Cronaca

Spese pazze alla Regione Lazio, la Cassazione conferma la condanna per peculato dell’ex consigliere regionale Stefano Galetto

ROMA – La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da Stefano Galetto, ex consigliere regionale di Latina, contro la sentenza d’appello che aveva confermato la sua condanna nel caso delle “spese pazze” dei consiglieri regionali del Lazio. Galetto era stato condannato a due anni di reclusione per peculato per le spese sostenute durante il periodo 2010-2012, quando Renata Polverini guidava l’amministrazione regionale di centrodestra. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile a causa della scadenza dei termini di presentazione.

Nel processo di primo grado erano stati giudicati anche l’ex consigliere regionale Romolo Del Balzo, deceduto nell’agosto 2022, e altri coinvolti, tra cui Lidia Nobili, Paolo Campanelli e Mauro Borrelli. Secondo l’accusa, Galetto e Del Balzo avrebbero utilizzato in modo illecito i fondi a disposizione del gruppo regionale, gonfiando fatture e richiedendo rimborsi non dovuti.

Nel dicembre 2020, la seconda sezione penale del Tribunale di Roma aveva assolto Lidia Nobili e Paolo Campanelli dall’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato. Anche Romolo Del Balzo era stato assolto, mentre Galetto era stato condannato a due anni di reclusione con sospensione della pena.

Nel 2016, la Corte dei Conti aveva condannato Galetto e altri ex colleghi per lo stesso caso delle “spese pazze” del Lazio. Galetto era stato chiamato a risarcire 76.000 euro per pagamenti effettuati all’Unione Rugby Pontina. Prima delle elezioni che hanno portato alla vittoria del centrodestra nel Comune di Latina, Galetto era stato nuovamente coinvolto nel partito di Matilde Celentano, Fratelli d’Italia.

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