collega. Anche perché le risorse inviate il giorno di San Silvestro, facenti parte dell’esercizio finanziario 2018, non possono essere investite ed impegnate. Lo potranno essere – ora fanno parte dell’avanzo di amministrazione ! – solo dopo una loro ricollocazione in bilancio. La seconda ragione del nuovo malessere del sindaco di Gaeta nei confronti del comune di For-mia è un’altra ed è economica: per gestire il centro di accoglienza dei senza tetto presso l’ex Enaoli o presso il Villaggio Don Bosco il “Gus” avrebbe presentato un preventivo di ben 34mila euro quando la Croce Rossa Italiana aveva presentato lo scorso anno un rendiconto di gran lunga inferiore… 12mila euro.

“Il Comune di Formia – afferma l’assessore D’Angiò – non si è mai tirato indietro e ha accettato di buon grado il mandato esplorativo affidatogli dal distretto. Tutte le forze messe in campo, dettate da anni di esperienza, hanno avuto come unico obiettivo quello trovare una soluzione, non sporadica, ma concreta ed effettiva, che potesse dare risposta ad esigenze reali. Per questo si è puntato su un lavoro di rete di enti e soggetti che solo integrati tra di loro possono fornire una soluzione efficace. Tutto ora è nelle mani del comune capofila che speriamo in breve tempo si attivi per confermare quanto già messo in campo.” ” Noi come Amministrazione – conclude il Sindaco Paola Villa – ci siamo e a prescindere da quello che deciderà il distretto ci attiveremo per fornire comunque risposte concrete.” Intanto il comune di Formia pensa a coinvolgere le Caritas operanti nelle parrocchie dei comuni limitrofi, una vera e concreta decisione operativa non è stata presa perché manca – a quanto pare – la copertura finanziaria ma la colonnina di mercurio di notte… supera ogni qualsivoglia polemica.

Saverio Forte

Segui Temporeale Quotidiano su Facebook, Twitter e Google+ per essere sempre aggiornato
Google+