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Minturno / Scarse condizioni di sicurezza per i pendolari, scatta l’esposto

MINTURNO – Sono di nuovo sul piede di guerra i pendolari del sud-pontino e, soprattutto di quelli che utilizzano lo scalo di Scauri-Minturno, per il mancato rispetto delle previste norme di sicurezza sui convogli in esercizio lungo la tratta ferrata Roma-Napoli. A farsene portavoce sono la Confconsumatori di Latina e l’associazione dei pendolari di Minturno Stazione che hanno rimarcato come non sia più gestibile la situazione su un treno, in particolare, il regionale 2380, in partenza da Napoli e diretto a Roma Termini.

Viene stigmatizzato il mancato rispetto di una direttiva del 2014 della direzione tecnica del gruppo delle Ferrovie dello Stato che indica il numero massimo di passeggeri consentito – seduti e in piedi – e prevede l’intervento di ulteriori mezzi di trasporto per i passeggeri in condizioni di sovraffollamento. Questa situazione è stata segnalata alla Procura della Repubblica e alla Questura di Roma, al Prefetto di Latina, ai presidenti delle Regione di Lazio e Campania, alla Questura, al responsabile regionale della divisione passeggeri di Trenitalia e al segretario generale della Regione Lazio. I casi di sovraffollamento si vengono a creare, ogni mattina e soprattutto il lunedì, dalla stazione di Minturno e sino all’arrivo di Termini e a nulla sono serviti i reclami ed una corposa documentazione fotografica prodotta. Da qui la decisione della Confconsumatori e dell’associazione dei pendolari di chiedere l’intervento del Prefetto di Latina Trio anche perché questo convoglio, viaggiando sempre in ritardo, non permette ai suoi viaggiatori di scendere, per esempio presso la stazione di Latina.

Questa mancata “corrispondenza coincidenza” necessaria per raggiungere gli scali di Cisterna e Campoleone provoca ulteriori ritardi, stress e disagi ai pendolari e impedisce loro di arrivare in orario sui rispettivi posti di lavoro: “E’ stato un problema – hanno aggiunto l’avvocato Franco Conte ed il professor Franco Valerio – da noi segnalato sia direttamente che tramite l’Osservatorio Regionale Trasporti alla Regione Lazio quale Ente Appaltante che si è ben guardato da inserirlo con penalità adeguate nei contratti stipulati sia con RFI che con Trenitalia. La Federconsumatori di Latina ed il comitato dei pendolari di Scauri e Minturno ricordano che la delibera numero 16 dell’8 febbraio 2018 dell’Autorita di regolazione dei trasporti in merito all’affollamento stabilisce che “Nel rispetto della normativa vigente in materia di sicurezza, l’offerta programmata tiene conto, stabili-ta la frequenza del servizio, la tipologia di materiale rotabile da impiegare e il suo allestimento, del tempo medio di viaggio in piedi. Nei CdS è previsto l’obbligo di rilevazione dell’indice di affollamento per fascia oraria, misurato come passeggeri‐ in‐piedi/m2, considerando la sola su-perficie utile del vagone per il viaggio in piedi (esclusa quindi la superficie occupata da posti a sedere e gli spazi destinati al deflusso dei passeggeri).

Nel recente contratto stipulato tra Trenitalia e Regione Lazio il 22 Giugno 2018, valido fino all’anno 2032, nel paragrafo 12 in merito al sovraffollamento è previsto: “In caso di sovraffollamento del treno, gli appartenenti alle Forze di polizia, forze armate e Polizia Privata dovranno lasciare a disposizione dei clienti paganti il posto a sedere”. Inoltre nella Sezione Terza: (sistema di monitoraggio) Articolo 17 ” Trenitalia è tenuta a fornire i dati relativi alle frequentazioni di tutti i treni, sulla base delle risultanze delle rileva-zioni dei passeggeri saliti e discesi, nonché l’indice di affollamento per fascia oraria ‐misurato come passeggeri in piedi/metri quadrati, considerando la sola superficie utile del vagone per il viaggio in piedi (esclusa quindi la superficie occupata da posti a sedere e gli spazi destinati al deflusso dei passeggeri). Il presidente della Confconsumatori di Latina, l’avvocato Franco Con-te, chiede l’intervento della Polizia Ferroviaria non solo nei riguardi dei viaggiatori trasgressori ma anche per verificare il rispetto delle norme , in materia di sicurezza, da parte di Trenitalia, Rfi e Regione quando si verificano particolari criticità: “A questa condizione corrisponde anche quella del personale viaggiante che nelle sopracitate situazioni di criticità aggiunge condizioni di carichi di lavoro che compromettono la gestione in modo efficiente ed efficace dei diversi parametri legati alla qualità del servizio. La stessa Procura della Repubblica di Roma è stata inviata ad aprire un’inchiesta per verificare se “la continua disattesa di norme di sicurezza unitamente a quella del continuato mancato rispetto dell’orario di itinerari di viaggio proposti dal Gestore, considerate anche le conseguenze che subiscono sia i pendolari sia il personale addetto, non possano costituire reato contro la corretta gestione del pubblico servizio di trasporto sia per danno erariale che alla salute dei pendolari.

L’Autorità di Regolazione dei Trasporti è stata invitata, invece, a “valutare ed eventualmente sanzionare il Contratto di Servizio stipulato tra Trenitalia e Regione Lazio essendo evidente che in esso, non viene quantificato il parametro “affollamento” , ovvero non consentendo una valutazione delle condizioni minime della qualità del servizio le-gate allo stesso parametro. La Federconsumatori e l’associazione dei pendolari di Minturno-Scauri hanno anche chiesto agli assessori regionale del Lazio e della Campania per la mobilità un incontro, “auspicabilmente congiunto da tenersi a Scauri, o separatamente nelle rispettive sedi regionali relativamente alle criticità del trasporto regionale sulla Direttissima Roma‐Napoli, non-chè sulla rilevanza strategica quale nodo ferro‐gomma della stazione di Minturno‐Scauri e delle problematiche più volte denunciate ma mai risolte”.

Saverio Forte

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