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Formia / “Albero di Falcone” sarà messo a dimora in piazza Vittoria, l’iniziativa di “Un’altra città”

FORMIA – Ieri mattina, presso il Comando della Stazione Parco dei Carabinieri Forestali di Sabaudia il presidente dell’associazione “Un’altra città”, Christian Lombardi, ha ricevuto  dai militari del Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari Carabinieri di Fogliano la talea dell’ “Albero di Falcone” .

L’idea – divenuta richiesta formulata al Comune – è quella di piantarla il 23 Maggio alle ore 17 a Piazza della Vittoria nell’aiuola posta su Via Vitruvio frontistante il Museo Nazionale. “Nel trentennale della Strage di Capaci dove furono barbaramente uccisi dalla mafia Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro oltre a restare ferite altre ventitre persone, abbiamo colto, grazie al diretto interessamento del Sottosegretario al Ministero della Transizione Ecologica On. Ilaria Fontana, l’opportunità di partecipare come associazione cittadina a questa iniziativa dal fortissimo valore simbolico presentata a Palermo presso l’aula bunker del carcere dell’Ucciardone lo scorso novembre nell’ambito delle iniziative della Giornata Nazionale degli Alberi” – spiega il presidente Lombardi.

L’ “Albero d Falcone” è un Ficus macrophillacolumnarismagnoleides e ricorda il Presidente di Un’altra città “è il fulcro di un percorso di educazione alla legalità ambientale, il Progetto Nazionale ‘Un albero per il futuro’, che è promosso dal Ministero e prevede la donazione e messa a dimora nelle scuole italiane di circa 500mila piantine: si tratta di un percorso di consapevolezza sull’importanza degli alberi per il contenimento dei cambiamenti climatici e la conservazione ambientale con il supporto dei Carabinieri della Biodiversità. L’albero che verrà piantato a Formia cresce nei pressi della casa del giudice assassinato nel 1992 dalla mafia e da esso, grazie alla collaborazione fra Carabinieri, Fondazione Falcone, Comune e Soprintendenza di Palermo, il Centro Nazionale Carabinieri per la biodiversità forestale di Pieve Santo Stefano di Arezzo ha prelevato alcune gemme che hanno consentito di riprodurre la pianta che ora viene distribuita alle scuole, agli enti e alle associazioni che ne fanno richiesta”.

In una città come la nostra, fortemente infiltrata dalla criminalità organizzata come documentano semestralmente i rapporti della Direzione Investigativa Antimafia, abbiamo ritenuto assolutamente di valore partecipare a questa iniziativa che come ha già detto Maria Falcone sorella di Giovanni, ha rappresentato l’avvio della resistenza civile contro la mafia,  oltre che presidio di legalità per tanti territori, strumento di trasmissione di memoria e impulso per la creazione di una società più giusta che rigetti i disvalori delle mafie ” – conclude Lombardi.

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