Sanità Lazio, punti di primi intervento a rischio chiusura: mozione in consiglio regionale

Sanità Lazio, punti di primi intervento a rischio chiusura: mozione in consiglio regionale

LATINA – Punti di primo intervento a rischio chiusura a causa dell’attuazione di un decreto del Ministero della Salute del 2015. E’ mobilitazione generale per scongiurare che questi presidi ospedalieri di prossimità vengano chiusi. La battaglia per evitare la chiusura dei Punti di primo intervento della provincia di Latina e del Lazio si sposterà in consiglio regionale. Lo annuncia il consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Simeone. “In commissione regionale sanità – spiega – abbiamo recepito il grido di allarme dei sindaci e dei loro delegati che hanno sottolineato l’importanza di non perdere quelli che oggi sono presidi indispensabili per l’erogazione di prestazioni sanitarie sui singoli territori. Al termine della seduta abbiamo assunto l’impegno di presentare una mozione in consiglio regionale con cui l’obiettivo primario è quello di non abbassare la qualità e la quantità dei servizi erogati ma di mettere in atto tutte le iniziative necessarie a potenziarli rispondendo prima di tutto alle effettive esigenze dei territori”.

Giuseppe Simeone

“Chiudere tout court i Punti di primo intervento – prosegue Simeone – come previsto dal decreto a firma del presidente Zingaretti del luglio 2017, attuare scelte estrapolate dalla realtà che i nostri territori e le nostre comunità vivono ogni giorno, sarebbe, infatti, come celebrare il funerale di servizi e prestazioni indispensabili a garantire il rispetto del diritto alla cura per i nostri cittadini. Non possiamo non tenere conto del fatto che oggi i PPI rappresentano dei presidi fondamentali, nell’erogazione di servizi di emergenza urgenza e nello svolgere il ruolo di catalizzatori di migliaia di utenze che in loro assenza andrebbero ulteriormente ad intasare i pronto soccorso degli ospedali già in costante sovraffollamento. Non possiamo agire senza tenere in considerazione il fatto che senza una valida alternativa chiudere i Ppi significa solo depotenziare ulteriormente la già fragile rete assistenziale territoriale. Mi auguro solo che in consiglio regionale si riesca a fare quadrato su un provvedimento che richiede scelte rapide e risolutive e, allo stesso tempo, una prova di umiltà e senso di responsabilità da parte di tutti rispetto ad una emergenza che deve essere affrontata senza tentennamenti. Le polemiche quando è in gioco l’interesse dei cittadini non servono a nulla. Non dobbiamo puntare il dito ma allo stesso tempo è importante riconoscere errori ed inadempienze creando i presupposti per non ripeterli. Oggi abbiamo il dovere di apportare tutti i correttivi necessari e fermare un provvedimento che come una scure si abbatterebbe sulle nostre comunità. E’ da sempre che come Forza Italia ci battiamo a difesa dei territori e delle loro esigenze. Continueremo a farlo senza cercare vetrina. Senza alzare la voce ma irremovibili sulla esigenza di non chiudere i punti di primo intervento oggi operativi nella nostra provincia e nel Lazio”.

Salvatore La Penna

Sul caso è intervenuto anche il consigliere regionale del PD Salvatore La Penna: “Riteniamo necessario porre in essere tutte le azioni politiche e amministrative affinché vengano salvaguardati i punti di primo intervento del territorio pontino e per questo chiederemo al Ministro della Salute di apportare le necessarie modifiche al decreto del 2015 per tutelare questi presidi sanitari nella nostra provincia. È necessario tenere conto della necessità di potenziare e migliorare la nostra offerta sanitaria ed evitare il depauperamento dei livelli di assistenza. Oggi è possibile farlo grazie al lavoro di risanamento dei conti della sanità messo in atto negli ultimi anni dalla Giunta Zingaretti. Il territorio della provincia di Latina ha caratteristiche morfologiche ed orografiche, livelli di ricettività turistica e tempi di percorrenza tali da richiedere una attenzione particolare; non si può freddamente applicare il Decreto Ministeriale 70 del 2015 che non tiene conto di tale specificità. Oggi in Commissione sanità il Partito Democratico e il centrosinistra hanno proposto una risoluzione con la quale si chiede al Ministro della Salute che vengano apportate le necessarie modifiche a quel decreto affinché possa essere salvaguardata la presenza dei punti di primo intervento sul nostro territorio che ne ospita ben sette dei tredici esistenti in tutto il Lazio. La Regione continua dunque a lavorare – conclude il consigliere del Pd – per garantire una qualità sempre migliore dell’offerta sanitaria, in contatto costante con le amministrazioni e le comunità locali che rappresentano le esigenze dei cittadini”.

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