Fondi / Mof, la rivolta degli operatori: “Ora basta, non abbiamo nulla a che fare con la camorra”

FONDI – “Vogliamo con tutta la nostra forza e con la forza della nostra onestà dire BASTA una volta per tutte alle campagne diffamatorie che ciclicamente vengono messe in atto contro il Centro Agroalimentare all’Ingrosso di Fondi e i suoi Operatori!” Sono gli operatori della struttura di viale Piemonte che rifiutano la classificazione totalmente negativa delle pur composita realtà, vanto dell’economia fondana e della Piana.

“Ogni volta che un filone di indagini nate anni fa genera aggiornamenti e sviluppi di inchiesta, -prosegue la nota- la stampa riempie pagine e pagine di titoloni ed accostamenti tra attività malavitose ed il Centro Agroalimentare di Fondi, che viene così presentato sempre come luogo di radicazione di interessi illeciti. Ora basta!!!! L’uso superficiale di parole, insinuazioni, collegamenti assolutamente inesistenti tra malavita e operatori sani ha fatto sì che negli ultimi anni alla parola MOF fossero automaticamente accostate parole che ci rifiutiamo persino di citare, tanto sono lontane da noi!

Questo modo assolutamente improprio di gestire e veicolare le informazioni ha prodotto un danno di immagine enorme agli operatori del Centro Agroalimentare di Fondi, persone operose che hanno fatto da sempre, da generazioni, del sacrificio il loro vanto, della dedizione al lavoro il loro miglior pregio, dello sforzo costante per gestire le proprie attività, anche in momenti di difficoltà, la propria mission.

Se il Centro Agroalimentare di Fondi può vantare numeri importantissimi circa i quintali di ortofrutta commercializzata ogni anno, e circa i prodotti di eccellenza che solo qui si riescono a produrre, lo fa solo ed esclusivamente perché gli operatori hanno impegnato ed impegnano ogni santo giorno, dall’alba al tramonto, tutte le loro energie per un unico obiettivo: il sano sviluppo delle proprie aziende, che fa del CAAF un centro di eccellenza universalmente riconosciuto!

Noi siamo i primi a chiedere alle forze dell’ordine di tutelare l’economia sana della nostra città. Noi stessi abbiamo chiesto che si utilizzasse una palazzina dal Mercato come nuova sede della Polizia. Noi per primi abbiamo l’interesse a tutelare le nostre aziende ed il nostro buon nome da qualsiasi rischio di illiceità. E lo facciamo da sempre. E da sempre difendiamo a testa alta il nostro sano e buon nome. Senza fermarci davanti ad una penna, che –conclude la nota- può fare più male di una spada”.

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