Gaeta

Gaeta / Benedetto Crocco invita gli altri candidati a firmare un codice etico

GAETA – Rifondazione comunista, attraverso il suo candidato a sindaco Benedetto Crocco invita gli altri candidati a firmare un codice etico. “Come tutti sanno – si legge in una nota – Rifondazione Comunista di Gaeta ha sempre messo in evidenza la propria profonda diversità rispetto ad ogni altra formazione politica e ai suoi programmi. Le nostre dure critiche sono state rivolte non solo all’amministrazione comunale ma anche alle minoranze. In occasione della campagna elettorale per le prossime amministrative continuiamo a porre l’accento sui tanti aspetti politici e programmatici che rendono la nostra proposta alternativa a tutte le altre in campo. Tuttavia i Comunisti ed i comitati civici di lotta che sostengono la mia candidatura e collaborano nella stesura del nostro programma ritengono anche che debbano esistere alcuni aspetti imprescindibili che accomunano chiunque si candidi ad amministrare la cosa pubblica in un momento tanto delicato. Regole condivise che consentano di disputare una competizione sana e corretta. Impegni che sottoscrivemmo già nel 2012, senza che purtroppo altri seguissero il nostro esempio. Soprattutto in un territorio fortemente permeabile a fenomeni quali la corruzione, le infiltrazioni malavitose ed il degrado culturale, come confermato anche da recenti e gravissimi fatti di cronaca, non si può prescindere dal sostenere unitariamente alcuni essenziali principi di legalità e valori costituzionali. I cittadini inoltre non possono continuare a pagare il prezzo altissimo delle cambiali che troppi in passato hanno firmato per ottenere i favori di chi ha sostenuto profumatamente le proprie magnificenti campagne elettorali. E’ necessario inoltre ribadire l’importanza dei valori costituzionali contenuti in quella Carta che gli Italiani hanno recentemente e vittoriosamente difeso in occasione dell’ultimo referendum. Valori quali la solidarietà, la tutela delle differenze, la democrazia e l’antifascismo. Non possiamo non evidenziare in proposito, tra gli altri aspetti, il fatto che in occasione delle prossime elezioni abbia annunciato la propria candidatura un esponente locale di CasaPound Italia. Tale associazione non fa mistero della propria identità fascista e diffonde apertamente idee e pratiche che alimentano fenomeni di intolleranza e di xenofobia. Come sostenuto da un ampio movimento di opinione a livello nazionale, anche secondo noi essa possiede tutti i requisiti per essere posta fuori legge, cosa che ci auspichiamo avvenga al più presto. Proprio le profonde differenze politiche che ci separano da ogni altra formazione attribuiscono a noi Comunisti il dovere morale di lanciare per primi questo appello per la sottoscrizione di norme comuni, rivolto a tutti gli altri esponenti che abbiano già ufficializzato la propria candidatura a Sindaco o che lo faranno in futuro, alle loro liste e ai loro movimenti politici. Il codice etico che abbiamo prodotto e che segue recepisce anche le indicazioni emanate dalla Commissione Parlamentare Antimafia. Ci auguriamo che tutti coloro i quali si riconoscono nei valori condivisi della legalità, della lotta alla corruzione e dell’antifascismo lo sottoscrivano con lo stesso spirito nobile con il quale la classe politica uscita dal secondo conflitto mondiale mise da parte le profonde differenze per stilare regole condivise”.

Codice Etico elezioni amministrative 2017- Gaeta
Tutti i candidati a Sindaco e alla carica di Consigliere Comunale, i partiti, le formazioni politiche, le liste civiche che aderiscono a questo codice etico in occasione delle elezioni amministrative 2017, in ottemperanza ai valori costituzionali, al rispetto della legalità e della trasparenza e alle indicazioni della Commissione parlamentare antimafia si impegnano:
1) A non presentare o sostenere, sia direttamente, sia indirettamente, sia attraverso il collegamento ad altre liste coloro verso cui sia stato emesso il decreto che dispone il giudizio o la citazione diretta a giudizio, ovvero che siano stati condannati con sentenza anche non definitiva di primo grado; coloro nei cui confronti sia stata pronunciata sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti, ovvero sia stata emessa misura cautelare personale non revocata né annullata, ovvero sia stato emesso decreto di applicazione di misure di prevenzione personali o patrimoniali; coloro che si trovino in stato di latitanza o di esecuzione di pene detentive o che siano stati condannati con sentenza anche non definitiva di primo grado per danno erariale per reati commessi nell’esercizio delle funzioni di cui alla carica elettiva, allorquando le predette condizioni siano relative a uno dei seguenti reati: concussione, corruzione, istigazione alla corruzione, scambio elettorale politico-mafioso, estorsione, usura, riciclaggio e impiego di danaro, beni o utilità di provenienza illecita, fraudolento trasferimento di valori, omessa comunicazione delle variazioni patrimoniali da parte delle persone sottoposte ad una misura di prevenzione antimafia, traffico illecito di rifiuti, delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dall’art. 416-bis del codice penale ovvero al fine di agevolare l’attività delle associazioni mafiose

2) A rendicontare e rendere pubbliche in modo chiaro e con ogni strumento a disposizione tutte le spese relative alla campagna elettorale e soprattutto la provenienza esatta dei fondi impiegati. (N.B.: La rendicontazione delle spese è già obbligo di legge, ma non che vengano rese pubbliche)

3) A condurre la campagna elettorale nel pieno rispetto della libertà di voto degli elettori, astenendosi da qualunque forma di pressione, di ricatto, di promessa di favori o utilità personali, di elargizione di denaro o di sostegno clientelare

4) A non far parte di consigli di amministrazione o di altri organi di enti, società, consorzi, cooperative, associazioni finanziate dal Comune o che operino per suo conto, né assumere in essi funzioni direttive. Tali limitazioni si estendono ai loro parenti o affini in primo grado e al coniuge o convivente.

5) A non fornire alcun genere di legittimazione a liste e candidati delle destre neofasciste e xenofobe, non partecipando a eventuali confronti pubblici con gli esponenti di tali liste e formazioni, condannandoli senza ambiguità e isolandoli politicamente, dichiarando pubblicamente che non si accettano i voti di elettori con tali tendenze politiche anche in caso di eventuali ballottaggi.

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