Usura ed estorsione, due arresti a Formia

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FORMIA – Il mondo economico ed imprenditoriale di Formia già in ginocchio a causa delle conseguenze del Covid 19 potrebbe essere ulteriormente terremotato dalle indagini del commissariato di Polizia che, dopo i due clamorosi arresti di oggi, potrebbero subire nuovi e importanti sviluppi. Gli agenti del Vice Questore Aurelio Metelli hanno notificato due ordinanze di custodia cautelare in carcere che, richieste dal sostituto procuratore Emanuele De Franco, sono state emesse dal Gip del Tribunale di Cassino Salvatore Scalera nei confronti due operatori artigianali, G.F., di 55 anni, e di B.F.,di 48 anni, rispettivamente originari di Isernia e Napoli ma in effetti residenti a Formia da sempre. Sono stati arrestati con due ipotesi di reato davvero gravi, usura ed estorsione, al termine di indagini davvero fulminee dopo la decisione della parte offesa,un imprenditore di 57 anni di Formia impegnato nel settore elettronico, di accusare i due presunti usurai.

L’ordinanza chiesta dalla Procura scaturisce da una denuncia querela che la vittima di questo giro di denaro “a strozzo” ha formalizzato in commissariato soltanto il 25 marzo quando l’ultima restituzione di uno dei tanti prestiti gravati da tassi usurai c’è stata la settimana precedente, il 18 marzo, in piena pandemia Covid 19. La Procura ipotizza che G.F. e B.F.,che hanno operato in maniera autonoma senza alcun concorso tra loro, abbiano preteso, attraverso messaggi e telefonate dal chiaro tenore minatorio, un ingiusto profitto rispettivamente di 23.700 euro il primo e 1400 euro il secondo. Su disposizione del Gip Scalera il denaro illecitamente restituito dall’imprenditore in difficoltà – pare per il pagamento di alcune forniture – è stato sequestrato in occasione di due mirate perquisizioni domiciliari prima che i due indagati venissero accompagnati nel carcere di Cassino.

Si tratta di un’indagine nelle fasi embrionali perché l’ordinanza del Gip Scalera ha una genesi molto lontana nel tempo: il primo prestito, di 20mila euro, fu concesso da G.F nel 2011 e l’imprenditore in difficoltà ha pagato l’ultima rata dei 40mila pattuiti nell’estate del 2017, periodo in cui sono proseguiti altri prestiti ma con importi più bassi, da 2500 a 10mila euro. Sono pronti a ridimensionare il castello accusatorio i legali dei due artigiani arrestati, gli avvocati Pasquale Di Gabriele, Filiberto D’Urgolo e Lucia Flagiello, già in sede di interrogatorio di garanzia ed eventualmente davanti il Tribunale del Riesame.