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Gaeta / Lavori ex vetreria Avir, la Minoranza chiede la revoca del doppio incarico alla ditta appaltratrice

Questa fretta fa partorire i gattini ciechi. Hanno fatto ricorso a questa massima popolare le minoranze consiliari al comune di Gaeta che hanno chiesto, quasi in ginocchio, all’amministrazione Leccese di revocare la determina dirigenziale del 23 gennaio con cui il comune ha affidato, fuori busta, i lavori per la riqualificazione all’interno dell’ex vetreria Avir all’”Unyon Consorzio Stabile Scarl”. I consiglieri comunali Emiliano Scinicariello (Pd), Sabina Mitrano (Gaeta Comunità di Valore) e Franco De Angelis (Insieme con Silvio D’Amante) tengono a precisare come questo affidamento del dirigente Antonio Di Tucci sia fuori sacco nel senso che ““sfornato” come extra contratto a favore dell’impresa aggiudicataria della gara indetta con i fondi del Pnrr per la realizzazione sempre a favore dell’ex Avir di interventi di bonifica, pulizia e puntellamento.

I consiglieri Scinicariello, Mitrano e De Angelis contestano apertamente il contenuto della motivazione cui è ricrorso l’ingegner Di Tucci. E, cioè, che “a seguito di accertamenti e ricognizioni visive dell’area oggetto dei lavori, è stata evidenziata la necessità di eseguire ulteriori indagini indispensabili ad implementare la conoscenza delle caratteristiche e delle condizioni della struttura oggetto dei lavori e finalizzate alla redazione di un (?) migliore progettazione”. Ma non è finita. Le minoranze considerano “poco convincente” anche la seconda parte della motivazione dell’incarico bis all’”Unyon Consorzio Stabile Scarl. Più esattamente “per accedere all’immobile ed effettuare i dovuti rilievi atti ad acquisire le suddette informazioni, è emersa la necessità ed opportunità di mettere in essere idonee opere provvisionali di pulizia e puntellamento, per garantire la sicurezza”.

“E così, prontamente (fin troppo, diremmo!), l’ufficio competente – rimarcano i consiglieri di minoranze ricorrendo ad una necessaria ironia – ha effettuato una stima per l’importo di 148.992,73 euro. Tanto per cambiare, è di poco inferiore alla soglia minima di legge, 150mila euro, così da poter procedere per affidamento diretto, senza la necessità di consultare altri operatori, ed ha chiesto alla società “Unyon Consorzio Stabile SCARL’ la disponibilità ad effettuare l’intervento.

Gli interrogativi che pongono i consiglieri Scinicariello, Mitrano e De Angelis nella richiesta di revoca della determinazione del dirigente Di Tucci non appaiono essere tanto banali. Tutt’altro: ma la società che ha partecipato alla prima gara Pnrr, aggiudicandosela, non ha visionato i luoghi prima di presentare l’offerta? E, partecipando alla gara, non ha dichiarato di aver preso visione dei luoghi, del progetto, degli elaborati, dei costi, e di aver considerato remunerativo l’appalto? Per i tre esponenti di minoranza “la risposta a queste domande si ritrova, senza troppe difficoltà, negli atti di gara. Il Bando di gara prevedeva infatti espressamente, per la partecipazione alla gara, l’obbligo di dichiarare “di aver esaminato gli elaborati progettuali, di conoscere e aver verificato tutte le condizioni che possono portare a formulare l’offerta… di essersi recati sul luogo, di conoscere e aver verificato tutte le condizioni che possono influire sulla esecuzione dei lavori e sulla articolazione dell’offerta”, oltre che “obbligo di sopralluogo assistito in sito”. Questa stessa dichiarazione veniva prevista nel Disciplinare di Gara.

Il progetto definitivo oggetto di gara, inoltre, nella relazione descrittiva, conteneva l’analisi dello stato di fatto della struttura, con circa trenta fotografie che rappresentano lo stato dei luoghi, “per cui ci resta difficile pensare che al momento dell’offerta gli operatori economici non fossero al corrente delle condizioni della struttura da prevederne i costi di messa in sicurezza e puntellamento”.

La richiesta di revoca della determina dirigenziale – a dire dei consiglieri Scinicariello, De Angelis e Mitrano – poggia su una circostanza. L’affidamento alla “Unyon Consorzio Stabile SCARL” appare “del tutto irragionevole e non motivato dagli atti di gara e dalle dichiarazioni obbligatorie prodotte dall’operatore in sede di gara. Si tratta di un chiaro aggravio di costi che, in caso di mancata revoca, dovrebbe essere sottoposto al vaglio della Corte dei Conti, in quanto possibile danno erariale per le casse dello Stato. Non intendiamo rassegnarci ad un modo di operare irrispettoso delle risorse pubbliche, né alla leggerezza con la quale – concludono i tre firmatari della richiesta – la politica locale produce atti dal contenuto a dir poco opinabile. La nostra attività di controllo di ogni atto amministrativo non si fermerà, altro che “iper produzione incessante di atti”, anche se avremmo preferito parlare solo di politica, e riferire la nostra attività al solo interno del palazzo comunale”.

Intanto, dopo la delibera di Giunta di riorganizzazione dell’organigramma del comune, è stato pubblicato, in ritardo, (lunedì) il quarto decreto, il numero 5/2024, del sindaco Leccese con cui sono state ufficialmente ridimensionate le competenze assegnate all’architetto Stefania Della Notte. Guida dalla giornata di lunedì il dipartimento “Rifiuti urbani, ambiente, ecologia ed ecostenibilità” che, a sua volta ha giurisdizione “soltanto” sulla gestione integrata dei rifiuti, ambiente e pulizia ambientale”. Il decreto di nomina all’architetto Della Notte è arrivato con qualche giorno di ritardo rispetto a quelli notificati alla segreteria comunale Patrizia Cinquanta (con alcuni interim), all’ingegner Di Tucci e al neo responsabile del settore urbanistica Pietro D’Orazio.

Il presidente della commissione Trasparenza del comune, il consigliere De Angelis, ha dichiarato “per nessuna ragione al mondo di stare nei panni del dirigente Della Notte. Attendo da settimane di avere alcune risposte tra tutte quelle più importanti sono: come ha potuto lavorare la De Vizia per 9 mesi senza contratto? come ha potuto il DEC nei 9 mesi dire che tutto era regolare in assenza di contratto? Sinora abbiamo assistito ad un rimballo di responsabilità tra la dirigente e la segretaria comunale Cinquanta. E onestamente l’architetto Della Notte – ha concluso il consigliere De Angelis – aveva poche responsabilità essendo alla guida del settore soltanto dal 1 settembre 2023. Ora cambia tutto. La responsabile del dipartimento ora è lei e sappia che ufficialmente che le chiederemo quanto ci serve per fare chiarezza sull’intera procedura di gara”.

Dopo il danno (la perdita del demanio e del Suap), ora anche la beffa?

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