Cronaca

Itri / Rischiano di rimanere senza acqua in tremila, convocato il consiglio comunale

ITRI – La nascita di un consorzio, privato, pubblico o misto, per evitare che tremila persone rimangano senz’acqua e siano costrette ad abbandonare le rispettive abitazioni in molte contrade periferiche e di campagna di Itri. E poi intervenga al più presto la Regione per risolvere una problematica che, disciplinata da un regio decreto degli anni trenta poi recepito e trasformato dal decreto legislativo 152 del 2006 sull’ambiente, ha ora una duplice connotazione emergenziale: di ordine pubblico e igienico-sanitario. Sono le comunicazioni che il sindaco di Itri, l’avvocato Antonio Fargiorgio, fornirà al consiglio comunale, la cui convocazione, prevista per martedì 20 marzo alle ore 16, è stata sollecitata da diversi consiglieri d’opposizione e da Elena Palazzo di Fratelli d’Italia. A far sollevare il coperchio ad una pentola che tutti sapevano che bolliva da almeno due decenni è stata la comunicazione della responsabile del settore ambiente dell’amministrazione provinciale, Nicoletta Valle, che intimava al comune di Itri e al suo sindaco di chiudere cinque pozzi privati che, originariamente autorizzati per uno scopo irriguo, di fatto si sono sostituiti all’ente gestore ufficiale, ad Acqualatina, per approvvigionare aziende agricole e abitazioni private (per lo più ville), alcune delle quali abusive e prive di titolo concessorio e dunque impossibilitate a chiedere il regolare allaccio all’ente gestore ufficiale. Questa situazione non è passata inosservata sotto la lente d’ingrandimento del Nipaf dei carabinieri Forestale (stazione di Itri) che non ha fatto che informare la provincia. La dottoressa Valle, che ha ricevuto venerdì mattina proprio il sindaco Fargiorgio, ha preso carta e penna e a diffidato cinque ditte proprietarie di questi pozzi – ubicati in località Casa Capraia e Valle Fredda – ad assumere, dopo i verbali elevate dalla Forestale nel corso del 2017, i relativi provvedimenti di chiusura. E a tremare alcune aziende agricole in località Valle Rose, Migliorano, Intignano e Porcignano e, soprattutto, mille famiglie residenti in località Casa Capraia, Monte Cristo, Monticelle, Tre Cancelli, Valle fredda, Calabretto, Vagnoli, Calvi, San Marco, Ciovareccia, Porcignano, Santo Stefano, Mandrarita e, ancora, nelle contrade Marciano, Comignano, Valle, Sant’Elmo, Paretola, Valle d’Itri, Mezzabrino, Giovenco, Campiglioni
Nell’incontro di giovedì mattina la Provincia ha motivato così il suo provvedimento: “Questi pozzi sono stati autorizzati per uno scopo, successivamente la destinazione è cambiata”. Da qui l’invito al sindaco di Itri ad emettere salatissime sanzioni pecuniarie tra 3000 a trentamila euro e a disporre la cessazione dell’utenza abusiva con la chiusura dei pozzi. La situazione è delicatissima e il sindaco di Itri ha provveduto a chiedere ed ottenere l’intervento della Prefettura di Latina che si è dichiara disponibile a partecipare ad un tavolo tecnico che, già fissato per venerdì 23 marzo, sarà allargato alla Provincia e – lo spera il sindaco Fargiorgio – alla Regione Lazio e all’Asl. Il comune di Itri solleciterà una sospensione al provvedimento di chiusura dei pozzi per verificare, dopo l’esame dell’emergenza martedì in consiglio comunale, l’adozione di provvedimenti che tutelino l’igiene e la salute pubblica e anche il rispetto della normativa vigente…

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