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Gaeta / Ferragosto, la lettera dell’Arcivescovo Luigi Vari ai turisti

GAETA – Il grande bene dell’ospitalità. L’Arcivescovo di Gaeta, Monsignor Luigi Vari, lo considera alla vigilia del “cuore” dell’estate e della stagione turistica, quasi un dono nel suo interessante ed annuale messaggio ai turisti e villeggianti che, in migliaia, hanno scelto il territorio dell’Arcidiocesi di Gaeta (i comuni facenti parte sono 17, Campodimele, Castelforte, Fondi, Formia, Gaeta, Itri, Lenola, Monte San Biagio, Minturno, Ponza, Santi Cosma e Damiano, Sperlonga, Spigno Saturnia, Ventotene in provincia di Latina, Ausonia, Coreno Ausonio, Pastena in quella di Frosinone) per trascorrervi un periodo di riposo e vacanza.

Il presule della chiesa del Golfo rivolge il suo “benvenuto nella nostra terra”, si augura che sia “un tempo importante e prezioso” quello che trascorrono e trascorreranno i turisti in questo territorio perché “i suoi colori, le sue atmosfere e le persone che incontrerete vi siano di aiuto”. I periodi di soggiorno – lo dicono ormai da anni le principali associazioni di categoria del settore turistico e i più operatori del comparto di Formia, Gaeta, Minturno e Sperlonga – si sono accorciati e Monsignor Vari non si nasconde dietro un dito quando osserva come “uno dei primi e tanti motivi da non sottovalutare per questo abbreviarsi, se non annullarsi, del tempo della vacanza, è quello economico”. I dati di Federaberghi sono implacabili anche se è in corso una leggera e graduale inversione di tendenza rispetto al 2018 quando il 42,8% della popolazione non andò in vacanza nel periodo giugno-settembre . Quest’anno questa percentuale è diminuita e si attesa intorno al 39,5%. E’ chi non parte deve, è costretto a rinunciare alla propria vacanza ad una ragione economica che, se nel 2018 si attestava al 49%, quest’anno è ancora aumentata raggiungendo il 57%. Più distanziati gli altri motivi che impediscono di preparare una valigia: la salute (23%), la famiglia (17%), il lavoro (15%) mentre il 18% decide di riposarsi in un altro periodo dell’anno.

Chi non parte non può permetterselo e per l’Arcivescovo di Gaeta questa questa difficoltà deve trasformarsi in qualcosa di diverso, in un’”occasione per riscoprire, da parte di chi ne ha la possibilità, il grande bene dell’ospitalità verso chi conosciamo e avrebbe bisogno di qualche giorno di mare”. Insomma favorire un comportamento, culturale e antropologico, della condivisione e Monsignor Vari lo ribadisce nella sua bella lettera aperta: “Quando poi noi andiamo in un posto, raccontandolo, evidenziamo sempre se quel luogo è ospitale o meno; più che la bellezza dei panorami ci portiamo il ricordo della bellezza delle persone”. Qualcosa, a tal riguardo, sta portando avanti la stessa Arcidiocesi di Gaeta e, nello specifico, l’ufficio diocesano per il turismo, lo sport ed il tempo libero, soprattutto promuovendo atteggiamenti di apertura, di ospitalità, di rispetto e di comunione in luoghi strategici che possono essere il mare o la stessa montagna di cui il territorio del Golfo è ricca.

“Vorrei che vi stupissimo per la nostra educazione e onestà, per il sorriso che dà fiducia e crea fiducia, per la collaborazione nel permettervi che questo tempo, ricavato con tanta fatica, sia un tempo bello”. L’Arcivescovo di Gaeta, a tal riguardo, lancia, o meglio, rinnova la necessità di una ‘santa alleanza’ con tutte le istituzioni, “nessuna esclusa”, per portare avanti questo che considera il “patto dell’ospitalità”: “Dobbiamo sentirci legati da questa richiesta rispondendo – aggiunge – alla domanda di come aiutarvi a stare meglio, come guidarvi nel vostro soggiorno. Creare un posto ospitale non richiede competenze particolari, se non quelle fondamentali dell’umanità e della dignità”. Monsignor Luigi Vari sa che il turismo è la prima voce del Pil del comprensorio, un comparto stagnante, nonostante un timido tentativo di rilanciarsi e di riqualificarsi.

La Chiesa di Gaeta, attraverso il suo pastore, gli rivolge l’augurio “non solo di offrire una qualità di servizi sempre maggiore, ma anche crescere nella qualità dell’accoglienza”. E una risposta, a tal riguardo, spera di ottenerla dagli stessi fruitori del territorio, i turisti: “Vi auguro di poter dire ogni giorno: che avete trovato negli operatori turistici di qualunque tipo, pubblico e privato, delle belle persone e delle degne persone”. Buon ferragosto.

Saverio Forte

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