Tribunale di Cassino

Formia / Usura ed estorsione, domani l’interrogatorio di garanzia per i due imprenditori

Cronaca Formia

FORMIA – La modifica della misura cautelare in carcere o, in subordine, la sua attenuazione. Sono le richieste che la difesa dei due presunti usurai, G.F., di 55 anni,e di B.F.,di 48 anni, entrambi di Formia, arrestati giovedì dagli agenti del locale commissariato avanzeranno lunedì mattina, alle 10, nel corso dell’interrogatorio di convalida in programma presso il carcere di Cassino dove i due operatori artigianali sono reclusi da quando gli è stata notificata l’ordinanza del Gip Salvatore Scalera con le pesantissime accuse di estorsione e soprattutto usura.

I legali dei due uomini – gli avvocati Pasquale Di Gabriele, Filiberto D’Urgolo e Lucia Flagiello – proveranno a ridimensionare il contenuto, a tratti agghiacciante, delle 25 pagine dell’ordinanza custodiale emessa dopo una specifica e circostanziata richiesta del sostituto procuratore Emanuele De Franco. L’interrogatorio di convalida costituirà un primo round dalla durata breve perché l’intera controversia giudiziaria potrebbe conoscere una prima svolta davanti il Tribunale del Riesame dove i legali del 55enne e del 48enne sono in procinto di presentare un ricorso accompagnato da una sorta di perizia in cui si contestano, in ribasso, i tassi usurai applicati dal 2017 in poi da due artigiani ai prestiti di danaro chiesti dall’imprenditore elettronico di 57 anni di Formia per far fronte al pagamento di alcune forniture.

L’ordinanza chiesta dalla Procura è scaturita da una denuncia querela che la vittima di questo giro di danaro “a strozzo” ha formalizzato in commissariato soltanto il 25 marzo quando l’ultima restituzione di uno dei tanti prestiti gravati da tassi usurai ci sarebbe stata pochi giorni prima, il 18 marzo, nella fase più critica dell’emergenza sanitaria Covid 19. Intanto sono emersi altri particolari culminati nella svolta decisiva di questa triste e preoccupante vicenda. L’imprenditore in difficoltà, alle prese anche un quadro psicologico ormai logorato dalle continue richieste di danaro arrivategli dai due presunti strozzini, fece perdere le proprie tracce e i suoi familiari, decisamente preoccupati, avevano chiesto ed ottenuto l’intervento della Polizia. Le operazioni di ricerca e soccorso immediatamente attivate portarono a rintracciare l’uomo, attraverso il sistema di geo-localizzazione del telefono cellulare, in una zona montuosa al confine delle province di Frosinone, lungo la strada regionale “Valle del Liri”, tra i Comuni di Campodimele e Pico dove, il 57enne preso dallo sconforto, si era portato alla guida della propria autovettura. Raggiunto dagli uomini del Vice questore Metelli, l’imprenditore di Formia inizialmente negò di essere colpito dai debiti ma poi decise di collaborare per risalire ai due presunti usurai. E così è stato.

La Procura ipotizza che G.F. e B.F. abbiano preteso, attraverso messaggi e telefonate dal chiaro tenore minatorio, un ingiusto profitto rispettivamente di 23.700 euro il primo ed 1400 euro il secondo. Lo avrebbero fatto praticando prestiti di danaro con successiva richiesta di restituzione ad un tasso di interesse anche superiore al 400% annuo. Su disposizione del Gip Scalera il danaro illecitamente restituito dall’imprenditore in difficoltà è stato sequestrato in occasione di due mirate perquisizioni domiciliari prima che i due indagati venissero accompagnati nel carcere di Cassino. Si è trattato di un sequestro preventivo previsto dalla nuova normativa anti usura per capitalizzare le somme utili alla reintegrazione dell’ingiusto danno economico subìto dalla vittima.

Con l’occasione sono stati rinvenuti gli effetti cambiari e gli assegni dati a garanzia dei nonché l’autovettura e la motocicletta di uno degli arrestati a garanzia della restituzione degli interessi non dovuti, pagati dalla vittima. Si tratta di un’indagine che, svolta in tempi da record, deve trovare i giusti riscontri ora anche sul piano processuale. L’ordinanza del Gip Scalera ha una genesi molto lontana nel tempo: il primo prestito,di 20mila euro,fu concesso da G.F nel 2011 e l’imprenditore in difficoltà ha pagato l’ultima rata dei 40mila pattuiti nell’estate del 2017, periodo in cui sono proseguiti altri prestiti ma con importi più bassi, da 2500 a 10mila euro.