Cronaca

Operazione Tiberio bis, agli interrogatori di garanzia Pietro Ruggieri in silenzio, il figlio parla

SUD PONTINO – Hanno assunto due comportamenti processualmente diversi nell’interrogatorio di garanzia svolto davanti il Gip del Tribunale di Latina Giuseppe Cario Pietro e Francesco Ruggieri, gli imprenditori di Itri e Formia – padre e figlio rispettivamente di 70 e 38 anni, arrestati con l’accusa di aver tentato corrompere l’ex dirigente del settore tecnico del Comune di Sperlonga e dell’ufficio scuola dell’amministrazione provinciale di Latina Isidoro Masi pur di vincere con un significativo ribasso d’asta gli appalti per l’ampliamento, la messa a norma e l’adeguamento della scuola “Alfredo Aspri” di Sperlonga e per la costruzione di una tensostruttura in località Calegna a Gaeta.

Pietro Ruggieri, l’amministratore di diritto della “DR costruzioni” di Formia, difeso dall’avvocato Pasquale Cardillo Cupo, si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del Gip Cario ma si è difeso ugualmente dalle accuse mossegli dal sostituto procuratore Valerio De Luca presentando l’articolato collaudo rilasciato nel dicembre scorso dal tecnico incaricato dal comune di Sperlonga, l’ingegner Alfonso Gurreri, sull’apertura della scuola “Aspri” e, soprattutto, consegnando al Gip un’ampia documentazione fotografica che, di fatto, ripercorre le varie fasi dei lavori del plesso di piazza Laura. Contrariamente a quanto denunciato dalla Procura e nell’ordinanza di custodia cautelare dal Gip Cario le opere sarebbero state realizzate a regola d’arte, dalle fondamenta ai solai, motivo per cui grazie a queste testimonianze fotografiche – secondo la difesa di Ruggieri senior – la scuola non sarebbe stata mai a rischio crollo.

L’interrogatorio di garanzia di Francesco Ruggieri, assistito invece dall’avvocato Masimo Signore, è stata una deposizione fiume di oltre due ore e l’imprenditore di 38 anni avrebbe preso decisamente le distanze dall’attività imprenditoriale, dall’operato del padre. Secondo quanto dichiarato dall’avvocato Signore l’uomo ha dichiarato di essere amministratore di diritto di un’altra società di famiglia, la “2R”, e di non conoscere “a fondo” l’iter e le varie fasi degli appalti e delle rispettive opere che si aggiudicava la società del padre nei confronti del quale – ha ribadito – “non aveva alcun potere decisionale”. Le difese di Pietro e Francesco Ruggieri, in conclusione, hanno chiesto la modifica e l’attenuazione delle misure cautelare emesse dal Gip Cario che si è riservata la decisione entro i prossimi cinque anni dopo aver prodotto il parere del pm inquirente. Il collegio difensivo non esclude, comunque, di ricorrere al Riesame per l’annullamento dell’ordinanza eseguita all’alba di mercoledì.

Intanto i Carabinieri del comando provinciale di Latina continuano ad indagare sugli appalti vinti dalla “Dr Costruzioni” di Formia. In quest’ottica hanno sequestrato al comune di Gaeta, che ha confermato la circostanza – il carteggio per quanto riguarda i lavori di restyling di piazza Vincent Capodanno e della ripartizione anagrafica al primo piano del palazzo municipale. Si tratta di opere aggiudicate sempre dall’azienda di via Olivastro Spaventola. Nella vicina Formia il neo segretario generale del comune Alessandro Izzi, in qualità di responsabile dell’anti-corruzione, in una lettera inviata al dirigente della ripartizione tecnica Domenico Di Russo (che è anche il responsabile dell’avvocatura comunale), ha chiesto di conoscere e di verificare i lavori affidati alla “Dr Costruzioni”, monitorando i contratti di gara e l’esecuzione delle stesse opere anche nel caso in cui queste siano state realizzate e collaudate. Quest’azione di verifica deve riguardare gli affidamenti “eventualmente disposti” a favore della “DR Costruzioni” con particolare riferimento all’ultimo quinquennio.

In particolare si chiede di verificare se “gli affidamenti siano avvenuti in maniera diretta o tramite procedimenti ad evidenza pubblica e l’importo analitico degli stessi”, “se siano state contestate alla ditta eventuali irregolarità nell’esecuzione dei lavori e se sia provveduto all’irrogazione di sanzioni”, “se gli uffici, e in particolare i Rup (i responsabili unici del procedimento) dei singoli lavori, abbiano controllato e certificato l’esatta esecuzione dei lavori”, “se si sia già proceduto, totalmente o in parte, alla liquidazione delle relativa fatture”, “se vi siano lavori che debbano ancora iniziare e i relativi procedimenti siano conclusi”. E il segretario motiva quest’attività di monitoraggio – ma è stata effettuata in passato un’analoga attività di verifica quando i riflettori della Procura e degli stessi media erano spenti su queste questioni ? – con quanto previsto e disposto dal piano triennale delle corruzione e della trasparenza 2018-2020 e, in particolare, dalla sezione “appalti, lavori, servizi e forniture”. Qualcuno nutre fondate perplessità su questa caccia alle streghe, legittima sì ma dettata dall’emozione del momento.

Intanto a Sperlonga l’agguerrito gruppo di opposizione di “Sperlonga Cambia” plaude all’annuncio del neo Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bissetti di costituirsi parte civile nel processo che sarà promosso sul nuovo filone dell’operazione “Tiberio”: “Rappresenta un segnale forte della presenza dello Stato in un momento in cui le Istituzioni devono far sentire la propria voce. L’orientamento del Ministro appare ancora più significativa se paragonata all’atteggiamento assunto dall’Amministrazione comunale di Sperlonga, che sta dando il peggio di sé – si legge in una nota – Una vicenda che avrebbe potuto avere risvolti drammatici, infatti, sta assumendo i toni della farsa. La Giunta guidata dal sindaco Cusani, dopo un primo momento di imbarazzante silenzio, ha deciso di assumere le vesti dell’avvocato difensore degli imprenditori arrestati per corruzione e appalti truccati. Non solo. Ci sono due imprenditori in carcere, l’ex responsabile dell’ufficio tecnico di Sperlonga di nuovo indagato per corruzione e appalti truccati,genitori preoccupati per l’incolumità dei propri figli e l’assessore ai lavori pubblici D’arcangelo ha il coraggio di annunciare che si recherà presso il Ministero dell’Istruzione per chiedere la conferma del finanziamento e assicurarsi che i lavori saranno completati entro il 23 dicembre. Noi riteniamo che la priorità siano la sicurezza dei bambini, degli insegnati e la tranquillità dei genitori”

Il gruppo di “Sperlonga Cambia” condivide quanto dichiarato dal Ministro Bussetti quando afferma “che la scuola deve essere una seconda casa per i ragazzi, i quali devono sentirsi sicuri nelle loro aule. Questa dovrebbe essere la priorità di tutte le Istituzioni, comprese quelle comunali. Il dibattito sulle fondamenta o sullo spessore del solaio della struttura è una materia sulla quale si confronteranno i tecnici e gli avvocati quando ci sarà il processo.”. E ancora bordare sul silenzio dell’attuale amministrazione comunale di centro destra: ” È vergognoso l’atteggiamento assunto dagli esponenti della Giunta Cusani, che non sapendo cosa dire si improvvisano esperti di ingegneria e architettura, ignorando che la scuola in costruzione è stata posta sotto sequestro nell’ambito di un’inchiesta che contesta gravi reati contro la pubblica amministrazione e figlia dell’operazione Tiberio, che vede sotto processo lo stesso sindaco Cusani. È di tutta evidenza, quindi, la volontà della maggioranza di sviare l’attenzione dell’opinione pubblica dalle ragioni dell’inchiesta che ha portato al sequestro della struttura. Sequestro sul quale il sindaco Cusani non vuole, e sicuramente non può, dire nulla. Quando un’Amministrazione smette di difendere gli interessi dei cittadini per nascondere le proprie responsabilità significa che ha già fatto la sua scelta. E quando accade questo, non c’è altra alternativa alle dimissioni.”

Saverio Forte

Share