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Formia / Porto “Marina di Cicerone”: verso un accordo tra Comune e società privata per il risarcimento

FORMIA – Ci sarà una seduta ad hoc della commissione bilancio del comune di Formia per affrontare la possibile transazione di quasi 500 mila euro tra l’ente e la società “Marina di Cicerone” per la mancata realizzazione del porto turistico proposto dall’ex Senatore Pd ed imprenditore Raffaele Ranucci. A chiedere i giusti chiarimenti sono stati i rappresentanti delle forze di minoranze partecipanti all’ultima seduta della conferenza dei capo grippo dove il neo assessore al bilancio della Giunta Taddeo Francesco Traversi ha confermato quanto si sa da tempo.

La società “Gruppo Ranucci Finanziaria e Partecipazione s.r.l.”di Roma ha proposto al Tribunale civile di Cassino un risarcimento danni di 3milioni e 29mila euro per la mancata realizzazione del nuovo ed avveniristico porto turistico di Formia. Il gruppo imprenditoriale privato, controllato nel 2010 dal Senatore Dem di origini formiane, ha chiesto anche la restituzione di una sorta di una fidejussione di quasi mezzo milioni di euro versata nelle casse del comune 11 anni quale anticipo per ottenere la concessione del comune di Formia. La seduta della commissione bilancio servirà per effettuare una ricognizione sull’intera e delicata querelle ma è ormai quasi certo che il comune di Formia darà attuazione alla proposta bonaria del Tribunale di Cassino di restituire al privato l’anticipo versato dal privato per chiudere bonariamente l’intera controversia. La seduta della commissione bilancio servirà anche per rispondere alle  affermazioni dell’ex sindaco di Formia Paola Villa secondo quale le amministrazioni in carica tra il 2010 ed ilo 2014, quelle di centro destra del compianto sindaco di Michele Forte (di cui faceva parte Forza Italia, il partito del neo sindaco Gianluca Taddeo) e la successiva di centro sinistra guidata dal sindaco Sandro Bartolomeo , hanno speso il mezzo milione di euro anticipato dal “Gruppo Ranucci Finanziaria e Partecipazione s.r.l.”.

Non potevano fare diversamente: il neo primo cittadino eletto nel 2018 era a conoscenza della decisione dell’allora dirigente del settore urbanistica del comune Roberto Guratti di risolvere il contratto con il gruppo Ranucci semplicemente perchè fu lo stesso gruppo imprenditoriale privato a fare dietro front (e non il Comune) sulla realizzazione del porto turistico dopo aver definito anti economico il progetto, sulla scorta del parere contrario della Capitaneria di porto di Gaeta e del mancato arrivo della “Vas” speciale della Regione Lazio.

Il Comune non doveva bloccare quell’anticipo incassato, sapeva già nel 2010 che avrebbe dovuto eventualmente restituirlo qualora il privato avesse deciso – come si è verificato – di rivedere i suoi piani imprenditoriali. E invece l’ex sindaco Paola Villa ha denunciato una sorta di distrazione che non esiste. Sarebbe stata contemplata nel bilancio di previsione 2021 che, approntato dal commissario Prefettizio Silvana Tizzano, anticipava di fatto una restituzione lecita ma provocata dal disimpegno del privato. Nei suoi riguardi arrivano gli strali dell’ex sindaco di Formia. Nel 2017 la società controllata dall’ex Senatore Ranucci presentò un nuovo Piano Economico Finanziario con il quale dichiarò che il tempo trascorso era abbondantemente scaduto e auspicava lo stanziamento di 72 milioni di euro di contributo pubblico – lo strumento prescelto per la realizzazione e la gestione dell’opera era il progetto di finanza – a fronte di 76 milioni e mezzo di euro messi a base di gara per il progetto. Insomma, il concessionario – secondo la professoressa Villa chiedeva soldi pubblici per sottrarsi da qualsiasi rischio di investimento. Sarebbe diventato un “project di finanza pubblica” contraddicendo tutto l’iter fatto dal 2002 al 2017! “Questo progetto per 17 anni ha illuso i cittadini e la città, ha bloccato – ha concluso l’ex sindaco – gli investimenti alternativi dell’industria nautica con le conseguenze negative sul settore della ‘blue economy’ e occupazionali del Golfo”.

Il comune di Formia si dichiara tranquillo perché i 500 mila euro incassati per una concessione demaniale mai rilasciata sono stati – come detto – inseriti negli ultimi bilanci previsionali. Che l’ex sindaco Villa sapesse tutto, basta leggere dalle pagine 51 a 63 la relazione di 172 pagine sull’amministrazione trasparente che, protocollata il 15 febbraio 2019, riguardò l’annualità 2018. La Giunta in carica sapeva tutto e, se avesse voluto, avrebbe potuto evitare la nascita di questo contenzioso che potrebbe concludersi solo se l’aspirante concessionario accettasse la transazione. 

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