Fondi / Potenziato l’organico medico all’ospedale San Giovanni Di Dio

FONDI – Tre cardiologi, tre radiologi, due pediatri, la conseguente attivazione h24 del Laboratorio che supporta l’attività di Ostetricia e la messa in funzione della terza sala operatoria destinata al day surgery. Questo l’impegno definito da parte del dott. Alfredo Cordoni, direttore sanitario aziendale, nell’incontro avuto ieri, giovedi, con il personale medico del “San Giovanni di Dio” al fine di conferire al nosocomio di via San Magno una netta inversione di tendenza rispetto al precipizio rottamatore sul quale la struttura sembrava irreversibilmente incamminata.

Ne danno notizia Lucio De Santis, responsabile del Comitato pro Ospedale e il dott. Daniele Terenzio, della Fondazione “San Giovanni di Dio” e, insieme al compiacimento per i risultati per ora solo promessi, i due ricordano al dott. Cordoni “la necessità che tutti gli strumenti operativi fino a qualche tempo fa in Chirurgia e che avevano fatto di quel reparto un’autentica eccellenza nel settore, vengano sistematicamente riattivati.

Lo richiedono il tasso demografico che caratterizza il comprensorio che gravita sull’ospedale di Fondi (dalla Piana, con i comuni di Fondi, Lenola, Monte San Biagio, Sperlonga e Campodimele, per comprendere anche Itri, Pico, Vallecorsa e Pastena, oltre alle partorienti che spesso scendono da Sabaudia, Terracina, Priverno e altri centri), la  difficoltà a collegarsi con la realtà ospedaliera della Capitale per via di una rete viaria totalmente insufficiente e una sempre più marcata disattesa della domanda che l’utenza rivolge al nosocomio di Formia e della vicina Terracina.

Anche il comune di Fondi, con una nota del sindaco Salvatore De Meo, plaude ai risultati finora assicurati a parole e proprio al comune, De Santis e Terenzio, per conto delle rispettive associazioni, chiedono che, in occasione del consiglio comunale appositamente dedicato alle problematiche dell’ospedale, così come promesso dal primo cittadino in occasione dell’incontro con il Comitato Pro Ospedale e con la Fondazione “San Giovanni di Dio”, si ponga l’accento su queste assicurazioni verbali affinchè diventino al più presto scelte operative tradotte in atti concreti.

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