Gaeta / Ludopatia, prosegue l’impegno della Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali

GAETA – Continua l’impegno nella lotta alla Ludopatia da parte della Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali di Gaeta (CDAL), che ha intrapreso per contrastare la diffusione del gioco d’azzardo nelle nostre realtà sociali, sollecitando delle azioni che coinvolgono le amministrazioni comunali e promuovendo una sensibilità nella cultura dei cittadini.

La CDAL di Gaeta, che si è presentata al pubblico lo scorso 17 marzo presso il salone della Chiesa parrocchiale del S. Cuore di Gesù in Vindicio di Formia, è un coordinamento di associazioni e movimenti ecclesiali presenti nell’arcidiocesi di Gaeta comprendenti circa 3.000 persone.

Di seguito la nota stampa sul progetto che la CDAL Gaeta sta portando avanti:

Nell’ambito dell’ordine temporale la CDAL ha riscoperto che la comunione tra le associazioni e i movimenti consiste nell’affrontare insieme e uniti le questioni più importanti, come la vita, la famiglia, la pace, la lotta alla povertà in tutte le sue forme, perché chiamati a collaborare per contribuire a curare le ferite prodotte da una mentalità globalizzata che mette al centro il consumo, dimenticando Dio e i valori essenziali dell’esistenza, con conseguente caduta del senso della moralità e della legalità.

Il percorso di impegno per il contrasto al gioco d’azzardo vuole essere, allora, una concretizzazione di questa tensione avvertita all’interno della CDAL che volge lo sguardo e tende la mano alle “periferie” dell’umano abbandonato, che maggiormente chiede di essere riammesso alla speranza e conseguentemente alla vita.

L’esplosione della criminalità organizzata che impone la sua “legge” e il suo potere condizionando l’economia del territorio ha tra le attività di interesse quella del gioco d’azzardo, e non solo di quello illegale, ma anche di quello lecito regolamentato dallo stato, che in Italia sta distruggendo persone, famiglie, comunità.

La Ludopatia rappresenta una delle piaghe più pericolose del nostro tempo. Puntare denaro attraverso scommesse, slot machine, gratta e vinci, ma anche Lotto e Superenalotto può creare una dipendenza simile a quella da stupefacenti, causando danni ingentissimi per i giocatori, per le famiglie e rivelandosi sempre più spesso anche anticamera dell’usura. Gli ultimi dati diffusi di recente da “Libera” identificano Roma quale capitale, tra le altre cose, proprio del gioco d’azzardo. Cinquantamila slot machine e 294 sale gioco tra città e provincia, pari al 12% del totale nazionale, fanno del nostro territorio un luogo di tentazione continua, mentre il Lazio si attesta al terzo posto per fatturato legale dei giochi con 1,6 miliardi solo nell’ultimo anno.

Un affare così remunerativo non poteva non attrarre la criminalità organizzata. Secondo l’allarme lanciato dalla Dda di Roma, gran parte del business sarebbe in mano ai Clan, attivi soprattutto nel basso Lazio. Preoccupa anche il fenomeno dei baby scommettitori. Nonostante i divieti previsti per i minorenni, è sempre più difficile proibire il gioco, in particolare on line, e il numero degli adolescenti che punta denaro ogni mese è in continua crescita.

Statistica del 2013 riferita al 2012: (e oggi?) In Italia il gioco d’azzardo lecito rappresenta 100 miliardi di fatturato, 4% del PIL nazionale, la 3° industria italiana, 8 miliardi di tasse, 12% della spesa delle famiglie italiane, 15% del mercato europeo del gioco d’azzardo, 4,4% del mercato mondiale, 400.000 slot-machine, 6.181 locali e agenzie autorizzate, 2 milioni di persone a rischio dipendenza, 800.000 giocatori patologici, 500.000 minorenni.

Il gioco d’azzardo sottrae ore al lavoro, alla vita affettiva, al tempo libero, e produce sofferenza psicologica, di relazione, educativa, materiale, di aspettativa di futuro; altera i presupposti morali e sociali sostituendo con l’azzardo i valori fondati sul lavoro, sulla fatica e sui talenti. Sono a rischio la serenità, i legami e la sicurezza di famiglie e comunità. Viste le tragiche conseguenze di questa problematicità, la Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali ha deciso di sviluppare un percorso di iniziative per far pressione sulle amministrazioni comunali per una corretta regolamentazione delle sale da gioco e per dissuadere le persone dall’uso delle “macchinette e biglietti mangiasoldi” che creano problemi di patologia da gioco d’azzardo.

Progetto CDAL:

Il primo passo di questo percorso che è già iniziato, (abbiamo già incontrato i sindaci o loro delegati dei comuni di Minturno, Castelforte, Formia, Gaeta, Itri), consiste nell’invitare i sindaci del territorio ad aderire al “MANIFESTO DEI SINDACI PER LA LEGALITÀ CONTRO IL GIOCO D’AZZARDO” con cui si chiede:

una nuova legge nazionale, fondata sulla riduzione dell’offerta e il contenimento dell’accesso, con un’adeguata informazione e un’attività di prevenzione e cura; le leggi regionali in cui siano esplicitati i compiti e gli impegni delle Regioni per la cura dei giocatori patologici; che sia consentito il potere di ordinanza dei Sindaci per definire l’orario di apertura delle sale gioco e per stabilire le distanze dai luoghi sensibili, e sia richiesto ai Comuni il parere preventivo e vincolante per l’installazione dei giochi d’azzardo.

E quindi le amministrazioni comunali del nostro territorio possano emettere delibere con cui: si vieta la collocazione di nuovi apparecchi per il gioco d’azzardo lecito in locali che si trovino a una distanza di cinquecento metri da istituti scolastici, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture residenziali operanti in ambito sanitario, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile; si limita l’utilizzo dei dispositivi da gioco d’azzardo lecito ad una fascia oraria compresa tra le ore 10.00 e le ore 20.00; siano impartite direttive specifiche alle forze di polizia, per effettuare controlli costanti presso bar e locali dove sono ubicati Videoslot e giochi d’azzardo; si obbligano i gestori di sale da gioco ad esporre il materiale informativo diretto a evidenziare i rischi correlati al gioco d’azzardo e a indicare i servizi di assistenza per persone con patologie da gioco d’azzardo; si vieti ai minori di anni diciotto l’ingresso nelle aree destinate al gioco con vincite in denaro, e nelle sale in cui sono installati i Videoslot; si incoraggino i gestori di esercizi commerciali a disfarsi dei Videoslot per il gioco d’azzardo, attraverso riduzione delle ritenute fiscali.

Nell’attesa che sia approvata una nuova legge per il contrasto al gioco d’azzardo patologico, la CDAL si sta impegnando: a contrastare la diffusione di sale gioco e slot-machine, scegliendo gli esercizi commerciali virtuosi, che non hanno tali macchinette; a promuovere momenti formativi per contrastare la comunicazione commerciale a favore di tali giochi, diffondendo il corretto concetto del gioco (che non può risolvere problemi finanziari e tantomeno sostituirsi al lavoro) e i contenuti della campagna nazionale “Mettiamoci in gioco” contro i rischi del gioco d’azzardo; a richiedere alle amministrazioni locali del territorio la creazione di un “centro sociale” polifunzionale a livello distrettuale per il superamento del disagio; a promuovere, in sinergia con la Caritas Diocesana, la nascita a livello cittadino, di centri di ascolto e di indirizzo per favorire l’uscita dalla patologia del gioco d’azzardo;

La ricaduta sociale del gioco di azzardo è elevatissima ed è quindi fondamentale agire sia sulla prevenzione che sull’informazione per concorrere a strutturare una rete a livello locale che può dare soluzione al problema. In questa direzione la CDAL quindi sta proponendo, in collaborazione con le amministrazioni comunali e gli enti e associazioni che si occupano di attività sociali, il seguente progetto:

Contrasto al gioco d’azzardo – prevenzione nelle scuole

1- informativa e presentazione del progetto ai D.S. – Funzioni Strumentali – collegio docenti delle scuole del territorio (aprile giugno);

2 – presentazione progetto – informativa stampa tv locali – al convegno che stiamo organizzando per il 28 giugno 2015 a Formia.

3 – sviluppo del progetto nelle scuole; incontri con alunni, studenti; concorso mostra; attività di condivisione col territorio scolastico (a.s. 2015.16 ott. -marzo).

Share