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Ventotene / Minoranza disserta il Consiglio comunale: “manca il bilancio di previsione 2024-26”

VENTOTENE – E’ stato più veloce del consueto il consiglio comunale di Ventotene tornato a riunirsi giovedì con all’Ordine del Giorno quattro argomenti essenzialmente, tra cui la richiesta alla Regione di esercitare i poteri della sub-delega prevista dall’articolo 32 della legge regionale 24/1998, l’approvazione del nuovo regolamento del museo storico-archeologico “Luigi Iacono” e l’integrazione del regolamento per il funzionamento degli organi collegiali del comune isolano.

I consiglieri di minoranza della lista “Uniti per il bene di Ventotene – Buona Onda”, Gerardo Santomauro, Pasquale Bernardo e Domenico Malingieri hanno deciso di dare forfait ai lavori consiliari essenzialmente per il primo argomento inserimento nell’Ordine del Giorno: l’approvazione dei verbali delle sedute precedenti. E una ragione c’è o ci sarebbe stata: il verbale non completamente corrispondente allo svolgimento dell’argomento caratterizzante la deliberazione numero 9, avente ad oggetto “l’approvazione del bilancio di previsione finanziario 2024-2026”. A dire della lista “Buona Onda” è stato omesso di riportare a verbale quanto dichiarato dal capogruppo Pasquale Bernardo.

Prendendo la parola, chiese, prima di pronunciare la dichiarazione di voto sulla proposta di deliberazione a nome del gruppo, quanto segue:”Chiedo al segretario comunale di comunicare al consiglio l’elenco della documentazione che risulta allegata alla cartella a disposizione dei consiglieri perché manca il bilancio di previsione, nella sua formulazione per titoli, capitoli, articoli missioni, programmi, come previsto dalle norme di contabilità per gli Enti Locali e dal decreto legislativo 267/2000, risultando allegati solo prospetti riepilogativi che non abilitano i consiglieri ad esprimere il proprio voto in scienza e coscienza con informazioni complete come diritto dovere degli stessi consiglieri”. Il segretario procedette ad aprire la cartella a disposizione dei consiglieri per il punto all’ordine del giorno ed il silenzio e l’imbarazzo generale della maggioranza furono interrotti dal sindaco Carmine Caputo.

A suo dire “il bilancio è stato approvato dalla Giunta da più di un mese ed anche lei ne è venuto a conoscenza e poteva fare emendamenti e chiederlo prima”. Emerse quindi tacitamente – secondo le minoranze consiliari – che il bilancio di previsione 2024-2026 non risultava allegato agli atti, mentre per il Sindaco il diritto del consigliere si esercita recuperando il documento dall’Albo Pretorio a seguito della deliberazione della Giunta. Dopo questa dichiarazione, il consigliere Bernardo il 9 gennaio scorso chiese al sindaco ed al capogruppo di maggioranza di riferire al consiglio almeno il gettito Tari ed Imu del comune di Ventotene. E anche in quella circostanza c’era stato il silenzio da parte del sindaco mentre il capogruppo di maggioranza aggiungeva… che tanto c’è il parere del revisore”.

Per “trasparenza e conformità degli atti” i consiglieri Gerardo Santomauro, Domenico Malingieri e Pasquale Bernardo ora hanno chiesto che il verbale numro 9 del 9 gennaio scorso riporti fedelmente quanto sopra riferito e “la mancata precisazione nel verbale dei fatti e delle dichiarazioni nella loro completezza ci obbligherà ad adire ogni procedura giudiziaria per la tutela del proprio mandato“. I rappresentanti delle minoranze intanto hanno scritto una precisa lettera al sindaco Caputo chiedendo di avere il bilancio di previsione 2024-2026 “nella sua completa esposizione poiché né all’albo pretorio né sul portale amministrazione trasparente del comune risulta pubblicato nella sua completezza come previsto per le entrate e le uscite, rispettivamente per titoli, tipologie, categorie , capitoli, articoli e missioni, programmi, titoli, capitoli, articoli. Solo la perfetta conoscenza delle previsioni nella loro completezza abilita il consiglio alla conoscenza dello stato delle finanze comunali ed a deliberare le previsioni avendone riscontrato la congruità delle entrate autorizzatorie della spesa e quindi degli equilibri di finanza pubblica”.

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