Cassino / Gestione del servizio idrico, Consales: “Fardelli ha scoperto l’acqua calda”

CASSINO – “Sulla gestione del servizio idrico Fardelli ha scoperto l’acqua calda. Già nel mese di gennaio 2015 il Consiglio Comunale di Cassino ha approvato una mozione con la quale si chiedeva con forza il completamento dell’iter riguardante la Legge Regionale n. 5 dell’aprile 2014.

Un provvedimento avvenuto a quasi un anno dall’approvazione di tale legge, che ricordiamo è l’unica ad aver recepito il risultato del referendum 2011 sulla gestione pubblica dell’acqua, punto principale del programma di Bene Comune alla cui stesura lui è totalmente estraneo. Da sempre, quindi, riteniamo di fondamentale importanza passare alla fase attuativa con l’approvazione degli ambiti di bacino idrografico. Tale percorso doveva trovare attuazione nei sei mesi successivi all’approvazione della Legge Regionale 5/2014.

Cosa che non è avvenuta e proprio per questo il Comune di Cassino, con gli altri 38 comuni firmatari della Legge, ha presentato insieme al forum dei movimenti per l’acqua una proposta di definizione dei nuovi ambiti di bacino idrografico contestualmente ad una convenzione tipo da stipulare per il processo di ripubblicizzazione. La ricetta di Fardelli per la gestione dell’acqua non è nient’altro che un copia e incolla che arriva con oltre 2 anni di ritardo.

Se oggi abbiamo la Legge regionale 5/2014 in materia di ripubblicizzazione dell’acqua lo si deve anche a Cassino che, ha approvato la proposta di legge regionale in Consiglio Comunale, rendendo di fatto possibile la trasformazione della stessa in legge. Basti pensare che il nostro è dei 39 comuni firmatari quello più grande, ma cosa più importante unico in tutta la Provincia di Frosinone.

Ed è da tempo che chiediamo con forza alla Regione Lazio, quindi anche ai consiglieri regionali del territorio, di affrontare la nuova proposta di legge all’interno del Consiglio Regionale con l’obiettivo di raggiungere l’ambizioso primato di essere la prima regione in Italia che, oltre a recepire la volontà dei cittadini, rende operativo il nuovo modello di gestione pubblica e partecipata del servizio idrico integrato.

Nel suo ruolo di consigliere regionale Fardelli dovrebbe fare il possibile per far seguire alla Legge Regionale i decreti attuativi con cui vengono ridisegnati gli ambiti di bacino, aprendo uno scenario nuovo che porterebbe non solo alla difesa dell’acquedotto comunale, ma anche alla cacciata dell’ente gestore privato dal territorio provinciale.

In Regione, infatti, c’è una proposta di legge sulla definizione degli ambiti a firma dei consiglieri Sel e 5 Stelle. Manca, ovviamente, la firma di Fardelli. È evidente, quindi, che Fardelli dice una cosa e poi ne fa un’altra. Poco male, intanto noi proseguiamo il nostro percorso insieme al coordinamento provinciale per l’acqua pubblica con cui la nostra Amministrazione sta lavorando per attuare tutte le politiche volte a riportare l’acqua ad essere un vero e proprio bene comune.”

È quanto emerge in una nota a firma dell’assessore all’ambiente Riccardo Consales.

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