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Ventotene / Venti di crisi in Giunta, sullo sfono i festeggiamenti di Santa Candida: il caso Pino Pepe

VENTOTENE – C’è un caso Pepe nell’amministrazione comunale di Ventotene? I prossimi potrebbero essere giorni determinanti per dirimere una complicata controversia politico-amministrativa nella Giunta capitanata dal sindaco Carmine Caputo: le presunte dimissioni del vice sindaco e assessore con deleghe al territorio, Ambiente e Affari istituzionali Giuseppe “Pino” Pepe. Se l’interessato non conferma e tantomeno smentisce, diversi rappresentanti della maggioranza consiliare considerano “certa” la presentazione di Pepe di una lettera con cui si sarebbe dimesso dal ruolo di “vice” del sindaco Caputo.

“Mancanza collegialità nelle decisioni più importanti adottate dalla Giunta” sarebbe stata la motivazione con cui il vice sindaco Pepe avrebbe presentato una lettera di dimissioni nelle mani del sindaco Caputo pur senza passare – a quanto pare – dal protocollo generale del comune di Ventotene. Che sia in atto una fibrillazione pesante ai vertici dell’amministrazione comunale lo confermerebbe la convocazione di una riunione di maggioranza di “chiarimento” per mercoledì prossimo. Ma cosa sarebbe successo per motivare il vice sindaco Pepe a percorrere – o almeno – i tornanti che conducono all’Aventino di piazza Castello? Sullo sfondo ci sarebbe una banale ordinanza, la numero 18, del sindaco Caputo del 18 settembre.

Il comune di Ventotene di fatto autorizzava – come avveniva da sempre – i locali isolani a rimanere aperti sino alle 4 nella notte tra il 20 ed il 21 settembre a conclusione della processione e della rinomata festa patronale di Santa Candida. La richiesta era stata formalizzata da alcuni consiglieri comunali che manifestavano l’interesse “a continuare una tradizione esistente secondo la quale l’attività musicale (è quella che in effetti si chiedeva l’autorizzazione) in occasione della festività di Santa Candida venga prorogata sino alle ore 4”.

Il vice sindaco Pepe, che è un apprezzato imprenditore turistico impegnato soprattutto nel settore immobiliare, era favorevole a continuare questa tradizione – che di fatto conclude con la festa patronale l’intera stagione turistica – ma per decidere di rassegnare le sue dimissioni o alzare la voce si sarebbe reso conto che qualcuno, dentro o all’esterno dell’amministrazione, non era proprio d’accordo per prolungare l’attività musicale dei locali dell’isolana sino alle ore 4 del 21 settembre. E il motivo? Se fosse veritiero, sarebbe davvero inverosimile: tra i richiedenti a prolungare per una notte l’attività musicale a favore dei giovani c’era anche Domenico Malingieri che è un operatore turistico nella zona sovrastante la spiaggia di Cala Rossano ma è anche uno dei tre consiglieri comunali d’opposizione insieme all’ex sindaco Gerardo Santomauro e all’ex assessore al bilancio Pasquale Bernardo.

Bocciare questa richiesta per mandare un segnale ostile nei confronti delle minoranze sarebbe stato un caso davvero clamoroso ma che ci sia stata una volontà a respingere l’istanza lo dice e scrive lo stesso sindaco Caputo nell’ordinanza 18 del 18 settembre scorso: “….Purtroppo – osservava – la decisione contraria non è stata valutata nei tempi necessari per portare a conoscenza dei cittadini (questa sarebbe stata la motivazione per un ventilato diniego) una valutazione riguardante un’attività che da anni viene autorizzato”. Questo comportamento dei vertici dell’amministrazione comunale avrebbe mandato su tutte le furie il vice sindaco (o ex) di Ventotene che per rendere esecutive le sue eventuali dimissioni dovrebbero pensarci un po’.

Nel corso della passata consiliatura la maggioranza Santomauro aveva approvato una modifica al regolamento del consiglio comunale in base alla quale a Ventotene non è automatico – come succede in tutti i comuni aventi una popolazione inferiore ai 15mila abitanti – che l’assessore dimissionario resti comunque consigliere comunale e viceversa.

Questo accorgimento fu adottato per evitare un “appesantimento” istituzionale tra le figure di assessore e quello di consigliere comunale. Non è un caso che Pepe il 12 giugno 2022 venne regolarmente eletto consigliere comunale nelle fila della maggioranza vincitrice delle elezioni amministrative ma fu costretto a dimettersi per essere surrogato da Cataldo Matrone. Intanto si attende la conclusione di questo fine settimana per capire se il caso Pepe potrebbe rientrare o esplodere definitivamente.

E qualora dovesse verificarsi quest’ultima ipotesi in base ad alcune indiscrezioni il presunto ed eventuale sostituto di Pepe potrebbe essere l’imprenditore del pane Gioacchino Aiello. Il barometro, dunque, indica tempesta nei rapporti all’interno dell’amministrazione comunale ventotenese che, alle prese con i guai giudiziari di alcuni consiglieri comunali di maggioranza, di suoi ex autorevoli e influenti rappresentanti e con l’ormai ex commissario straordinario di governo Giovanni Maria Macioce per il recupero del carcere di Santo Stefano, è inseguita dalle stesse minoranze consiliari che nei giorni scorsi hanno chiesto il pronunciamento del Tar (nel merito si esprimerà il 12 gennaio prossimo) a fronte di diverse illegittimità che lo scorso maggio avrebbero caratterizzato l’approvazione da parte della Giunta prima e del consiglio comunale poi del bilancio di previsione 2023 -2025 e dell’assestamento di bilancio 2022.

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