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Formia / Lavori al pronto soccorso dell’ospedale “Dono Svizzero”, il Comune rivela il carteggio con la Asl

FORMIA – Il sindaco di Formia faccia chiarezza sulla reale interlocuzione avviata dal comune con l’Asl di Latina e con tutte le sue articolazioni periferiche sui lavori di ampliamento e adeguamento del pronto soccorso dell’ospedale Dono Svizzero. Chiarisca soprattutto cosa voleva dire “facendo seguito ai precedenti incontri avvenuti presso il comune di Formia” sull’argomento per il quale è stato convocato mercoledì 27 marzo, alle ore 16, un consiglio comunale monotematico.

I capigruppo consiliari di “Prima Formia” e di “Un’altra città”, Paola Villa e Antonio Di Rocco, non si sono dichiarati “assolutamente soddisfatti” delle carte che, sollecitate sabato mattina al sindaco Taddeo nel corso della conferenza dei capigruppo in cui era assente, hanno avuto via Pec nel medio pomeriggio dal presidente del consiglio comunale Pasquale Cardillo Cupo. E’ un mini carteggio che non soddisfa parte delle minoranze perché “apparentemente incompleto”. Lo inaugura il Sindaco con una lettera del 18 marzo scorso, giorno in cui scrive all’allora direttrice generale dell’Asl Silvia Cavalli, al direttore sanitario del polo ospedaliero sud Pino Ciarlo, al dirigente Uoc tecnico e patrimonio della stessa Asl Cesare Rinaldi e al primario, il dottor Paolo Nucera, della stessa divisione che lunedì diventerà un cantiere.

Vi si sollecitavano, “facendo seguito ai precedenti incontri avvenuti presso il comune di Formia, aggiornamenti in merito alla definizione degli aspetti progettuali ed eventualmente copie degli elaborati grafici”. Se questi sono gli stessi di cui le stesse minoranze chiedono di avere copia, il sindaco di Formia, impegnato legittimamente a dare “informazioni corrette alla cittadinanza, chiedeva di conoscer le modalità attraverso le quali saranno svolte le attività di assistenza dei pazienti e l’erogazione dei servizi all’interno della tensostruttura che sarà posizionata nell’area adiacente al pronto soccorso”.

Al comune di Formia sono arrivate due lettere dal “Dono Svizzero” dopo la richiesta di chiarimenti del Sindaco. La prima è di mercoledì 20 marzo e a firmarla sono stati il direttore sanitario Ciarlo ed il primario Paolo Nucera. In effetti hanno spiegato cosa sarebbe avvenuto operativamente da lunedì 25 marzo con il nuovo pronto soccorso ricavato all’interno della tensostruttura utilizzata durante l’emergenza Covid aggiungendo che “l’attuale reparto di medicina d’urgenza passerà da sette a cinque posti letto poiché l’utilizzo della stanza a due letti diventerà una zona spogliatoio del personale medico nelle more della fornitura di un nuovo container”.

I dottori Ciarlo e Nucera aveva riferito al comune che il 15 marzo scorso c’era stato con i primari del “Dono Svizzero” per definire sostanzialmente che i pazienti pediatrici e neuropsichiatrici in codice bianco-verde e azzurro by passeranno il “nuovo Pronto soccorso per arrivare direttamente nei reparti di competenza.

Il direttore sanitario ed il primario del Pronto soccorso del “Dono Svizzero”, inoltre, avevano annunciato al Comune che il 20 marzo avrebbero incontrato i coordinatori delle Ucp dei pediatri di libera scelta per concordare con loro stessi “ulteriori accorgimenti per limitare l’accesso dei codici a bassa intensità di cura e redigere un volantino da inviare agli stessi pediatri, agli asili e alle scuole primarie”. Questo importante step comunicativo è stato eseguito? Il comune di Formia afferma di non averne avuta traccia. Resta il fatto che nel primo pomeriggio del 21 marzo il solo direttore sanitario Ciarlo – la mattina aveva incontrato in ospedale il sindaco Taddeo e la presidente della commissione sanità (nonché capogruppo consiliare di Forza Italia) al comune di Formia Caterina Nocella – firmava una lettera questa volta indirizzata al direttore facente funzione del distretto 5 Paolo Fusco, al direttore sanitario aziendale Sergio Parrocchia e all’ormai partente direttore generale della stessa Asl Silvia Cavalli per ribadire quanto aveva scritto il giorno prima al sindaco di Formia sulla nuova gestione delle attività di pronto soccorso e, per certi versi, per tranquillizzare la stessa amministrazione comunale.

In sintesi, i lavori di ristrutturazione e di ampliamento dei lavori del Pronto Soccorso “comporteranno inevitabili disagi ma la direzione sanitaria, unitamente a tutti gli operatori dell’ospedale, ha approntato delle misure strutturali ed organizzative per limitare il più possibile tali disagi”.

La seconda informazione tranquillizzante che il dottor Ciarlo trasmetteva ai suoi vertici aziendali era la seguente: “I lavori termineranno – secondo gli impegni delle ditte appaltatrici – presumibilmente entro il 15 giugno 2024”. Tutto qui.

I capigruppo Villa e Di Rocco, all’indomani della conferenza dei capigruppo di sabato mattina, sono del parere che la seduta del consiglio comunale di mercoledì pomeriggio “sarà un inutile parlarsi addosso”. La convocazione del presidente Cardillo Cupo è stata inviata esclusivamente ai 25 consiglieri comunali di Formia e “a nessun’altro” quando il Sindaco chiedeva in un allarmante comunicato stampa l’interessamento dei comuni del circondario, dei vertici dell’Asl di Latina (che è in attesa di conoscere ancora il nome del suo commissario straordinario) e finanche del presidente della Regione Francesco Rocca.

I capigruppo Villa e Di Rocco sostengono come il Comune sull’ospedale “Dono Svizzero” abbia svolto un ruolo passivo. L’Asl ha deciso quanto di sua competenza ed il Comune è intervenuto per chiudere il recinto dopo che i buoi sono scappati. A meno che la stessa amministrazione comunale – concludono i due esponenti di opposizione – chiarisca meglio cosa sia realmente avvenuto “nei precedenti incontri avvenuti presso il comune di Formia…”

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