Gaeta / Coifal, l’affidamento diretto delle farmacie non si può fare. Ecco perché

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GAETA – L’affidamento diretto delle farmacie dal Coifal (il consorzio tra i comuni di Gaeta, Bracciano e Castelmadama creato per gestire le farmacie comunali ottenute dalla regione Lazio esercitando il diritto di prelazione) alla Laziofarma non si può fare. L’autorità garante della concorrenza e del mercato, nel parere completo di cui temporeale.info aveva anticipato i contenuti e che ora viene pubblicato nella versione integrale, è chiara. Le “osservazioni” a cui il coifal, presieduto dall’avvocato Mario Paone deve perentoriamente rispondere entro 45 giorni ed assumere le conseguenti determinazioni per “eliminare le criticità” segnalate, riguardano anche un consorzio (Ciss) istituito in Campania e che presenta molte analogie con il Coifal. Una sorta di precursore, insomma nella governance delle farmacie.

Mario Paone
Mario Paone

Per quanto riguarda specificatamente il Coifal si fa notare come il “vulnus” nasca già nelle previsioni statutarie. All’art. 3 Condizioni di partecipazione – Adesione successiva si prevede infatti che
l’adesione di un Comune al Consorzio comporti l’automatico trasferimento della gestione delle
farmacie comunali alla società mista, a prevalente capitale privato, costituita a tale scopo
(Laziofarma, presidente del cda Cristian Leccese dal 26 gennaio 2016). Eludendo potenzialmente la presentazione di un bando che metta sullo stesso piano più imprese private.

Di seguito il testo completo delle osservazioni

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato, facendo seguito a due denunce pervenute, la
prima, da parte di Federfarma (sedi provinciali campane di Caserta, Salerno, Benevento, Napoli e
Avellino) e dell’Ordine dei farmacisti di Napoli, Benevento e Salerno, e, la seconda, da parte del
Comitato “Cittadini di Bracciano in movimento”, nell’ambito dei compiti ad essa assegnati
dall’articolo 22 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, intende formulare alcune osservazioni in
merito all’affidamento diretto della gestione delle farmacie nella titolarità dei Comuni aderenti al
“Consorzio intercomunale per i servizi socio sanitari” (di seguito anche CISS) e al “Consorzio
intercomunale delle farmacie laziali” (di seguito anche CO.I.FA.L.) alle società miste, a prevalente
capitale privato, Inco.Farma S.p.A. e Laziofarma – farmacie pubbliche laziali S.p.A..

L’Autorità ritiene opportuno ricordare di essere intervenuta più volte per segnalare agli organi di
Governo gli effetti distorsivi sulla concorrenza derivanti dalle previsioni normative nazionali che
limitano, anche da un punto di vista strutturale, l’accesso agli esercizi farmaceutici (Cfr. AGCM,
18 giugno 1998, Regolamentazione degli esercizi farmaceutici, Boll. n. 23/1998; AGCM, 10
febbraio 2006, Regolamentazione della distribuzione farmaceutica, Boll. n. 4/2006; AGCM, 11
giugno 2008, Considerazioni e proposte per una regolazione pro concorrenziale dei mercati a
sostegno della crescita economica, Boll. n. 17/2008; AGCM, 2 ottobre 2012, Proposte di riforma
concorrenziale ai fini della legge annuale per il mercato e la concorrenza anno 2013, Boll. n.
38/2012). Pertanto, le considerazioni che seguono si inseriscono in un quadro regolatorio
restrittivo dello sviluppo dell’offerta che l’Autorità non intende in alcun modo avallare.
Ciò premesso, in relazione al caso in esame, l’Autorità ritiene che l’affidamento diretto, ossia in
assenza di gara, della gestione di farmacie comunali a società miste a prevalente capitale privato
(quali la Inco.Farma S.p.A. e la Laziofarma – farmacie pubbliche laziali S.p.A.), tramite la
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semplice adesione dei Comuni che ne sono titolari (avendo esercitato il diritto di prelazione ex art.
9 della legge n. 475/1968), al Consorzio CISS o al Consorzio CO.I.FA.L. possa comportare
problemi da un punto di vista antitrust, in quanto, sottraendo al meccanismo concorsuale
l’affidamento delle nuove sedi farmaceutiche, ovvero di quelle che si rendono vacanti, elimina, in
relazione ad esse, la possibilità di una concorrenza per il mercato.
paone leccese borzettiVengono in rilievo sotto questo profilo: per un verso, le previsioni degli Statuti CISS (art. 3 Scopo)
e C.O.I.FA.L. (art. 3 Condizioni di partecipazione – Adesione successiva) che prevedono che
l’adesione di un Comune al Consorzio comporti l’automatico trasferimento della gestione delle
farmacie comunali alla società mista, a prevalente capitale privato, costituita a tale scopo
(Inco.Farma ovvero Laziofarma); per un altro verso, tutte le delibere dei Consigli Comunali di
adesione al CISS, successive alla costituzione della società Inco.Farma e, dunque, allo
svolgimento della gara per l’individuazione del socio privato di maggioranza. Tali affidamenti,
infatti, sono avvenuti in via diretta, in assenza di procedura ad evidenza pubblica, secondo lo
schema dell’affidamento in house, malgrado non ne ricorrano le condizioni, essendo la Inco.Farma
una società mista a capitale prevalentemente privato su cui i Comuni non esercitano alcuna forma
di controllo analogo.
L’Autorità auspica che le osservazioni sopra svolte possano essere tenute in considerazione da
parte degli Enti destinatari e ringrazia per l’attenzione dimostrata nei confronti della propria attività
istituzionale.
L’Autorità invita a comunicare, entro un termine di quarantacinque giorni dalla ricezione del
presente parere, le determinazioni assunte con riguardo alle criticità concorrenziali evidenziate.
Il presente parere sarà pubblicato sul Bollettino di cui all’articolo 26 della legge n. 287/90.
Eventuali esigenze di riservatezza dovranno essere manifestate all’Autorità entro trenta giorni dal
ricevimento del presente parere, precisandone i motivi.