Formia / L’amministrazione comunale tergiversa, forse il 2 gennaio parte il campo per senza fissa dimora

Formia / L’amministrazione comunale tergiversa, forse il 2 gennaio parte il campo per senza fissa dimora

FORMIA – Oggi, tramite i social network, Luigi De Santis, capo di gabinetto del sindaco di Formia ha finalmente sciolto la riserva sulla tempistica necessaria all’allestimento del campo per senzatetto e senza fissa dimora. La struttura – secondo quanto annunciato – potrebbe essere operativa a partire dal 2 gennaio 2017.
Da indiscrezioni invece si apprende che il dirigente avrebbe intenzione di indire una gara per la gestione del servizio. La somma a disposizione si aggirerebbe attorno agli 8.000 euro. Se così fosse basterebbe a malapena a mettere in piedi la struttura. Chi potrebbe assicurare il servizio a queste condizioni? Con quali professionalità?

Per capire la struttura dei costi occorre fare un passo indietro. Lo scorso anno a Latina è stato messo in piedi un servizio, simile negli scopi, completamente diverso nell’organizzazione. Da quanto si apprende il comune di Latina ha stanziato per l’accoglienza dei senza fissa dimora 33.000 euro. La somma è stata impiegata dalla croce rossa, incaricata del servizio, per pagare i dipendenti che vi hanno lavorato e per altre piccole necessità. Nè per i locali, messi a disposizione dal comune, né tantomeno per la mensa, servizio a cura della Caritas.

A Formia invece l’intera organizzazione del servizio era stato lasciato in mano alla Croce Rossa, che lo ha gestito in maniera trasparente come hanno potuto constatare i giornalisti invitati a verificare le condizioni in cui i senzatetto erano ospitati e lo stesso sindaco di Formia Sandro Bartolomeo che ha voluto eseguire personalmente un sopralluogo.

In particolare presso il molo Vespucci si è proceduto ad allestire una struttura smontabile presa a noleggio. Il servizio è stato svolto da volontari, mentre i pasti sono stati assicurati tramite una rete di solidarietà che ha coinvolto associazioni religiose di diverse confessioni, volontari, ristoratori, attività commerciali e singoli privati. Un modello di cui l’intero golfo di Gaeta si è fregiato. E che non si è limitato solo a rispondere ai fabbisogni primari. Il villaggio è stato infatti anche un momento di rinascita culturale, attraverso artisti che hanno voluto donare ai senzatetto le loro performance. All’interno i volontari di Croce Rossa, in possesso di specifici brevetti professionali, hanno offerto assistenza a 360 gradi, fino, in alcuni casi, a tentare il ricongiungimento con i rispettivi nuclei familiari di provenienza.
L’amministrazione comunale ed il dirigente dovranno fare i conti con il freddo pungente in arrivo. I clochard, invece, non sono in condizioni di scegliere.

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