Cronaca

Sperlonga / Hotel “Grotta di Tiberio”: arriva l’ordine di abbattimento perchè “abusivo”

SPERLONGA – Sul procedimento penale, promosso con l‘ipotesi di reato di lottizzazione abusiva, da qualche tempo era calato il sipario per sopraggiunta prescrizione. Su quello amministrativo è arrivata ora l’ordinanza shock del dirigente del settore urbanistica del comune di Sperlonga Pietro D’Orazio: il complesso turistico-alberghiero “Grotta di Tiberio”, sino a qualche anno di proprietà del sindaco attuale ed ex presidente della Provincia Armando Cusani, va demolito completamente perchè abusivo. A disporlo ora, a sorpresa, è stato l’architetto D’Orazio che nelle 18 pagine della sua clamorosa ordinanza, oltre a tracciare la storia della complicata controversia tecnico-amministrativa della struttura ricettiva realizzato lungo la strada regionale Flacca, è andato oltre. Contrariamente al passato, l’ordinanza di demolizione del “Grotta di Tiberio” – dal 2019 di proprietà completamente del suocero del sindaco Chinappi, Erasmo Chinappi grazie alla vendita delle quote sino a quel momento di proprietà del primo cittadino – contiene anche l’annullamento dei titoli edilizi, ben tre, rilasciati dal 1992 in poi. Si tratta della concessione edilizia numero 5 del 26 giugno 1992 e dei permessi a costruire numero 83/2004 e di quello in variante numero 52 del 23 settembre 2005.

Il Comune di Sperlonga ha anche formalizzato un ultimatum alla proprietà del “Grotta di Tiberio”: la demolizione dovrà avvenire entro 90 giorni. In caso contrario, sarà irrogata una sanzione amministrativa di 20mila euro e la struttura sarà acquisita di diritto gratuitamente al patrimonio del comune di Sperlonga secondo quanto prevede il Dpr 380/2001.

Che la querelle sia sul punto di conoscere altri e possibili colpi di scena lo si evince da una diffida inviata dal privato, Carmine Tursi, confinante della struttura, che, sulla scorta dell’ordinanza di demolizione della ripartizione tecnica ha invitato la dirigente del Suap, lo sportello unico delle attività produttive dello stesso comune, Daniela Ilario, a far cessare ogni attività commerciale all’interna della struttura. Insomma l’invito è alla chiusura dell’albergo nel ‘cuore” della stagione turistica 2022. Tursi ha scritto, oltre ai due dirigenti D’Orazio e Ilario, anche al Ministero delle Infrastrutture, al Prefetto di Latina, al presidente della Regione Lazio e alla direzione regionale per la pianificazione territoriale paesistica ed urbanistica alla Procura regionale presso la Corte dei Conti.

“A Sperlonga la legge, nonostante l’ordinanza esecutiva del dirigente del settore urbanistica del comune, la legge non viene applicata – osserva Tursi nella sua diffida – in modo uguale per tutti. L’albergo continua a lavorare come se nulla fosse accaduto. Il dirigente del Suap non ha adottato sinora alcun provvedimento e la struttura ricettiva ha il tutto esaurito fino a settembre. In questo modo continuare ad ignorare l’ingiunzione di demolizione emessa da un dirigente dello stesso comune”.

Tursi si rivolge poi allo stesso Pietro D’Orazio ricordandogli che il tribunale di Latina, accertando come il “Grotta di Tiberio” sia una lottizzazione abusiva, abbia rimesso gli atti al settore urbanistica del comune “per quanto di sua competenza” dopo che la Procura ha impugnato la sentenza di non luogo a procedere per sopraggiunta prescrizione chiedendo alla Corte d’Appello di Roma di disporre la confisca dell’intera struttura.

L’ordinanza di D’Orazio ha incendiato il dibattito politico amministrativo al comune di Sperlonga. In attesa del pronunciamento del candidato a sindaco Vincenzo Viola sconfitto da Armando Cusani alle amministrative dello scorso ottobre si registra un durissimo scontro dialettico tra il capogruppo di una delle due forze di minoranza, Marco Toscano di Sperlonga Cambia, e del dirigente Dem ed ex capogruppo di opposizione Nicola Reale.

E’ evidente a tutti che la vicenda dell’hotel ‘Grotta di Tiberio’, fino a poco tempo fa di proprietà del sindaco Cusani, abbia influenzato la vita politica di Sperlonga. Allo stesso tempo, è evidente che la situazione in cui si trova il Comune di Sperlonga, con un Responsabile dell’ufficio Tecnico che ordina l’abbattimento di un albergo di cui era proprietario il Sindaco, quindi lo stesso soggetto che l’ha nominato, rappresenta – osserva subito Marco Toscano – un unicum dal punto di vista politico e amministrativo. Il fatto che il provvedimento venga definito “uno degli atti più duri e al tempo stesso di maggiore indipendenza dell’Ente nei confronti dell’amministrazione politica” è indicativo di come la vicenda, e quindi la situazione politica e amministrativa di Sperlonga, venga letta all’esterno”.

L’accertamento e la sanzione degli abusi edilizi sono compiti che spettano agli uffici tecnici ed eventualmente alla magistratura ma per il capogruppo Toscano “queste vicende finiscono per influenzare la vita politica di un’intera comunità, incidendo sul lavoro degli uffici comunali e sull’operato della macchina amministrativa. “Questo è solo l’ultimo in ordine di tempo dei tanti paradossi che caratterizzano la situazione politica del nostro paese. Paradossi che il nostro gruppo consiliare ha sempre evidenziato, con l’obiettivo di salvaguardare il fondamentale principio del buon andamento dell’azione amministrativa. Per molto tempo a Sperlonga ha prevalso la politica del doppio binario, che distingue tra cittadini di serie A e cittadini di serie B. Il provvedimento adottato dagli uffici comunali è sintomo che qualcosa sta cambiando, anche su questo fronte – ha concluso Toscano – Il nostro unico interesse è che l’amministrazione comunale lavori in modo efficace, imparziale e trasparente, offrendo risposte ai problemi dei cittadini e applicando a tutti le stesse regole”.

Durissimo l’attacco di Reale a Toscano, pur senza mai citarlo: “L’estensore riesce perfettamente nell’ardua impresa di non dire nulla, di non esprimere un giudizio, di non fare una proposta. Le parole si arrampicano l’una sull’altra e tutte insieme si arrampicano sugli specchi per dire al popolo sperlongano che l’Amministrazione comunale si trova in una situazione assurda e che il loro ‘unico interesse è che l’amministrazione comunale lavori in modo efficace, imparziale e trasparente, offrendo risposte ai problemi dei cittadini e applicando a tutti le stesse regole’. Insomma, roba forte per gente che dimostra di avere i cosiddetti “attributi”.

Reale ammette di aver agito diversamente se fosse stato in consiglio e avesse avuto il “furore rivoluzionario dei giovani di “Sperlonga Cambia”: “Ci saremmo limitati a bussare alla porta dell’ufficio della dirigente Sportello unico per le attività produttive e avremmo chiesto di sapere per quale misterioso motivo non abbia immediatamente provveduto (come impone la legge) a sospendere le attività commerciali dell’hotel oggetto del dell’ordinanza di abbattimento. Poi ci saremmo fatti accompagnare in macchina a Latina e saremmo andati a parlare con il Prefetto, facendogli presente che ha il dovere di intervenire con un provvedimento di decadenza del sindaco perché questi si trova in un gigantesco conflitto di interessi che non può più consentirgli di restare in carica”.

Reale polemizza con “Sperlonga Cambia” quando afferma di aver avuto ‘l’obiettivo di salvaguardare il fondamentale principio del buon andamento dell’azione amministrativa’: “Evidentemente si sono convinti che questo obiettivo si raggiunga meglio mantenendo il più possibile al suo posto l’attuale sindaco. Del resto nel Manuale delle Giovani Marmotte – conclude Reale facendo ricorso all’ironia – non si trovano le soluzioni a tutti i problemi”.

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