Cronaca

Arce / Omicidio Serena Mollicone, in aula per la settima udienza del Processo d’Appello

ARCE – Santino Tuzi quando raccontò due volte tra la fine di marzo e gli inizi di aprile 2008 di aver visto Serena Mollicone entrare nella Caserma dei Carabinieri di Arce la mattina del 1 giugno 2001 diceva la verità, senza alcuna pressione degli inquirenti che lo interrogavano negli uffici della Procura di Cassino. Come da previsione si è rinnovata la battaglia tra le parti civili nella nuova udienza, la settima, del processo di secondo grado per l’omicidio della studentessa di Arce. A valutare le risposte fornite dal brigadiere di Sora, poi suicida il 9 aprile di 16 anni fa, è stata la dottoressa Laura Volpini, la psicologa forense che, indicata dall’avvocato Dario De Santis, legale di parte civile di Antonio Mollicone, ha difeso la veridicità delle dichiarazioni rese da Tuzi che quando ha deciso di collaborare con gli inquirenti l’ha fatto senza mai essere suggestionato dai suoi interlocutori.

Nel controinterrogatorio della Volpini è stato di tutt’alto avviso uno dei legali difensori di Franco, Marco e Annamaria Mottola, l’avvocato Mauro Marsella. A suo dire Santino Tuzi non ha fatto altro che rispondere con monosillabi alle domande degli inquirenti. Davanti i giudici della prima sezione della Corte d’Assise d’appello è intervenuta anche l’attuale assessora regionale alla sicurezza Luigi Regimenti che, in qualità di medico legale indicata dalla parte civile di Armida Mollicone, ha ricostruito la sua dinamica omicidiaria sulla morte di Serena. E’ arrivata a due conclusioni: la studentessa non è stata uccisa nel boschetto di Fonte Cupa e poteva essere salvata se soccorsa in tempo.

Secondo la sua ricostruzione medico legale tra il colpo contro la porta del bagno dell’alloggio sfitto della caserma e la morte avvenuta per asfissia sono intercorse diverse ore. Ci fu il tempo – a suo dire – per soccorrere e salvare Serena. L’udienza di mercoledì è terminata con la depozione di due testi civili della Procura generale. In aula sono comparse due amiche di Serena, Maria Lucia Di Pastena e Patriarca Laura. Hanno dichiarato come la studentessa di Arce fosse più bassa di loro e, dunque, la sua altezza doveva essere compatibile con quella del foro della porta contro la quale sarebbe stata mortalmente scaraventata. Se per un’indisposizione fisica del criminologo Carmelo Lavorino è stata rinviata al 12 febbraio la deposizione dei primi tre periti indicati dalla difesa della famiglia Mottola, si tornerà in aula il 6 febbraio con l’interrogatorio di alcuni investigatori citati dalla Procura generale.

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