Formia / Sandro Bartolomeo dice addio e dichiara guerra ad Eleonora Zangrillo

Formia / Sandro Bartolomeo dice addio e dichiara guerra ad Eleonora Zangrillo

FORMIA – È stato qualcosa di più di un semplice addio. Sandro Bartolomeo, giunto per sua stessa ammissione al capolinea della sua carriera da amministratore pubblico, ha confermato oggi pomeriggio davanti ai giornalisti le sue dimissioni irrevocabili. Continuerà da privato cittadino a svolgere un ruolo nel suo partito, il pd, nel quale continua a credere. Non c’è più la possibilità né la voglia di ricucire un rapporto ormai spezzato con la lista civica “Ripartiamo Insieme” e con il suo capogruppo Mattia Zannella che con la sua dichiarazione di voto contraria ha di fatto determinato – come confermato anche dalla segretaria generale Rita Riccio – la mancata approvazione del bilancio, salva diversa interpretazione da parte del ministero dell’interno e del suo organo periferico, la prefettura di Latina. Ma non sfugge che dietro il gesto, seppur consumato forse senza il preavviso atteso e dopo aver condiviso con la maggioranza l’intero percorso di approvazione del bilancio (salvo il voto finale), c’è un rapporto ormai logoro con l’assessore ai lavori pubblici Eleonora Zangrillo, non presente oggi in un’aula che ha visto l’intera giunta schierarsi accanto al suo sindaco. Bartolomeo resta in carica fino al 19 aprile, ultimo giorno per ripensare la sua decisione, ma intanto ha esautorato tutti i suoi assessori tramite il ritiro delle deleghe. Se il prefetto non dichiarerà autonomamente sciolto il consiglio o non ci saranno dimissioni in massa dei consiglieri, toccherà comunque al presidente Alessandro Zangrillo riunire per l’ultima volta la massima assise e prendere atto delle dimissioni. Sarà poi un commissario prefettizio a governare la città, probabilmente per un periodo lunghissimo intorno ai 15 mesi, dato che è stato ormai sforato il termine dei 90 giorni per poter rientrare nelle elezioni dell’11 giugno che vedranno invece al voto Gaeta, Santi Cosma e Damiano, Ventotene e Ponza. Da politico consumato, la sua militanza nel pci e poi nei partiti che ne hanno raccolto l’eredità dura dal 1974, il primo cittadino ha marcato in maniera drastica il territorio, addossando tutte le responsabilità a quella che considera ormai una sua avversaria politica, Eleonora Zangrillo, che già in una consiliatura precedente abbandonò il centro sinistra e la presidenza del consiglio che ricopriva. I motivi dei dissapori? “Chiedeteli a lei…”. Risposta comunque che non cancella la storia di un’amministrazione comunale che ha perso pezzi fin dall’inizio rimanendo poi sfilacciata per le progressive defezioni tra cui anche quella del consigliere Mattia Aprea, sempre eletto nelle fila del centro sinistra. Recuperato il rapporto con Sel e l’ala moscardelliana del partito, il sindaco e la sua maggioranza era stata più volte accusata in passato di sorreggersi grazie ad un apporto “virtuale” di Forza Italia. Di qui una considerazione di spregio verso le liste civiche, considerate come portatrici di interessi propri a danno della collettività. Voti però preziosi nelle sempre più frammentate campagne elettorali. Ma di questo non se n’è parlato.

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