Ego Eco, Vittorio Ciummo arrestato per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione

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NAPOLI – Nuovi guai giudiziari per Vittorio Ciummo, il titolare della Ego Eco, la ditta di Cassino che per anni ha gestito la raccolta dei rifiuti solidi urbani per il Comune di Minturno e che è stato condannato in primo grado a 5 anni con interdizione perpetua dai Pubblici Uffici insieme ad amministratori e dipendenti comunali dell’ente aurunco, di cui si attende la sentenza dell’appello a fine mese.

Il patron della Ego Eco – che ha chiesto al Comune di Minturno il risarcimento danni di 7 milioni di euro per la rescissione anticipata del contratto d’appalto sui rifiuti da parte dell’amministrazione Graziano – è finito agli arresti domiciliari in quanto indagato per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alla turbata libertà degli incanti, nonché per alcuni episodi di corruzione e turbativa d’asta, insieme ad altre 9 persone nell’ambito di una maxi inchiesta sull’appalto dei rifiuti che riguarda le isole di Ischia e di Procida e che vede come anello di congiunzione la società Ego Eco.

Questa mattina, a conclusione di articolate indagini, gli ufficiali della Squadra Mobile di Napoli – Sezione Anticorruzione hanno dato esecuzione ad un’ordinanza cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli nei confronti di nove persone: Domenico De Siano, già consigliere provinciale e regionale, attualmente Senatore della Repubblica; Oscar Rumolo, Responsabile Finanziario del Comune di Lacco Ameno; Vittorio Ciummo, imprenditore, titolare della società Ego Eco srl; Salvatore Antifono, già consigliere comunale di Torre del Greco; Vincenzo Rando, Responsabile Ragioneria del Comune di Forio; Giulia Di Matteo, Segretario Generale del Comune di Monte di Procida ed ex Segretario Generale del Comune di Lacco Ameno; Francesco Iannuzzi, già sindaco di Monte di Procida; Carmine Gallo, legale rappresentante della società C.I. TE.; Carlo Savoia, dipendente della società Ci.T.E.

Indagati per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alla turbata libertà degli incanti (i primi quattro), nonché per alcuni episodi di corruzione e turbativa d’asta, come appresso precisato nel dettaglio. In particolare il GIP ha disposto la misura degli arresti domiciliari nei confronti dei primi tre indagati e quella dell’obbligo di presentazione alla Polizia nei confronti degli altri sei; per il senatore De Siano il GIP ha contestualmente disposto la sospensione dell’esecuzione del provvedimento, curando direttamente gli adempimenti connessi alla trasmissione della richiesta di autorizzazione all’arresto alla Presidenza del Senato.

Le indagini – partite dopo la presentazione di un esposto da parte di tre consiglieri del Comune di Forio d’Ischia – sono state effettuate dalla Squadra Mobile di Napoli mediante intercettazioni telefoniche ed ambientali, acquisizione di atti, appostamenti e pedinamenti, sotto il coordinamento della Sezione reati contro la Pubblica Amministrazione della Procura di Napoli.

I molteplici elementi raccolti hanno consentito a questo Ufficio di effettuare una ricostruzione degli accadimenti, pienamente condivisa dal GIP, sulla scorta della quale è stata ritenuta la sussistenza della gravità indiziaria in ordine alle ipotesi di reato innanzi indicate, riconducibili al settore degli appalti per l’affidamento del servizio di raccolta e smaltimento di rifiuti solidi urbani nei comuni di Lacco Ameno, Forio d’Ischia e Monte di Procida.

Quanto al Comune di Lacco Ameno, dalle investigazioni sono emersi episodi di favoritismo a vantaggio della ditta Ego Eco di Ciummo Vittorio da parte della struttura municipale, mediante illegittime proroghe del servizio a beneficio della citata società; in cambio, e per effetto di accordi corruttivi, Ciummo avrebbe elargito diverse utilità a favore degli amministratori pubblici: segnatamente la somma complessiva di 30.000 € (corrisposta in più soluzioni a Rumolo Oscar), l’assunzione di diverse persone politicamente raccomandate, nonché la somma di € 5.000 a titolo si sponsorizzazione della squadra di calcio di Lacco Ameno (somma materialmente corrisposta al Rumolo).

Quanto al Comune di Monte di Procida, l’indebito affidamento dell’appalto alla Ego Eco sarebbe avvenuta mediante alterazione dei meccanismi della gara, affidata alla suddetta società nonostante questa difettasse di alcuni requisiti previsti dal bando di gara. La turbativa d’asta sarebbe stata resa possibile grazie all’accordo illecito raggiunto tra Rumolo Oscar (operante in nome e per conto dell’allora consigliere provinciale De Siano Domenico), Iannuzzi Franco e Di Matteo Giulia (rispettivamente Sindaco e Segretario generale di Monte di Procida), a beneficio della società di Ciummo Vittorio. Anche in tal caso, a fronte dell’affidamento dell’appalto, vi sarebbero state varie controprestazioni da parte dell’imprenditore, ovvero la corresponsione di ulteriori somme di denaro al Rumolo (longa manus ed intermediario di De Siano), l’offerta di somme di denaro a Iannuzzi e l’impegno ad effettuare i rifornimenti di carburante per gli automezzi dedicati al servizio della raccolta rifiuti presso una stazione di servizio appartenente a soggetto gradito ad esponenti politici locali.

Quanto al Comune di Forio d’Ischia, sono emerse plurime collusioni dei pubblici ufficiali con imprenditori tra loro concorrenti, ovvero Gallo Carmine e Savoia Carlo, per la CITE., Ciummo Vittorio ed Antifono Salvatore, per la Ego Eco. Infatti, per un verso vi sarebbero state elargizioni di denaro da parte della Cile, in cambio di una serie di controprestazioni affidate -su indicazioni di De Siano e Rumolo, quest’ultimo nella qualità di presidente della commissione di gara- a Rando Vincenzo, responsabile del procedimento: questi avrebbe consentito alla società di partecipare alla gara benché priva di alcuni requisiti previsti a pena di esclusione, avrebbe modificato il bando dopo la scadenza del termine per la presentazione delle offerte, ed avrebbe attribuito punteggi superiori, tal modo consentendo alla stessa C.I.TE. di aggiudicarsi la gara stessa. Per altro verso, intanto, sarebbero intervenute varie elargizioni da parte della Ego Eco di Ciummo Vittorio che, per il tramite di Antifono Salvatore, avrebbe offerto somme di denaro a Rumolo (presidente della Commissione di gara e longa manus di De Siano Domenico), avrebbe consegnato 15.000 € a Rando Vincenzo (per ottenere la sostituzione della busta con l’offerta di partecipazione alla gara) ed ulteriori somme ad altro politico locale per ottenere informazioni sui punteggi di gara, in tal modo incidendo negativamente sul regolare svolgimento della gara stessa.

In virtù della stabilità dei rapporti -che vanno anche al di là delle specifiche vicende oggetto di contestazione- e della pluralità degli episodi illeciti, agli indagati Ciurmino, Antifono, Rumolo e De Siano è altresì cóntestata la partecipazione ad una associazione per delinquere finalizzata alla corruzione ed alla turbata libertà degli incanti; secondo la già ricordata ricostruzione dei fatti operata dalla Procura e fatta propria dal GIP, vi sarebbe una perfetta coincidenza di interessi tra il versante imprenditoriale (rappresentato da Ciummo ed Antofono) ed il versante politico (rappresentato da Rumolo e De Siano), testimoniato anche dalla diuturna attività di procacciamento di tesserati -anche falsi od oggetto di compravendita- operata da Rumolo in vista delle elezioni del 2012 al congresso provinciale della compagine politica cui appartiene De Siano, al fine di far apparire la corrente di quest’ultimo come la più votata all’interno del partito.