Cronaca

Ventotene, il punto su post elezioni e Riesame

VENTOTENE – Il tempo di ricevere la notifica della sentenza del Riesame che ha annullato la misura degli arresti domiciliari disposta dal Gip del Tribunale di Cassino Salvatore Scalera che sono tornati alle rispettive attività lavorative le cinque persone accusate di aver gestito un giro di appalti pubblici a Ventotene a favore di imprese “compiacenti” con l’intento di ottenere facili finanziamenti da parte della Regione Lazio. Se l’ex sindaco Geppino Assenso e l’ex assessore al turismo al comune Daniele Coraggio sono rimasti ancora a Formia, hanno fatto il loro ritorno a Ventotene gli imprenditori Claudio Santomauro e Antonio Langella e soprattutto l’ex responsabile dell’ufficio tecnico Pasquale Romano, tornato a lavorare presso gli uffici della riserva marina dell’isola presso i quali è distaccato da poco meno di un anno dopo la sospensione decretata dal Tribunale di Latina.

I loro legali, attraverso l’avvocato Luca Scipione, hanno ribadito come il Riesame, il giorno dopo l’appuntamento elettorale amministrativo, abbia disconosciuto l’ insussistenza dell’ associazione per delinquere e di parte di molti capi d’imputazione e, quindi, di quell’ organizzazione criminale “irriducibile” che si sarebbe costituita intorno alla figura dell’ ex sindaco Assenso. In un’intervista l’avvocato Scipione ha sottolineato come la sentenza del Riesame “abbia cancellato la mortificante accusa, ampiamente utilizzata nel corso della campagna elettorale comunale a cui entrambi sono stati estranei, di aver costituito e fatto parte in Ventotene di un pericoloso sodalizio criminale”. L’avvocato Scipione si è dichiarato convinto come la decisione dei Giudici del Tribunale della Libertà “condizionerà non poco” l’andamento dell’eventuale processo, soddisfatto come questa decisione “abbia ridato la piena e integrale libertà a delle persone che non meritavano, di certo, di vivere la mortificante esperienza di un stato, seppure domiciliare, di detenzione”.

Intanto il clima post elettorale resta avvelenato a Ventotene. Mentre il neo sindaco Gerardo Santomauro si è insediato e ha celebrato un matrimonio civile – il primo consiglio consiglio comunale è in programma forse il 23 giugno – a parlare di “gravi irregolarità” nelle operazioni di spoglio è il candidato sindaco sconfitto, Raffaele Sanzo, che ha preannunciato la presentazione di una denuncia penale alla Procura di Roma. “Dalle urne sono uscite 583 schede, di cui una falsificata, si direbbe, a fronte di 582 votanti – aveva osservato in una nota la lista civica “Ventotene vive” – Essa era apparentemente uguale alle schede ufficiali ma non recava i simboli delle liste al proprio interno. Al termine del conteggio delle schede residue, inoltre, mancava una scheda ufficiale di votazione; mancava, cioè , una scheda della cui sparizione nessuno sapeva dare spiegazioni. E’ certo solo che la scheda non può essere uscita da sola ed è stata quindi portata al di fuori del seggio. Da chi? Perché? Il responsabile delle procedure, è bene ricordarlo, è il presidente del seggio. E questo non è assolutamente un atto d’accusa. Un fatto. Viene il fondato grave sospetto che sia stata attivata una ben nota procedura per il controllo del voto, senza un indiziato di sorta”.

Si è rivolto, invece, alla locale Brigata della Guardia di Finanza il consigliere d’opposizione Umberto Assenso che ha depositato un esposto sull’operato dei componenti del seggio elettorale, la cui presidente lo denuncerà per stalking. Questo caso aveva fatto parte del comunicato stampa della lista che sosteneva il dottor Sanzo quando vi si leggeva testualmente che….”la presidente non voleva accettare le dichiarazioni del nostro rappresentante di lista (Umberto Assenso,per l’appunto, ndr) che riportavano la descrizione dei fatti. Perché la presidente non voleva accettare a verbale le dichiarazioni correlate del rappresentante di lista? Il rappresentante di lista di “Ventotene Vive”, solo difensore delle proprie tesi, è stato sottoposto a pesanti pressioni psicologiche, lo si voleva tacitare? Noi difenderemo i diritti e le prerogative degli isolani contro tutti e investiremo la Procura di Roma per la valutazione di eventuali atti contrari alla legge e passibili di sanzioni penali”. E l’interrogativo finale di Sanzo è pesantissimo:”Non intendiamo accusare i nostri competitor, ma certamente il dato è rilevante e grave. C’e una regia occulta che sfugge ai radar della politica ufficiale?”

Saverio Forte

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