Itri / Prc: “Amministrazione De Santis: un bilancio deludente”

ITRI – Esprime un bilancio negativo il Circolo PRC “Mariano Mandolesi” Itri-Gaeta sull’amministrazione comunale capitanata dal sindaco Giuseppe De Santis. Il giudizio è espresso in una lunga nota.
“Nel 2011 Rifondazione Comunista – si legge nel documento – contribuì all’elezione di De Santis vedendo nel programma della lista interessanti segni di discontinuità con il passato e sperando di indirizzarne l’operato verso gli interessi sociali di lavoratori, pensionati, disoccupati e precari, contro le ristrette lobby da troppo tempo egemoni. Ciò accadde anche nella consapevolezza di una forte polarizzazione e dei rischi ben maggiori incarnati dalla coalizione rivale.
L’allora rappresentante di Rifondazione Comunista, Luca Iudicone, eletto in Consiglio anche grazie al contributo del PRC, decise subito dopo di non rinnovare l’iscrizione al nostro Partito. Il rapporto di collaborazione e confronto iniziali tra il Consigliere e “Sinistra Protagonista” (allora composta da noi e da SEL) andò esaurendosi progressivamente, fino al suo impegno nella creazione di un nuovo soggetto estraneo al PRC e denominato “Sinistra Unita”. Ora sceglie di continuare a sostenere De Santis con rinnovato impegno accettando di tornare a ricoprire la delega alle politiche giovanili e agli affari sociali, oltre alla nuova carica di Vicesindaco. Rispettiamo le sue scelte autonome pur non condividendole. Gli auguriamo comunque buon lavoro. Non è qui nostra intenzione individuare responsabilità univoche di quanto avvenuto ma spiegare perché già da molto tempo il nostro Partito sia di fatto del tutto esterno alla compagine governativa ed abbia perso ogni possibilità di incidere direttamente sul suo operato. Malgrado ciò non abbiamo fatto mancare concrete proposte e dure critiche. Dopo quattro anni Rifondazione Comunista non può più esimersi dall’esprimere un bilancio complessivo sull’operato di questa Maggioranza variabile.
Del programma della lista “Patto per Itri Futura” quest’Amministrazione ha attuato ben poco. Le cose fatte sono anzi spesso in contrasto con proposte e principi enunciati. Ciò anche a causa delle violente faide determinate da una composizione più che mai eterogenea. Dal punto di vista della partecipazione si prometteva l’ “istituzione e formalizzazione dei Comitati di Quartiere”, una maggiore sinergia con l’amministrazione, l’istallazione di bacheche pubbliche diffuse, il Consiglio Comunale dei ragazzi e le Consulte per infanzia, disabili e anziani. Niente di ciò è stato attuato. Nella sezione dedicata all’ambiente si parlava della gestione dell’acquache “non può essere equiparata ad una merce sulla quale fare affari” e si criticava duramente Acqualatina, proponendo il ritorno ad una gestione pubblica. Si è fatto il contrario non intraprendendo alcuna iniziativa contro l’azienda, anzi favorendone i “commensali” con un appalto per le case dell’acqua vinto dalla “Logica SRL” di Silvano Morandi, già membro del Consiglio di Amministrazione di Acqualatina, invece di pensare ad una gestione pubblica dei distributori come in numerosi comuni. Quando abbiamo proposto una delibera che vietasse il distacco dell’acqua ai cittadini indigenti non ci hanno neanche degnati di una risposta.
Anche riguardo alla gestione dei Rifiuti non si registrano iniziative realmente degne di rilievo al di là del fumo negli occhi. In previsione dello scadere del bando abbiamo proposto la creazione di un’azienda pubblica, magari consorziata con comuni limitrofi che già hanno intrapreso iniziative simili, soprattutto per sottrarre il servizio all’altissimo rischio di infiltrazioni malavitose. La proposta del PRC è stata condivisa persino dal PD locale che l’ha definita “un’occasione da non perdere”, ma è già stata accantonata. Altre promesse riguardavano l’incentivo di energie rinnovabili quali eolico, solare e biomasse. In realtà tra il poco che si è fatto dobbiamo annoverare l’ennesima privatizzazione del servizio di illuminazione pubblica cittadina donando quasi un milione di Euro ai privati in cambio dell’istallazione di luci al LED. Discorso analogo purtroppo varrebbe per la salvaguardia del territorio per cui si prevedeva uno “Studio idrogeologico con interventi di riparazione, ripristino ecc. o sistemazione idraulica del Rio d’Itri … per i pericoli di inondazione delle campagne in corrispondenza del centro-abitato”. Le devastanti inondazioni che hanno colpito la città a seguito di banali piogge mostrano purtroppo il contrario. Anche la nostra richiesta pubblica di prendere posizione contro il decreto “Sblocca Italia” come centinaia di altri comuni e numerose regioni è stata ignorata, nonostante esso comporti l’ulteriore abbattimento di regole e risorse per la tutela del territorio, l’incentivo all’ingresso di capitali privati nella gestione dei servizi locali più essenziali ed il vantaggio di aziende quali Acqualatina.
Nel 2011 si parlava anche di difendere e rafforzare il Poliambulatorio cittadino. Non solo il CUP ha subito in questi anni un progressivo smantellamento ma il Sindaco ha dato credito alle parole del Direttore Generale della ASL Michele Caporossi, autore di un Piano aziendale che depotenzia ulteriormente la sanità locale. Questo comprende il congestionamento o l’atrofia degli Ospedali di Formia e di Fondi, un attacco all’importante ruolo dei medici di famiglia e non contiene nemmeno una parola sul Poliambulatorio. Malgrado i nostri appelli il Consiglio non si è neanche espresso sul nuovo Piano e De Santis ha disertato l’Assemblea dei Sindaci che lo ha votato. Si pensi anche alla scarsissima determinazione mostrata nel tutelare i cittadini dalla gestione privata del cimitero, che ha visto lievitare in modo ingiustificato e illegittimo i costi a fronte di servizi scadenti e scarsa attenzione alle esigenze dell’utenza, come mostrano ad esempio la carenza di scale per accedere ai loculi più alti e la persistente chiusura dell’ingresso che affaccia sull’Appia. Una situazione che avrebbe dovuto far prendere seriamente in considerazione l’ipotesi di rescindere il contratto con la ditta. Dove sono finiti inoltre il “ripristino della Commissione edilizia”, l’incentivo del turismo e dell’economia attraverso la “rimozione delle barriere architettoniche”, la promozione di siti quali il Castello, le iniziative di  “marketing e commercializzazione” dell’olio e delle olive? Dove sono l’ampliamento di sentieri naturalistici, percorsi ciclabili, aree attrezzate, ed il recupero di strutture storiche ed archeologiche? Dov’è la Casa Famiglia comunale, il rifugio per donne vittime di maltrattamenti, l’osservatorio per la tossicodipendenza, il nuovo “Centro sportivo polivalente”, gli “impianti polivalenti di quartiere” ed il “centro culturale polivalente”?  A tutto ciò si aggiunga una politica fiscale priva di esenzioni o sgravi adeguati per le fasce più deboli ed un impiego di fondi e finanziamenti pubblici non sempre trasparente ed esente da vecchie logiche clientelari.
Di fronte ad un quadro così desolante la Maggioranza cerca di recuperare ricordandosi ora del PRG e del piano di Pagnano. Sorge il dubbio che si tratti solo di una disperata trovata elettorale. Se l’azione amministrativa della Maggioranza, ammesso che resti tale, è stata finora così poco incisiva ci chiediamo come possa risollevarsi con numeri tanto esigui ed improbabili apporti esterni dell’ultimo minuto. Non comprendiamo quindi il timore tanto diffuso di un Commissariamento Prefettizio che traghetti la città fino alla prossima data utile per le elezioni limitandosi all’ordinaria amministrazione, visto che d’altronde a questo o poco più si è già limitato il governo cittadino negli ultimi anni.
Sarebbe il caso che il Sindaco e la sua Giunta prendessero atto del fallimento del loro progetto politico e si facessero da parte ponendo fine a questo spettacolo poco edificante. Rifondazione Comunista continuerà il suo lavoro di radicamento sociale e imparerà dalle proprie esperienze investendo in futuro le sue energie nella creazione di una vera alternativa politica antiliberista alle “larghe intese” locali, rivolgendosi prevalentemente ai movimenti di lotta auto organizzati ed alle altre forze Comuniste presenti sul territorio”.

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