Fondi / I consiglieri del PD contro il piano di dimensionamento scolastico deciso in Provincia

FONDI – I consiglieri del gruppo consiliare del Partito Democratico di Fondi Maria Civita Paparello, Luigi Parisella e Mario Fiorillo disapprovano le scelte dell’amministrazione provinciale sulla riorganizzazione delle scuole superiori di Fondi.

“Abbiamo sempre sostenuto – si legge nella nota – la necessità di provvedere alla riorganizzazione delle scuole superiori di Fondi. L’ITC De Libero e il Liceo Gobetti non possono continuare ad avere il dirigente e il direttore dei servizi reggenti, cioè titolari in un’altra scuola più grande e, conseguentemente, solo “a mezzo servizio” in questi due istituti.

In questa ottica, alcuni di noi hanno anche parzialmente condiviso la proposta del Sindaco De Meo e della Giunta comunale di prevedere un riassetto con due istituti, uno che raggruppa gli istituti tecnici e l’altro i licei. In questo modo si sarebbe risolto il problema dell’attuale “sottodimensionamento” del De Libero e del Gobetti, creando due istituzioni scolastiche di giusta dimensione (700/800 studenti ciascuna), rispondenti, per di più, alle linee di indirizzo nazionali e alle linee guida regionali che sollecitano la costituzione di poli tecnici e, comunque, di scuole con indirizzi affini.

Questa scelta, inoltre, avrebbe in prospettiva consentito di ampliare l’offerta formativa del polo tecnico con l’istituzione di nuovi indirizzi di istruzione tecnica o professionale nel campo della meccanica o dell’energia.
Ma il Piano approvato dalla presidente della Provincia, Della Penna, rende irrealizzabile tutto ciò.

Riteniamo totalmente illogica e oggettivamente inspiegabile la dislocazione del polo tecnico nella sede più piccola e non ampliabile di via Appia. Quella sede riesce a malapena ad ospitare le attuali 31 classi del Pacinotti. Secondo il piano provinciale da quell’edificio dovrebbero “uscire” le 11 classi del Liceo Scientifico delle scienze applicate ed “entrare” le 21 classi del ITC De Libero. L’ITC, inoltre, avrebbe, comunque, bisogno, a dir poco, di almeno altri due laboratori “dedicati” (linguistico e economia aziendale) che dovrebbero aggiungersi a quelli già esistenti in quella scuola.

Va anche tenuto conto che l’edificio è stato costruito per ospitare un albergo, per cui molti locali destinati ad aula presentano pilastri al centro, pianta a “L”, piccole porte-finestre su terrazze invece che finestre di adeguata metratura. Inoltre non vi sono spazi esterni per l’Ed. Fisica: tutte le 42 classi (quindi tre classi contemporaneamente in ciascuna ora di lezione) dovrebbero utilizzare la palestra che è totalmente da ristrutturare, per le copiose infiltrazioni di acqua piovana e per la pavimentazione logora, e da insonorizzare.

Non convince neanche la motivazione dell’eccessivo costo dello spostamento del Pacinotti alla sede attuale del De Libero. Stime più attendibili di quelle fatte dai tecnici della Provincia fanno sommare a € 30/40.000 le spese necessarie, che comunque sarebbero ampiamente recuperate in un anno con i risparmi (spese per affitto della succursale, energia, manutenzione, funzionamento) derivanti dalla dismissione delle due sedi attuali del Liceo Classico.

Alla luce di tutte queste considerazioni e considerato il forte e motivatissimo dissenso manifestato dagli organi collegiali, dagli insegnanti, dal personale e dagli studenti del Pacinotti e del De Libero, riteniamo che, pur di non procedere a questa scelta esiziale per i due istituti, possa essere presa in considerazione anche l’ipotesi dell’istituzione di un solo Istituto di istruzione superiore che raggruppi tutte le scuole superiori di Fondi, che potrebbero continuare ad operare ciascuno nelle sedi in cui ora oggi sono.

Per far sentire il nostro forte dissenso rispetto alla scelta della presidente Della Penna, abbiamo coinvolto i nostri rappresentanti in Provincia e in Regione. Confidiamo nel loro intervento in modo che la stessa Amministrazione Provinciale ritorni sulla sua improvvida deliberazione o, in seconda istanza, che la Regione, cui spetta la parola definitiva sull’argomento, intervenga a prospettare soluzioni che abbiano almeno le caratteristiche della logicità e della fattibilità”.

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