Terracina / Individuata una nave romana immersa nelle acque davanti al litorale cittadino

Attualità Cronaca Cultura Lifestyle Terracina

TERRACINA – Aveva uno speciale carico a bordo: tegole in terracotta probabilmente destinate a qualche cantiere edile di un certo rilievo lungo la riviera d’Ulisse. Quanto avevano ipotizzato da anni alcuni subacquei non professionisti è stato confermato da da una mirata campagna di vigilanza sui beni archeologici sommersi promossa dalla Guardia Costiera di Terracina. Davanti il litorale della città, a poche centinaia di metri di profondità, è stata rinvenuta una sorta di nave cargo di epoca romana che, risalente al primo secolo Avanti Cristo, sarebbe colata a picco durante un naufragio.

Gli agenti coordinati dalla Comandante Emilia Denaro, affiancati dai militari del 2° Nucleo Operatori Subacquei della Guardia Costiera di Napoli, utilizzando un robot sottomarino, hanno ispezionato il relitto che aveva ancora a bordo coppi e tegole rimaste integre fino ad oggi. L’immersione è servita per approntare un primo progetto finalizzato, in stretta collaborazione con la Soprintendenza archeologica del Lazio, al recupero del relitto e anche alla rimozione delle cosiddette “Reti fantasma” davanti il litorale di Terracina. Abbandonate o disperse accidentalmente in mare, tra i rifiuti costituiscono una delle minacce più grandi per l’ecosistema e la fauna marina. Infatti, con il trascorrere del tempo, le reti spazzatura si deteriorano in piccoli pezzi, le microplastiche, che vengono ingerite dagli animali.

Il progetto “Reti Fantasma” vede costantemente impegnato il personale delle Capitanerie di porto-Guardia Costiera, spesso in collaborazione con le Associazioni ambientaliste, per la tutela dei fondali e dell’ambiente marino e costiero, soprattutto in aree protette o di particolare pregio naturalistico, quali quelle del Sud Lazio.

Con l’occasione i militari dell’Ufficio Circondariale marittimo e gli operatori subacquei hanno anche effettuato una ispezione al porto canale ed alle strutture portuali di Terracina, nonché ai prospicienti specchi acquei, per i quali si è reso necessario pianificare un successivo intervento operativo, con l’ausilio di mezzi via terra, per la definitiva ricognizione e rimozione di alcune parti rimanenti di vecchie imbarcazioni affondate nei bassi fondali e di vecchie catene e corpi morti artigianali non autorizzati.

“Questo intervento, oltre a migliorare la qualità e la salubrità dell’ambiente marino, consentirà – ha commentato la comandante della Guardia Costiera di Terracina Emilia Denaro – di incrementare ulteriormente il gradiente di sicurezza della navigazione all’interno delle ristrette acque portuali”.