Sabaudia / Operazione “Dune”, attesa per la nomina del Commissario Prefettizio al Comune

Attualità Cronaca Politica Sabaudia

SABAUDIA – Potrebbe arrivare oggi, nelle fasi iniziali di una settimana molto attesa per gli sviluppi processuali dell’inchiesta “Dune”, la nomina da parte del Prefetto di Latina Maurizio Falco del nuovo commissario Prefettizio, il secondo consecutivo, del comune di Sabaudia. Ad agevolare non poco il compito del Prefetto di Latina è stata la decisione dei rappresentanti della maggioranza consiliare che sosteneva il sindaco dimissionario Giada Gervasi di rassegnare le dimissioni dopo il terremoto scoppiato lunedì scorso con la notifica di 16 misure cautelari sulla illegittima gestione delle concessioni balneari e demaniali, una delle quale aveva raggiunto il sindaco civico di Sabaudia.

La decisione dell’avvocato Gervasi di dimettersi non aveva risolto completamente i problemi di gestione dell’attività amministrativa del comune. La Prefettura avrebbe dovuto attendere i 20 giorni previsti dalla legge perché diventassero irrevocabili le dimissioni dall’incarico dell’ex sindaco di Sabaudia. La scelta dei suoi consiglieri di maggioranza di dimettersi in blocco hanno facilitato non poco il compito del Prefetto di Latina che – come detto –oggi potrebbe nominare il nuovo commissario Prefettizio del Comune chiamato a traghettare il comune al voto amministrativo che comunque si sarebbe dovuto svolgere il prossimo maggio.

Intanto, sempre oggi – 28 febbraio –  proseguiranno gli interrogatori di garanzia iniziati mercoledì scorso con i primi cinque indagati (Edoardo Piovesana, Quirino Alessi, Alessandro Rossi, Gianni Giuseppe Polidoro e Stefano Malinconico) comparsi davanti il Gip del Tribunale di Latina Giorgio Castriota per respingere le accuse o avvvalersi della facoltà di non rispondere in merito alle accuse piovutegli dalla Procura di via Ezio: peculato, corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità, turbata libertà degli incanti e del procedimento di scelta del contraente e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atto pubblico. In due giorni il Gip che ha firmato i provvedimenti restrittivi – 12 ai domiciliari e quattro con il divieto di dimora a Sabaudia e l’interdizione dai pubblici servizi per un anno – ascolterà i rimanenti indagati: l’ex assessore del Comune di Sabaudia Angelo Innocenzo D’Erme; Giuseppe Pellegrino, Erasmo Scinicariello, supervisore dei lavori per la Coppa del mondo; il funzionario comunale Riccardo Guglielmi, l’ex direttore del Parco nazionale del Circeo Paolo Cassola; Angelo Mazzeo, appuntato dei carabinieri in servizio presso la stazione forestale del Parco; Sandro Dapit, consigliere comunale di maggioranza con delega ai lavori pubblici; il direttore generale del Comitato Sabaudia MMXX per i Mondiali di canottaggio Luigi Manzo; il dirigente lavori pubblici nonché ex assessore comunale a Pontinia Giovanni Bottoni, Fabio Minotti e l’ex sindaco di Sabaudia Giada Gervasi.

Un fatto è certo. L’interrogatorio dell’ex primo cittadino, difeso dall’avvocato Gianni Lauretti, è in programma martedì mattina e concluderà questa prima fase processuale che è arricchita di due sospensioni decise ai danni di due indagati eccellenti. L’amministrazione Provinciale ha provveduto a sospendere dal servizio Edoardo Piovesana, ha fatto altrettanto il comune di Pontinia nei confronti del consigliere ed assessore Giovanni Bottoni che nell’operazione “Dune” è stato coinvolto in qualità di dirigente del settore Lavori Pubblici del comune di Sabaudia.

L’ex sindaco di Pontinia Carlo Medici ha chiamato in causa il suo successore Eligio Tombolillo: “In questi giorni si è trincerato nel silenzio, facendo finta che nulla fosse accaduto. Così non è: Giovanni Bottoni, a causa delle restrizioni comminate, non poteva più materialmente esercitare il ruolo di Assessore e Consigliere comunale. L’assessore Bottoni era destinatario di deleghe importanti: lavori pubblici, programmazione, patrimonio, assetto idrogeologico ed arredo urbano. Crediamo sia dovere del sindaco dare continuità a queste importanti funzioni che non possono restare senza guida e non crediamo sia utile che le assuma egli stesso come timidamente affermato a mezzo  stampa. Crediamo che sia necessario un rapido ripristino della piena operatività dell’ente e il sindaco deve favorirlo nominando un uomo o una donna capace, che si possa dedicare h24, eventualmente un tecnico esterno al Consiglio comunale. In caso contrario, si dovrà assumere la responsabilità politica nei confronti dei cittadini per ignorare l’importanza del momento di rilancio economico ed infrastrutturale”.