Cronaca

Gaeta / Furti di auto, sgominata la banda: sei arresti

GAETA – Hanno colpito anche in provincia di Latina e, più precisamente, a Gaeta tra il febbraio ed il settembre 2018, le sei persone destinatarie di altrettante ordinanze di custodia cautelare che, chieste dalla Procura della Repubblica di Santa Capua Vetere ed emessa dal Gip del locale Tribunale, sono state notificate dai Carabinieri della Compagnia di Capua e della stazione di Variano Scalo, in provincia di Caserta. Queste indagini, concluse con le ipotesi di reato di danneggiamento e soprattutto di furto, hanno preso il via il 21 dicembre dello scorso anno quando un’auto fu rubata nei pressi del piazzale antistante la stazione ferroviaria di Vairano-Caianello.

I militari del colonnello Paolo Minutoli s’imbatterono ben presto in una banda considerata subito collaudata e specializzata attraverso l’utilizzo di un apposito dispositivo elettronico, denominato “Spinotto”, dal costo di 600 circa, con cui venivano elusi i tradizionali sistemi antifurto in uso a tutte le auto in circolazione. Le indagini hanno accertato come due degli 8 dei furti finiti nell’informativa inviata alla Procura sammaritana siano stati compiuti nell’estate 2018 a Gaeta che la banda di malviventi aveva raggiunto a bordo dell’auto del loro promotore, Luca Iodice, di 24 anni, ora finito in carcere. La specificità di questa banda era di localizzazione le auto che, come la Fiat 500 ed una Y 10 rubate a Gaeta, erano sempre di nuova immatricolazione e pertanto di rilevante valore.

I malviventi, dotati di questo spinotto, accertavano la presenza di sistemi di antifurto satellitare e di geolocalizzazione ed erano dotati di un’organizzazione interna con cui venivano scelti i ricettatori in attesa di effettuare eventuali estorsioni con il metodo del “cavallo di ritorno”. La banda – e l’hanno appurato le indagini – programmava, poi, quando effettuare i furti delle auto: almeno cinque al giorno la settimana, preferibilmente nei giorni feriali, dal lunedì al giovedì, riservando il venerdì per la consegna delle auto rubate ai ricettatori. Le ordinanze di custodia cautelare affronta anche i costi o, meglio, le provvigioni che toccavano ai componenti di questa organizzazione. I loro componenti percepivano 250 euro per ogni furto portato a termine che scendevano a 50 per i partecipanti occasionali a questi raid.

I Carabinieri hanno accertato che i protagonisti delle due trasferte di Gaeta hanno percepito un bonus extra. La Procura con i sei provvedimenti cautelari notificati – uno in carcere, tre ai domiciliari e due con gli obblighi di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria – ha anche stimato il valore di questi furti, oltre 100mila euro così ha anche accertato come per questi topi d’auto fossero indigesti i dispositivi blocca sterzo, davvero temuti e pertanto considerati “adeguati impedimenti” alla realizzazione di queste auto nuove di zecca.

Saverio Forte

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