Formia / Cosa è cambiato ad un anno dalla scomparsa di Michele Forte. Una messa in suffragio

Formia / Cosa è cambiato ad un anno dalla scomparsa di Michele Forte. Una messa in suffragio

FORMIA – Era tanto innamorato della sua città, Formia, quanto lo era della sua adorata moglie Liliana. Erano indivisibili al punto che esattamente un anno fa, in questo giorno ricorrenza del suo onomastico, con un gesto naturale e istintivo, dopo un bacio si è addormentato definitivamente su di lei in quella drammatica ed inutile corsa di buon mattino verso il pronto soccorso dell’ospedale “Dono Svizzero”. Qualche anno fa, quando era uno degli uomini politici più potenti ed influenti dell’intera provincia ( e non solo) mi confidò: nel mosaico dell’azione politico-amministrativa di Formia bisogna inserire, e subito, due tessere insostituibili: il porto turistico e quel “qualcosa” che gli ha reso insonni molte notti, la realizzazione della strada Pedemontana. Se falliremo tutti, in maniera indistinta, non dovremmo avere il coraggio e la dignità di ritrovarci da vecchi passeggiando sui marciapiedi di via Vitruvio o nella villa comunale. In effetti, il senatore Michele Forte, nonostante le sue 78 primavere, non si è mai sentito vecchio. Ad un anno di distanza dalla sua prematura scomparsa, vecchia e grigia lo è diventata improvvisamente quella città, Formia, per la quale si è tanto speso nella sua ultraquarantennale carriera politica. Amici ne ha avuto moltissimi ma anche tanti nemici o avversari che, alla fine, gli hanno dovuto rendere l’onore delle armi, un gesto per alcuni postumo o, più semplicisticamente, tardivo. Ma è un aspetto, questo, della politica che è una perfetta cartina di tornasole della vita…

Il più volte sindaco di Formia, un autentico “animale politico” nel senso più totale del concetto Aristotelico, ha affrontato a testa alta con un’invidiabile irriducibilità le fasci discendenti che hanno costellato immancabilmente la sua ultradecennale attività politica: ha avuto il carattere, anche nei momenti da non augurare neppure al più acerrimo avversario, di dire e di fare quello che riteneva più opportuno. Il coraggio non gli è mancato quando ha mandato in soffitta la storica alleanza di centrodestra che ha governato per un ventennio la provincia pontina e moltissimi suoi comuni importanti. Per il senatore di Formia le istituzioni, lo Stato, arrivavano prima degli schieramenti, della stessa politica. L’ha dimostrato, pagando personalmente un caro prezzo, in occasione del suo personale voto contrario alla censura nei confronti dell’ex Prefetto di Latina Antonio D’Acunto sul caso-Cusani in Provincia e, nei primi anni novanta, quando era facile bersaglio della stessa autorità giudiziaria. Mai una parola fuori posto, una lamentela nei confronti di uno dei tre poteri dello Stato. Per averlo fatto ha dovuto avere una tempra, una sicurezza ed una forza d’animo che un normale uomo politico avrebbe dovuto condividere, alla distanza, con gli stati d’animo della rassegnazione e della stanchezza.

Francescopaolo D'Elia, Michele Forte e il presidente Eleonora Della Penna
Francescopaolo D’Elia, Michele Forte e il presidente Eleonora Della Penna

Ma l’ex sindaco Forte tanto “normale” non era: la sua intelligenza e lungimiranza politica lo portavano a calcolare i vantaggi ma anche le conseguenze di una qualsivoglia azione politico-amministrativa. Il suo merito è che ha esercitato questo ruolo alla luce del sole, con una trasparenza d’animo che i suoi detrattori gli hanno dovuto riconoscere soltanto in occasione della sua camera ardente o degli stessi funerali. Michele Forte,poi era un nobile democristiano della primissima generazione, attaccato ad una città e ad un territorio, il sud-pontino, in maniera quasi epidermica: uno dei suoi più grandi meriti è di aver contribuito ad ultimare quella necessaria fase di ricostruzione, sul piano sociale ed economica, del dopo-guerra, con i suoi tanti pregi ma anche gli innegabili errori che ammetteva senza tentennamenti e calcoli elettorali. Dopo un anno, Formia ed il sud-pontino sono ora più poveri, senza dubbio. Hanno perso quell’Ulisse, genuino e popolare, capace di avere e maturare un’ampia visione organica del territorio e di spingersi più in là dei naturali confini dello stesso comprensorio. E quando li trovava gli spazi e i margini politici di manovra li faceva fruttare anche a Terracina, nel capuologo, a nord, a Cisterna e a Aprilia, e finanche a Roma dove ha conosciuto la sua meritata consacrazione politica ottenendo un seggio al Senato. Un risultato impensabile nella metà degli anni settanta per quel vulcanico dipendente Enel della centrale nucleare del Garigliano con la passione delle motociclette. Michele Forte è stato, dunque, un esploratore, un ruolo che ha sempre svolto scindendo – da subito – l’aspetto umano da quello politico.

Michele Forte insieme agli amici Nicola Riccardelli ed Amato La Mura

Questa separazione l’ha effettuata con tutti i suoi interlocutori, siano stati politici alleati e non, semplici elettori (con i quali intratteneva e coltiva un rapporto costante e diretto e mai opportunistico sul piano elettorale) o con gli stessi giornalisti. Un giorno ci disse che svolgiamo un “mestiere pericoloso”. Molti l’hanno banalizzata questa affermazione. In essa c’era, invece, tanta umanità nei confronti di una categoria che nei suoi riguardi non è stata mai tenera. Anzi, a volte, è stata anche prevenuta. Michele Forte, carattere tosto e dai modi spiccioli, quando non condivideva un resoconto giornalistico alzava egli stesso la cornetta e, riconoscendoti una sacrosanta libertà di espressione e di pensiero, rivendicava il diritto ad essere ascoltato. Altro che ricorso alle carte bollate e alla spada di Damocle della denuncia per diffamazione e del risarcimento danni. La grandiosità di questo personaggio sta tutta qui: l’affermazione della concezione Tolemaica dell’uomo nei confronti del quale la politica deve essere soltanto servizio, davvero la più alta forma di carità per parafrasare il papa della sua gioventù, Paolo VI.

La camera ardente allestita al comune per MIchele Forte

Formia e il Golfo ad un anno di distanza lo piangono perché hanno perso una guida, un punto di riferimento tutt’altro che qualunquistico e la mancata risoluzione ad alcun’altre emergenze attualmente sul tappeto – la carenza idrica e la soppressione della sede di Formia dell’Agenzia delle Entrate – lo conferma appieno. Michele Forte è stato etichettato, a torto, di impersonare il Male assoluto. Teologicamente se esiste il male, deve esserci anche il Bene. Poiché questo valore è carente anche a queste latitudini, i moralizzatori (o pseudo tali) della politica nostrana facciano ammenda e senza tentennamenti. Una messa di suffragio, ad un anno dalla scomparsa del Senatore Michele Forte, sarà officiata questa sera, alle 18.30, presso la chiesa della Santissima Annunziata nella frazione di Maranola a Formia.

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